Il treno euroscettico

26 settembre, 2013 | Di | Categoria: POLITICA

Non sempre il web è latore di cattive notizie. Navigando navigando, mi sono imbattuto in un blog, leggendo con soddisfazione alcune dichiarazioni: «Se vinciamo le elezioni, andremo in Europa per rinegoziare tutto. Il popolo italiano non può morire per l’euro. Ci vorrebbe un governo capace di sbattere in Europa i pugni sul tavolo e di minacciare l’uscita dall’euro se venisse negata la possibilità di ridiscutere i trattati che ci sono stati imposti da poteri stranieri e che prima Monti e poi Letta si sono incaricati di eseguire».
Finalmente… ho pensato… è arrivata da ‘destra’ una decisa posizione sui vincoli europei. Finalmente… ho esultato… prende forma un fronte nazionale e sociale per difendere l’Italia dalla grigia burocrazia di Bruxelles, dalle banche affamatrici e dalla finanza avida e speculatrice. Un movimento di rinascita nazionale per una nuova Europa. Non l’attuale Unione europea, governata da mercanti e banchieri, che priva gli Stati nazionali di sovranità, sopratutto economica e monetaria, così da affamarli e renderli succubi.
Ma l’entusiasmo è durato poco. Il tempo di leggere chi fosse l’autore di queste dichiarazioni: Paolo Becchi, professore di filosofia del diritto all’Università di Genova, ideologo del Movimento 5 stelle.
“Europa, tempus fugit”, è stata l’invocazione allarmata che ho rivolto qualche mese fa al versante destro della politica nazionale, ma finora quell’area, ancora frammentata e confusa, non sembra in condizione di prendere una posizione ufficiale altrettanto dura e decisa. Il ‘treno euroscettico’ è già in corsa e farà poche fermate. Vedremo chi sarà capace di salire in tempo utile per rappresentare e difendere il popolo italiano.

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3 Comments to “Il treno euroscettico”

  1. Mauro Scarpitta scrive:

    I locandieri di lusso sono con tutta evidenza lo strumento del sistema per incanalare la protesta popolare in un vicolo cieco (Grillo stesso ha più vlte detto che se non ci fosse stato lui ci sarebbero stati i fascisti…). Come d’altronde la Sega Nord dopo tangentopoli. C’è da dire che gli italiani sono anche parecchio bischeri a cascarci sempre.

  2. Gianni Dessì scrive:

    Fatene una ragione, non si può essere ciò che non si e’ e non si e’ mai stati.

  3. Giuseppe Vittigli scrive:

    Saliamo ci noi sul treno … noi siamo la base e dalla base verrà fuori il Capo!

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