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	<description>Faber est suae quisque fortunae</description>
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		<title>Un tempo ‘missini’, ora ‘miss no’…</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 21:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gian Mario</dc:creator>
				<category><![CDATA[FOCUS]]></category>
		<category><![CDATA[Annalisa Terranova]]></category>
		<category><![CDATA[Fli]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente un dibattito serrato all’interno di “Futuro e libertá” (per chi se lo fosse dimenticato, è il partito fondato dal capriolatore Gianfry). Alla festa di Mirabello, miss sì o miss no? La parola ad una finiana doc della prima ora, la giornalista del “Secolo d’Italia”, Annalisa Terranova: “Un partito non fa quasi nulla per un<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.spigoli.info/archives/634">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Finalmente un dibattito serrato all’interno di “Futuro e libertá” (per chi se lo fosse dimenticato, è il partito fondato dal capriolatore Gianfry). Alla festa di Mirabello, miss sì o miss no?</strong></p>
<p>La parola ad una finiana doc della prima ora, la giornalista del “Secolo d’Italia”, Annalisa Terranova: “Un partito non fa quasi nulla per un anno nell’attesa messianica di Mirabello e quando arriva fa sfilare le miss come i leghisti?”… Il confronto è ancora aperto, ma il titolo di “Miss Tricolore 2011″ è stato giá assegnato. Il premio? Un fine settimana a Montecarlo…</p>
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		<title>Gianfry se ne frega!!!</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 20:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Faber</dc:creator>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Adolfo Urso]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Campi]]></category>
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		<category><![CDATA[Futuro e libertà]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;uscita dal Fli di Urso e Ronchi (per dipanare i dubbi, diciamolo, non incarnano propriamente il mio ideale di militante politico) rende sempre più attuale un&#8217;allegoria che ho utilizzato mesi fa, quando, paragonando Gianfry al reverendo Jim Jones, ricordavo come questo santone, in preda ad un raptus di onnipotenza nei confronti dei suoi discepoli, portò<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.spigoli.info/archives/579">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 8px 0px 0px; WIDTH: 200px; HEIGHT: 200px" src="http://www.spigoli.info/wp-content/uploads/2011/07/Fli.fuga_.jpg" alt="" />L&#8217;uscita dal Fli di Urso e Ronchi (per dipanare i dubbi, diciamolo, non incarnano propriamente il mio ideale di militante politico) rende sempre più attuale un&#8217;allegoria che ho utilizzato mesi fa, quando, paragonando Gianfry al <A HREF="http://www.spigoli.info/archives/456"target="blank"><strong>reverendo Jim Jones</strong></A>, ricordavo come questo santone, in preda ad un raptus di onnipotenza nei confronti dei suoi discepoli, portò al suicidio l’intera setta &#8220;Il Tempio del popolo&#8221;, oggi ben rappresentata in questa analogia da &#8220;Futuro e libertà&#8221;.<br />
I finiani &#8216;poltronizzati&#8217; partirono in 46 (36 deputati e 10 senatori) e, scivolone dopo scivolone, sono rimasti in 32, tanto per tracciare un bilancio parlamentare dell&#8217;operazione &#8216;bocchiniana&#8217; e generosamente tacendo dei loro risultati elettorali. Un andamento in perfetta linea con il solco tracciato dal loro leader, che, con una discreta capacità oratoria, illimitata spregiudicatezza e ben accucciato all&#8217;ombra di Silvio, era finora riuscito a camuffare le molteplici fallimentari scelte politiche (elefantino, referendum, predellino, per ricordarne alcune) e le innumerevoli capriole (immigrazione, fascismo, diritto alla vita ecc).<br />
Che lo sbandamento nelle fila finiane sia intenso è facile intuirlo leggendo &#8220;Il futurista&#8221;, che, perso per strada l&#8217;ideologo preferito da Fini, Alessandro Campi, esprime on line il meglio del ‘finipensiero’, con Filippo Rossi nei panni del ventriloquo di fiducia. Costui, dopo aver fotografato il Fli incensando adeguatamente il suo mentore (<em>&#8220;Non tutti sono all&#8217;altezza del loro condottiero&#8221;</em>), temeraria esemplificazione della lotta al modello di partito personalmonarchico tipo Pdl (Partito del leader), ed aver definito i due ‘ex’ come <em>&#8220;cavalli di Troia&#8221; </em> protesi a ”<em>distruggere il Fli ed il suo leader”</em>, getta il cuore oltre l&#8217;ostacolo come un ardito, formulando una proposta che rischia di non intaccare i pensieri dei 32 &#8216;resistenti&#8217;: <em>&#8220;Solo uscendo definitivamente dal palazzo, solo ricominciando da zero, Futuro e libertà riuscirà a parlare a quegli italiani che stanno chiedendo uno scatto in avanti, un punto e a capo.&#8221;</em><br />
Non pago dell&#8217;afflato incalza, chiarendo a quali italiani si rivolge: <em>&#8220;Scambiare Fli con la prosecuzione diretta del Movimento sociale italiano e di Alleanza nazionale significa, molto semplicemente, non aver capito nulla di quello che Gianfranco Fini ha detto e fatto in questi ultimi anni&#8221;.</em> Peccato che il numero degli stolti stia aumentando giorno dopo giorno, senza che ancora sia evidente quale percorso voglia rappresentare il Fli. Un clima talmente disperato da generare un inascoltato appello, sempre dalle colonne de &#8220;Il Futurista&#8221;, rivolto <em>&#8220;ai dipietristi come Luigi De Magistris e Pancho Pardi”  </em> affinché <em>&#8220;&#8230;accarezzino l&#8217;idea futurista della politica&#8230; la costruzione di un nuovo patriottismo repubblicano&#8221;</em>, forse preparando il terreno ad alcune scorie finiane che lì troveranno il loro prossimo naturale approdo. Un evidente fallimento per il tanto sbandierato progetto innovativo di una &#8220;destra repubblicana, moderna ed europea&#8221;, presumibilmente contrapposta ad una monarchica, démodé ed africana. Un triste epilogo annunciato per tanti che hanno sguazzato a destra, raccogliendo più onori che oneri.<br />
Uno solo, in questo miserevole marasma, sembra ispirarsi ad un sonoro &#8216;me ne frego&#8217; (unica concessione al Ventennio, dopo anni di ripulitura da incrostazioni neofasciste). Il reverendo Gianfry Jim Jones, silenziosamente ben accomodato nella poltrona di Montecitorio e nel divano di Montecarlo.</p>
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		<title>Tornano gli &#8216;sciacalli&#8217;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 18:27:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Faber</dc:creator>
				<category><![CDATA[MEMORIA]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Cecchin]]></category>
		<category><![CDATA[Fronte della Gioventù]]></category>

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		<description><![CDATA[Una sola parola per accomunarli: sciacalli. Hanno scritto una lettera al Sindaco di Roma esprimendo il proprio disappunto per l’intitolazione di un’area verde a Francesco Cecchin, diciottenne militante del Fronte della Gioventù, ucciso nel 1979 dopo un pestaggio subito da attivisti comunisti. L’intellighenzia di sinistra non ha perso il vizietto delle firme in calce agli<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.spigoli.info/archives/592">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 8px 0px 0px; WIDTH: 180px; HEIGHT: 220px" src="http://www.spigoli.info/wp-content/uploads/2011/07/Cecchin.manifesto.jpg" alt="" />Una sola parola per accomunarli: sciacalli. Hanno scritto una lettera al Sindaco di Roma esprimendo il proprio disappunto per l’intitolazione di un’area verde a <strong>Francesco Cecchin</strong>, diciottenne militante del Fronte della Gioventù, ucciso nel 1979 dopo un pestaggio subito da attivisti comunisti. L’intellighenzia di sinistra non ha perso il vizietto delle firme in calce agli appelli. Resterà tremendamente famoso quello contro il commissario Calabresi (pubblicato da “L’Espresso” nel 1971), ucciso in un agguato appena un anno dopo.<br />
Oggi, i ‘cattivi maestri’ sfogano il loro odio per l’avversario politico considerando l’iniziativa inopportuna e tesa a dividere la città in opposti schieramenti. Dimenticando &#8216;distrattamente&#8217; che a Roma esistono già luoghi pubblici intitolati a vittime di sinistra degli ‘anni di piombo’. Un classico caso di interventismo a corrente alternata.<br />
La storia di Francesco è una di quelle difficili da dimenticare, sia per la sua tragica dinamica (scaraventato giù da un muro alto tre metri, morto dopo 19 giorni di agonia), sia perché proprio in quei mesi varcai la soglia della sede cittadina del Fronte della Gioventù per abbracciare la stessa militanza che costò la vita a Francesco, appena un anno più vecchio.<br />
Dopo ben 32 anni, in occasione del giusto tributo a chi ha pagato con la vita la sua scelta politica, gli ‘sciacalli’ hanno avuto il coraggio di opporsi evocando la ‘memoria condivisa’, un artificio retorico per raccontare la storia a senso unico e per dividere i morti in serie A e serie B.<br />
La favoletta della ‘memoria condivisa’, irraggiungibile su alcuni avvenimenti di storia patria che hanno visto il popolo italiano schierato su fronti contrapposti in una vera guerra civile, come accadde anche al termine della Seconda guerra mondiale. Se di memoria da ritrovare si vuole parlare, questa dovrà essere conosciuta e rispettata reciprocamente. Accettata perché la storia degli &#8216;anni di piombo&#8217;, essendo ancora sconosciuta ai più, non sia esclusivo patrimonio di pochi. Rispettata perché, nonostante il tempo trascorso dall’omicidio di Francesco, la lettera dei contestatori dimostra qual è ancora il livore latente. Solo così potrà essere anche un monito per le giovani generazioni, che ogni tanto si improvvisano emulatori fuori tempo di quei tragici anni.<br />
Dimenticavo&#8230; qualche nome degli &#8216;sciacalli&#8217;: Ettore Scola, Paola Comencini, Fausto Bertinotti, Citto Maselli, Nicola Tranfaglia, Pietro Larizza, Edo Ronchi, Vincenzo Visco, Luigi Manconi, Raffaele Ranucci&#8230;</p>
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		<title>Che fatica parlare dei &#8216;fasci&#8217;, anche 35 anni dopo (Mario Bortoluzzi)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jun 2011 18:31:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Faber</dc:creator>
				<category><![CDATA[SCAFFALE]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Mazzola]]></category>
		<category><![CDATA[Graziano Giralucci]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Bortoluzzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto con rispetto e interesse il libro di Silvia Giralucci “L&#8217;inferno sono gli altri” recentemente pubblicato per i tipi di Mondadori. Rispetto per il ricordo ancora vivo in me del padre Graziano e di Giuseppe Mazzola, prime vittime delle Brigate Rosse, entrambi assassinati nella sede del M.S.I. di Padova il 17 giugno 1974 e<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.spigoli.info/archives/570">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left; margin: 0px 8px 0px 0px; width: 160px; height: 220px;" src="http://www.spigoli.info/wp-content/uploads/2011/06/Linferno-sono-glia-altri.jpg" alt="" />Ho letto con rispetto e interesse il libro di Silvia Giralucci <em>“L&#8217;inferno sono gli altri”</em> recentemente pubblicato per i tipi di Mondadori.<br />
Rispetto per il ricordo ancora vivo in me del padre Graziano e di Giuseppe Mazzola, prime vittime delle Brigate Rosse, entrambi assassinati nella sede del M.S.I. di Padova il 17 giugno 1974 e interesse perchè, avendo vissuto in prima persona quegli anni in quella città, leggo sempre tutto ciò che viene pubblicato sull&#8217;argomento, da qualunque parte provenga.<br />
La Giralucci dopo una sintetica e alquanto parziale ricostruzione storica sulla Padova <em>“crocevia delle trame eversive rosse e nere” </em>volta a fare apparire la strage di Piazza Fontana come <em>“l&#8217;evento che farà sentire gli estremisti di sinistra autorizzati a reagire con altrettanta violenza”</em>, introduce una serie di interviste con ex militanti e pentiti di Autonomia Operaia, con il PM che istruì il “processo 7 aprile” e con una delle vittime degli autonomi, il Prof. Guido Petter, ex partigiano, sprangato selvaggiamente mentre tornava a casa in bicicletta.<br />
Queste storie, sono state raccolte con pazienza dall&#8217;Autrice per capire <em>&#8220;Com&#8217;è potuto accadere che una città di provincia sia diventata il crocevia delle trame eversive rosse e nere? Che cosa voleva dire per tanti giovani essere &#8216;sovversivi&#8217;? Come si arriva ad accettare lo scontro fisico come metodo di confronto politico? Che cosa significa militanza? Ha a che fare con i simboli, con una identità intesa come richiamo retorico? E ancora, che cosa ha spinto magistrati, politici, amministratori, docenti universitari a rischiare la propria vita e quella dei loro familiari per difendere la legalità?&#8221;</em><br />
Domande legittime che forse era giusto porre anche, mi permetto di osservare, per rendere la ricerca veramente completa, a chi ha militò, come capitò al Padre di Silvia, dall&#8217;altra parte.<br />
Perchè l&#8217;altra parte, per Toni Negri e compagni non era la “cellula eversiva” di Franco Freda, erano le organizzazioni giovanili di un partito che aveva propri rappresentanti in parlamento e che si chiamava Movimento Sociale Italiano. Perchè a Padova, negli anni che precedettero le “gambizzazioni dei docenti universitari di sinistra”, a provare sulla propria pelle le prime violenze dei futuri autonomi furono proprio quei ragazzi del Fronte della Gioventù (l&#8217;organizzazione giovanile del M.S.I.) che nel libro vengono menzionati solo per ricordare un processo per “tentata ricostitutzione del disciolto PNF” istruito contro di loro nel 1976, tre anni prima, dallo stesso PM del “7 aprile” (portato allora sugli altari da quelli stessi esponenti di Autonomia che il magistrato avrebbe inquisito tre anni dopo¹) “&#8230;per una lunga serie di pestaggi e violenze&#8230;”. Ma non andò così, o meglio, non proprio così.<br />
Violenze, sopraffazioni, attentati incendiari, pestaggi volti ad impedire l&#8217;agibilità politica ai “fascisti” ovunque e comunque. Questo il clima, imposto da Potere Operaio e poi dall&#8217;Autonomia, che si viveva in città. Certo, fra i ragazzi di destra ci fu anche qualcuno che a volte non aspettò di essere attaccato e prese, sbagliando, l&#8217;iniziativa ma, il più delle volte, anche considerando il rapporto 10 a 1 allora esistente, era l&#8217;ultrasinistra ad attaccare e i ragazzi del Movimento sociale a doversi difendere.<br />
Il torto imputato a quei ragazzi fu di resistere, e anche con una certa vigoria, in totale assenza della difesa dei propri diritti costituzionali da parte dello Stato, a quella violenza quotidiana che veniva praticata sulla base di un progetto che prevedeva l&#8217;annientamento fisico dell&#8217;avversario come recitava lo slogan “uccidere un fascista non è reato” urlato allora nei cortei di Potop prima e in quelli di Autonomia Operaia poi senza che nessuna pia anima “democratica” si scandalizzasse più di tanto. Un progetto figlio di quella cultura positivista che vede l&#8217;altro da sè come una razza antropologicamente inferiore da eliminare, se necessario.<br />
Aggiungerei perciò alle domande di Silvia Giralucci altri interrogativi per capire “Com&#8217;è potuto accadere che in una città come Padova per alcuni anni la magistratura abbia permesso la crescita di una organizzazione (Potere Operaio prima e Autonomia poi) che aveva fra i suoi scopi dichiarati l&#8217;impedire l&#8217;esercizio delle libertà di pensiero e di parola garantite dalla Costituzione ad un&#8217;altra organizzazione politica (il Fronte della Gioventù) e ai suoi aderenti? Che cosa voleva dire per un ragazzo allora militare a destra? Che cosa ha spinto tanti ragazzi a rischiare la propria vita per difendere il proprio diritto di esistere politicamente in una situazione dove tutti i poteri erano contro la Destra?<br />
Domande che forse non interessano a nessuno ma che andrebbero poste per capire o almeno ascoltare l&#8217;altra parte, mai interpellata.<br />
E&#8217; bene ricordare che negli anni &#8217;70 in ogni città d&#8217;Italia la Sinistra parlamentare &#8211; e non &#8211; chiedeva a gran voce lo scioglimento del M.S.I. e che un generale clima d&#8217;odio era quotidianamente alimementato contro la Destra politica dalla grande stampa e dalla TV di Stato. Erano gli anni dell&#8217; “arco costituzionale”, quella sommatoria di partiti uniti dalla discriminante antifascista, volta ad escludere la Destra dal gioco politico allo scopo di arginare i successi elettorali del M.S.I. Quel clima generò ventuno morti fra i imilitanti della Destra italiana², uccisi prima dalla violenza avversaria e poi, per una seconda volta, dal complice silenzio dei media.<br />
Per Padova il tempo però fu galantuomo: eliminati nel 1976 i giovani “fascisti” del Fronte della Gioventù con l&#8217;accusa di aver tentato di ricostituire il PNF (&#8230;), uno dei due elementi della teoria degli scontri fra opposti estremismi venne improvvisamente a mancare.<br />
Se il problema della violenza a Padova fossero stati veramente “i fascisti”, a quel punto la calma sarebbe tornata in città.<br />
Ovviamente non fu così perchè le violenze dell&#8217;ultrasinistra non cessarono, in quanto il progetto di sovversione “dell&#8217;ordine borghese” doveva proseguire secondo un programma ben definito. Loro con i “fasci” si erano solo allenati³, di lì in avanti le cose si sarebbero fatte serie. E alzarono il tiro. Fu quando nel 1979 cominciarono a gambizzare i baroni universitari del P.C.I. che la magistratura padovana, dopo sei anni di attese, iniziò a muoversi.<br />
Non erano bastati evidentenmente gli omicidi di Mazzola e Giralucci (1974) né quello dell&#8217;appuntato Niedda (1975) per comprendere l&#8217;evidente connessione tra aree dell&#8217;Autonomia operaia padovana e le Brigate Rosse.<br />
Non erano bastati sei lunghi anni di violenze quotidiane (Graziano Giralucci la settimana di essere assassinato dalle B.R. fu duramente percosso dagli autonomi), di espropri proletari, le devastazioni di beni pubblici e privati.<br />
Solo quando gli allievi di Toni Negri iniziarono a toccare il partito di Berlinguer le cose cambiarono rapidamente.<br />
Non fu facile perchè gli autonomi erano intanto cresciuti in organizzazione e potenza al punto tale da poter tenere in scacco un&#8217;intera città in qualunque momento lo desiderassero, ma soprattutto perchè eranostati abituati all&#8217;impunità più completa, costruita dall&#8217;ignavia di chi poteva fermarli per tempo e non l&#8217;aveva fatto.<br />
Uno dei militanti di Autop intervistati da Silvia Giralucci, oggi ultracinquantenne, così sintetizza il suo pensiero: <em>“Che cos&#8217;è la democrazia? Non contano solo i numeri. Io devo far sentire la mia forza: noi lo abbiamo fatto con le nostre battaglie, sui trasporti, sul lavoro nero, sul salario per il lavoro domestico&#8230; A questo, mi spiega servivano gli attentati, le notti di fuoco, le guerriglie urbane. Dimostrazioni di potenza, adrenalina pura. E&#8217; stato il periodo più entusiasmante della mia vita. Noi volevamo rendere questa società migliore.”</em><br />
Ecco, credo che un ragazzo “fascista”, oggi ultracinquantenne, se avesse l&#8217;occasione di essere sentito dall&#8217;Autrice potrebbe dirle: <em>“in quegli anni ho rischiato la mia vita e quella dei miei cari per difendere il semplice diritto di esistere della mia gente, avendo ben presente davanti agli occhi il sacrificio di Suo Padre e di Giuseppe Mazzola. Ciò facendo, ho fatto definitivamente mio il valore inestimabile della libertà “.</em></p>
<p>¹) <em>&#8220;Nord Est&#8221; (settimanale delle Venezie anno III n. 88 29 luglio 1976, pag. 20-29)</em><br />
²) <em>Luca Telese &#8211; &#8220;Cuori neri&#8221; (Sperling &#038; Kupfer 2006, pag. XI)</em><br />
³) <em>Pietro Calogero, Carlo Fumian, Michele Sartori &#8211; &#8220;Terrore rosso, dall&#8217;autonomia al partito armato&#8221; (Laterza 2010, cit. pag. 202)</em></p>
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		<title>Contro la ‘depressione post ludus’&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 16:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Faber</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gianfranco Fini]]></category>
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		<description><![CDATA[Invece di abbandonarsi al consueto e sterile piagnisteo, sarà utile soffermarsi su chi può essere fregiato del titolo di sconfitto di questa tornata elettorale. Certamente, il capriolatore Fini ed il suo progetto centrista; i candidati borghesi e stagionati del Pdl; i teatrini e le favolette del berlusconismo; il bipartitismo creato a tavolino; il modello del<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.spigoli.info/archives/529">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 8px 0px 0px; WIDTH: 220px; HEIGHT: 260px" src="http://www.spigoli.info/wp-content/uploads/2011/06/arabafenice.jpg" alt="" />Invece di abbandonarsi al consueto e sterile piagnisteo, sarà utile soffermarsi su chi può essere fregiato del titolo di sconfitto di questa tornata elettorale.  Certamente, il capriolatore Fini ed il suo progetto centrista; i candidati borghesi e stagionati del Pdl; i teatrini e le favolette del berlusconismo; il bipartitismo creato a tavolino; il modello del partito cassonetto indifferenziato&#8230;<br />
Perciò, mai stop elettorale potrebbe risultare più salutare di qualsiasi vittoria per una comunità che ha perso di vista la centralità del suo ruolo nella politica italiana. Purtroppo, con la scusa della regola ‘squadra che vince non si cambia’, si è trascorso troppo tempo affetti da obnubilamento elettorale e governativo. Ora, si presenta l’occasione per dimostrare di essere all&#8217;altezza della situazione, comprendendo che è il momento di sventolare l’identità con orgoglio, di ricompattare le fila disperse, di rinunciare a rivalità eterne, divisioni personalistiche e gelosie anacronistiche, di sacrificare rendite di posizione per riappropriarsi del consenso e della credibilità, che biechi calcoli privati hanno depauperato. Certo, aver bruciato la militanza, mortificato la passione, sacrificato gli ideali, soppresso due partiti ben organizzati in pochi anni (grazie, gianfry!!!) ha indebolito sopratutto la formazione di una classe dirigente adeguata. Ma quanti ‘ex qualcosa’ in giro per l&#8217;Italia saranno impigriti, demotivati, silenziati per colpa di questo tremendo scenario? Essere o non essere, o meglio esistere o non esistere, questo è il problema!!! Visti i chiari sintomi di implosione, è azzardato evocare la figura dell&#8217;araba fenice?</p>
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		<title>Quale futuro???</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 16:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Faber</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Francesco Storace]]></category>
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		<description><![CDATA[«La Destra deve individuare nel congresso di Torino la tappa fondamentale per la rifondazione di un’area che abbia cultura di governo, senso di appartenenza identitaria e attenzioni ai nuovi bisogni e alle nuove emergenze della società». Lo ha scritto, proprio oggi nel suo blog, Francesco Storace, leader de &#8220;La Destra&#8221;. Nel febbraio 2009, più modestamente<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.spigoli.info/archives/538">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 8px 0px 0px; WIDTH: 220px; HEIGHT: 160px" src="http://www.spigoli.info/wp-content/uploads/2011/06/futuro.jpg" alt="" /><em>«La Destra deve individuare nel congresso di Torino la tappa fondamentale per la rifondazione di un’area che abbia cultura di governo, senso di appartenenza identitaria e attenzioni ai nuovi bisogni e alle nuove emergenze della società».</em> Lo ha scritto, proprio oggi nel suo <a href="http://www.storace.it/2011/05/21/rifondazione/">blog, Francesco Storace,</a> leader de &#8220;La Destra&#8221;.<br />
Nel febbraio 2009, più modestamente nel mio blog, scrissi alcune righe sul futuro di una comunità politica che andava disperdendosi in mille rivoli. Non è necessario cambiare una sola parola, resta attuale!!! Inoltre, alla luce di ciò che sta accadendo nel Pdl e della nascita di Fli, potrebbe riguardare anche delusi ed illusi che di questa comunità hanno fatto parte o la hanno eletta punto di riferimento.<br />
Si intitolava <a href="http://www.spigoli.info/archives/268">&#8220;Gli è tutto sbagliato, gli è tutto da rifare…&#8221;</a></p>
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		<title>Ancora bombe di Granata&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 09:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Faber</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN CAUDA VENENUM]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Pennacchi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Granata]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Rossi]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 8px 0px 0px; WIDTH: 180px; HEIGHT: 140px" src="http://www.spigoli.info/wp-content/uploads/2011/05/granata.jpg" alt="" />Con una geniale intuizione, il &#8216;finiano di ferro&#8217; Fabio Granata li aveva scomodati per dar vita ad una lista per le Comunali. Una campagna acquisti pervicace e fruttuosa per lanciare il nuovo progetto, fuori dagli schemi, targato &#8216;Futuro e libertà&#8217;. Storici (Franco Cardini), giornalisti (Luciano Lanna), blogger (Filippo Rossi), artisti (Graziano Cecchini), intellettuali (Umberto Croppi), sponsorizzati e sostenuti addirittura dal noto scrittore Antono Pennacchi. Ma i cittadini di Littoria (dal dopoguerra nota come Latina) non hanno capito bene il progetto e sono rimasti negli schemi, concedendo oltre l&#8217;86% ai principali candidati bipolari ed eleggendo il candidato del centrodestra al primo turno. Il papabile degli innovatori, invece, ha conquistato un esemplificativo 1,02%, mentre alla lista è andata peggio: 0,70%. Ciò nonostante, Granata si potrà consolare. Intanto, da siculo, è il più votato della lista, ma sopratutto grazie alla vittoria del Fli ad Olbia (in coalizione con il Partito democratico, Sinistra e libertà e l&#8217;Italia dei valori), potrà proporre &#8211; come promesso nell&#8217;intervista al &#8220;Riformista&#8221;, 12 maggio &#8211; di ritirare la cittadinanza onoraria a Berlusconi. Eventualmente, concendendola al suo leader di riferimento che, come maestro di capriole, parrebbe essere l&#8217;ispiratore di Gianni Giovannelli, passato da primo cittadino in quota Pdl a sindaco del centrosinistra&#8230;</p>
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		<title>Uno sguardo da &#8216;apolide&#8217; alle Amministrative</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2011 17:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Faber</dc:creator>
				<category><![CDATA[POLITICA]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Santanchè]]></category>
		<category><![CDATA[Fli]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro e libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Letizia Moratti]]></category>

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		<description><![CDATA[Tira aria di ballottaggio, un po’ qua, un po’ là. Che a Milano arranchi il centrodestra, rappresentato da donne come Moratti e Santanchè (alla faccia delle quote rosa!!!), non mi sorprende, né mi sconvolge… Che a Napoli lo sfidante del centrodestra sia De Magistris sancisce la crisi del Pd ed acuisce i dubbi sul sistema<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.spigoli.info/archives/559">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 8px 0px 0px; WIDTH: 180px; HEIGHT: 140px" src="http://www.spigoli.info/wp-content/uploads/2011/06/Elezioni.jpg" alt="" />Tira aria di ballottaggio, un po’ qua, un po’ là. Che a Milano arranchi il centrodestra, rappresentato da donne come Moratti e Santanchè (alla faccia delle quote rosa!!!), non mi sorprende, né mi sconvolge… Che a Napoli lo sfidante del centrodestra sia De Magistris sancisce la crisi del Pd ed acuisce i dubbi sul sistema delle primarie per i partiti che hanno maggiori consensi… Che a Cagliari il centrodestra sia costretto al ballottaggio la dice lunga su due scelte antropologicamente antitetiche e sull’esigenza di rinnovo della classe dirigente… Seppure sia utile ricordare che non sarebbe una novità addormentarsi sindaco e svegliarsi ‘trombato’ e che le vittorie definitive si sanciranno ai ballottaggi, alcuni messaggi sono chiari, uno su tutti merita un giubilo particolare: il fallimento del progetto finiano di Futuro &#038; libertà!!! I seguaci del capriolatore sono stati bocciati ovunque con percentuali ben al di sotto delle più rosee previsioni… Aspettiamo la dotta analisi dell’italobocchino!!!</p>
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		<title>Le bombe di Granata&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 11:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Faber</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN CAUDA VENENUM]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Granata]]></category>
		<category><![CDATA[Fli]]></category>
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		<description><![CDATA[Come &#8216;apolide politico&#8217;, tormentato ed insoddisfatto, quotidianamente divoro giornali e fisso lo schermo in attesa del messaggio decisivo, affinchè possa riappropriami convinto della mia coscienza militante, senza rinnegare la mia storia politica&#8230; Forse, è arrivato quel momento: «Ad Olbia, dove il candidato sindaco Gianni Giovannelli è sostenuto da una coalizione che va da Fli a<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.spigoli.info/archives/550">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 8px 0px 0px; WIDTH: 180px; HEIGHT: 140px" src="http://www.spigoli.info/wp-content/uploads/2011/05/granata.jpg" alt="" />Come &#8216;apolide politico&#8217;, tormentato ed insoddisfatto, quotidianamente divoro giornali e fisso lo schermo in attesa del messaggio decisivo, affinchè possa riappropriami convinto della mia coscienza militante, senza rinnegare la mia storia politica&#8230; Forse, è arrivato quel momento: «Ad Olbia, dove il candidato sindaco Gianni Giovannelli è sostenuto da una coalizione che va da Fli a Vendola, potrebbe succedere qualcosa di molto interessante. Tipo che a Silvio Berlusconi, dopo il voto, venga ritirata la cittadinanza onoraria». Così Fabio Granata, esponente di vertice del Fli ed ovviamente finiano di ferro, in un&#8217;intervista al &#8221; Riformista&#8221; del 12 maggio. Finalmente!!! Questa sì che è vera politica&#8230; Intravedo un futuro di libertà dalle cittadinanze onorarie!!!</p>
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		<title>Silvio al Quirinale passando per Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 17:49:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Faber</dc:creator>
				<category><![CDATA[IN CAUDA VENENUM]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Santanchè]]></category>
		<category><![CDATA[Letizia Moratti]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente ho la certezza che Silvio vuole trasferirsi al Quirinale… Per conseguire l&#8217;obiettivo, ha deciso di prendere la cittadinanza romana. E, mente diabolica, cerca il pretesto per abbandonare Milano, cedendone l’Amministrazione comunale al centrosinistra, che al secondo turno farà società coi &#8216;futuribili finiani&#8217;. Quindi, per non rischiare di vincere ancora, ha ricandidato la signora Saras<br /><span class="excerpt_more"><a href="http://www.spigoli.info/archives/564">[continue reading...]</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 8px 0px 0px; WIDTH: 120px; HEIGHT: 80px" src="http://www.spigoli.info/wp-content/uploads/2011/06/ComuneMilano.jpg" alt="" />Finalmente ho la certezza che Silvio vuole trasferirsi al Quirinale… Per conseguire l&#8217;obiettivo, ha deciso di prendere la cittadinanza romana. E, mente diabolica, cerca il pretesto per abbandonare Milano, cedendone l’Amministrazione comunale al centrosinistra, che al secondo turno farà società coi &#8216;futuribili finiani&#8217;. Quindi, per non rischiare di vincere ancora, ha ricandidato la signora Saras Moratti (il ballo precomizio al Palasharp le ha fatto perdere tutti i voti delle scuole di danza&#8230;), le suggerisce le rivelazioni-boomerang contro Pisapia e, asso nella manica, spedisce in tv il sottosegretario Santachè a difendere le ragione del Pdl milanese…</p>
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