La compagnia di giro è cambiata (Adriano Tilgher)

16 Luglio, 2013 | Di | Categoria: OMNIBUS

Per chi ama definirsi di destra deve essere duro vedere che a parlare di organizzazione o di riorganizzazione di una formazione nuova siano gli stessi che l’hanno distrutta, ancora più duro è vedere che sedicenti leaders, in cui hanno posto la loro fiducia in passato, non sappiano proporre altro che il popolarismo europeo ed il centro destra o, nella migliore delle ipotesi, la ricostruzione di un partito, Alleanza Nazionale, che aveva trasferito un’intera comunità umana, quella che si era raccolta nel MSI e che si compiaceva di definirsi sociale, nel campo liberista, considerato da sempre l’ideologia da sfuggire.
Eppure a Lecce si era parlato di altro, si era escluso che si potesse dar vita ad organismi che si erano dissolti con la complicità di tutti i massimi dirigenti, quegli stessi che hanno fatto sì che il popolo italiano si allontanasse dalle sue scelte di pulizia e cambiamento che il voto a destra aveva rappresentato negli anni dell’isolamento e del linciaggio morale e fisico. Si era anche detto che chi aveva avuto ruoli di responsabilità poteva prendere parte al nuovo soggetto ma doveva fare passi indietro perché, almeno a parole, quello che conta sono le idee e non le persone e si è finalmente tornato a parlare di sovranità, parola dimenticata quando sono stati destra di governo, di riacquistare il diritto di battere moneta, cosa che hanno ritenuto folle fino a pochi mesi fa, di autodeterminazione dei popoli , come primo elemento di condanna della politica estera americana. Si è dato mandato ad alcuni intellettuali di preparare un elenco di valori non negoziabili, che altro non sono che i valori cui i dirigenti della destra italiana hanno rinunciato per andare al governo.
Veneziani ed un altro manipolo di persone di cultura hanno stilato un documento interessante anche se conciso pieno dei riferimenti di cui a Lecce si era parlato, resistendo a chi voleva annacquare quei valori con le idee del popolarismo europeo, del centrodestra, del berlusconismo. Che senso ha fare un documento che individua e delimita un mondo ed un’identità annacquandoli con idee e principi che di quella identità non fanno parte?
Poi è venuta la riunione ad Orvieto organizzata da La Destra. La forza di quel partito, di cui ho fatto parte fino a poco tempo fa, consisteva in una serie di militanti disinteressati che giravano tutta Italia al seguito delle iniziative del partito. Noi la chiamavamo “la compagnia di giro”. Poi questo gruppo di circa 500 persone, pieno di idealità ed entusiasmo, si è andato gradatamente assottigliando, per gli errori politici, per la stanchezza, per le scelte di uomini di vertice incapaci, riducendosi all’osso. A Orvieto “la compagnia di giro” non c’era più sostituita da una, nuova e diversa, formata da ex ministri, ex sottosegretari, ex senatori, ex deputati tutti, fatta qualche lodevole eccezione, presenti, non per ammettere le proprie responsabilità e sacrificarsi per le idee che hanno dimenticato per favorire la loro carriera, ma per cercare nuove occasioni di affermazione.
E’ triste tutto questo, ma sono ancora in tempo a rinsavire, ad adoperarsi per costruire una nuova realtà politica per l’affermazione di principi ed idee, di cui gli Italiani, soprattutto i più giovani, hanno assoluto bisogno. Non serve il loro protagonismo, serve la loro disponibilità altrimenti anche loro si trasformeranno in una assurda, sterile ed inconcludente “compagnia di giro”.
Oggi c’è bisogno di valori e di idee forti per chiamare all’appello tutti gli Italiani e creare un grande Fronte per la sovranità, la partecipazione e la difesa sociale contro la vile aggressione del sistema monetario e finanziario. Questo è l’appello a cui bisogna rispondere, questo il significato dei valori non negoziabili e chiunque voglia mettere il proprio cappello su questo modo di procedere sta già tradendo i principi base. Bisogna seguire questi sviluppi ma intanto costruiamo insieme l’ossatura di qualcosa di nuovo, io ci sto provando senza velleità, mettendo il mio lavoro al servizio di chi vorrà esserci.

Adriano Tilgher
(da “Facebook” – 15 luglio 2013)

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