Amore a prima vista con dote

16 Luglio, 2008 | Di | Categoria: IN CAUDA VENENUM

«Umanamente è un grande… lui come me, non viene dalla politica. Ha il dono di parlare alla gente, semplificare le cose, trovare il rapporto diretto con il popolo. Ci siamo incontrati per la prima volta nel ’94 e ci siamo piaciuti subito.» (1)
Un esemplare episodio di amore a prima vista che dura nel tempo tra la Nipote ed il Cavaliere, nonostante il proclama del ‘predellino’ non la convinse granché: «I piccoli partiti non vogliono scomparire sotto la bandiera di Forza Italia o del Partito delle libertà come dir si voglia. Non vogliono essere trasformati da alleati in fan.» (2) Invece, poco dopo… fu nuovamente ed improvvisamente amore. Oggi, grazie ai tabulati della Camera dei Deputati, è possibile conoscere la dote: 127.000 euro. La dichiarano i documenti ufficiali depositati a Montecitorio, che rendono pubbliche le generose erogazioni ai partiti alla vigilia del recente voto di aprile. Sono registrati anche i versamenti tra partiti: «Si scoprono così le elargizioni del Cavaliere ai movimenti politici amici. Agli atti ci sono i quasi 127mila euro ad Alessandra Mussolini.» (3)

1) Corriere della Sera, 17 febbraio 2005
2) Il Secolo d’Italia, 22 novembre 2007
3) Il Sole 24ore, 13 luglio 2008

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2 Comments to “Amore a prima vista con dote”

  1. P.Pinna ha detto:

    Ave,
    non si puo’ rinunciare ai propri “IDEALI” per i soldi.
    La Mussolini non ha capito nulla della vita di suo Nonno.

    http://www.la-destra-storia.net

  2. donvito ha detto:

    Povera (si fa per dire) Alessandra. 60 di occultazione, azzeramento, usurpazione ed interpretazioni scellerate o semplicemente cretine della storia dell’Italia Moderna. L’unico periodo che trasformò il Paese, gli diede struttura e modernità, società ed equilibri. Ebbe e generò fatti drammatici. Oggi l’unica eredità data in pasto ad un paese di smemorati è una nipote trash-populista credo partorita per fecondazione artificiale tra un socialdemocratico reale e un catocomunista sulla via di Compostela.
    Mi spiace, ma mi arrendo a chi dice che non dovrebbe portarne il nome. Sembra una banalità, trattasi di dignità e rispetto per chi la Storia l’ha fatta e l’ha patita, ma pur Storia di un Paese degno.

    Riceve soldi da Silvio: Tutti hanno le loro opere buone.

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