Metà caimano e metà magnaccia? (Marcello Veneziani)

3 Luglio, 2008 | Di | Categoria: OMNIBUS

Stasera Berlusconi si costituisce in video, presentandosi al gip Mentana. Riassumo a lui e al gentile pubblico i due peccati di cui dovrà discolparsi. Gira e rigira, due sono le argomentazioni contro Berlusconi e li suo governo che sento ripetere ovunque. Due argomentazioni di natura morale, non politica; che possono avere un’implicazione politica oltre che una conseguenza penale, ma restano di natura morale. La prima è quella più ossessiva. Berlusconi bada solo ai suoi interessi, fa le leggi su misura per lui, tutta la sua azione politica è una confusione tra il privato e il pubblico, tra l’azienda sua e lo Stato, tra l’Io e l’Italia. Le tre i di Berlusconi: Io, Io, Io. Chiamatelo conflitto d’interessi, affarismo, porci comodi ma siamo lì. La seconda sfiora il gossip. Ma che affidamento può dare un premier che dice di difendere la famiglia, i valori e di rappresentare i cattolici della vecchia dc, e poi vive tra belle pupe, sporchi profitti e perfidi inganni? Che fiducia può dare uno che finge d’essere diopapaefamiglia e poi tresca tra affari e gnocche raccomandate, ed è pure divorziato? In fondo le norme blocca-processi e blocca-intercettazioni rispondono a questi due peccati. Vi aspetterete a questo punto che io difenda Berlusconi, e confuti l’immagine da caimano e da magnaccia che ne dà la perfida stampa, con i perfidi giudici e la perfida sinistra. E invece no, do per buoni e veri i due argomenti, sono pronto persino a sposarli sul piano morale, anche se sono esagerati. Però vorrei giudicare un premier non dai suoi affari personali e dalla sua coscienza, ma da come governa il Paese, e come tutela quello che una volta, per farvi ridere, si chiamava bene comune. Altrimenti, se lo giudico moralmente, oltre a sentirmi dio, o un precettore, resto sul suo terreno, la sfera personale. Partenza in quarta Allora torno alla realtà. In questo avvio di governo Berlusconi è partito con alcune cose buone e condivise: la lotta all’immondizia e ai fannulloni, la riforma scolastica e la Tav, l’Ici e gli sgravi, la robin hood tax e le centrali nucleari, la lotta all’immigrazione clandestina e ai rom. In tema di giustizia e pacchetto sicurezza, ha presentato una proposta complessivamente buona, intercettazioni incluse. Nell’insieme da cittadino mi reputo soddisfatto dell’avvio. Di negativo, anzi di inaccettabile, trovo la sospensione di tanti processi (e, a parte, la difesa di Retequattro). E’ comprensibile che Berlusca si pari le chiappe, frenando le azioni dei magistrati contro di lui. Sarà moralmente riprovevole ma fa bene politicamente, perché non si può governare sotto schiaffo, non si può paralizzare l’azione di un governo con il ricatto di squalificare il premier. Ma mi spingo oltre: preferirei la sospensione riguardasse solo i processi a Berlusconi, per ragion di Stato e di interesse pubblico.
Se Silvio merita l’infermo o il paradiso non mi frega molto, non mi elevo al ruolo di Dio o di San Pietro; ma mi interessa dove porta l’Italia. Perfino se merita o meno di essere punito, nel suo caso, mi interessa meno rispetto all’interesse del bene comune. Ma non accetto che per salvare lui si mandi alla rovina mezza giustizia – l’altra metà è stata già rovinata dai magistrati – con una norma sciagurata, brutta come l’indulto. Giudici e governo vi prendete una grave responsabilità: per distruggere o per salvare Silvio state affossando l’Italia. Meglio l’odioso scudo immunitario per le alte cariche dello Stato che quei processi sospesi. Mortificano la giustizia e gli italiani.
Così è per la seconda obiezione. L’altro giorno in treno mi diceva un credente colto e moderato, non un catto-comunista ma un catto-cattolico, che amava perfino Sciacca, un gran filosofo cattolico e conservatore dimenticato: ammetterà, mi diceva, che Prodi era un vero cattolico, coerente nella sua vita privata, non capisco perché il Papa dia tutto quel credito al Berlusca. Gli ho dato ragion, non c’è paragone tra la vita birichina di Berlusconi e la vita in bicicletta sulla via crucis di Santo Romano Chiesa. E detesto anch’io il berlusconismo come modello culturale e televisivo, incluso il magnaccismo. Ma lo difendo come premier, non solo da cittadino dello Stato italiano; se fossi Papa farei come fa il Papa. Perché a me cittadino e perfino a me cattolico, interessano poco le contraddizioni con la sua coscienza e la vita coniugale di lui, Fini, Bossi, Casini e via dicendo. A me interessa vedere cosa fa non per la sua famiglia ma per la famiglia italiana.
Oltre Prodi facciamo un esempio in carica più ammirato a sinistra, quello di Zapatero, irreprensibile nella vita privata e famigliare, fedele a sua moglie che ha detto essere l’unica donna della sua vita; in compenso con le sue leggi contribuisce a fasciare la famiglia spagnola, a relativizzarla, a metterla sullo stesso piano di un’unione occasionale o omosessuale. Da italiano, ma anche da cattolico, preferirei un premier personalmente dissoluto che però difende la famiglia italiana, o perlomeno non la danneggia, che sostiene i valori della tradizione italiana e che aiuta chi fa i figli prima di chi vuole abortire. E badate, lo stesso discorso farei con la sinistra: se un premier di sinistra fa la bella vita, ha il panfilo e vive da nababbo però tutela davvero gli interessi generali, a partire da quelli dei più poveri, per me è un buon politico. E’ cinismo? Non mi pare. E’ vera politica. E se poi consideriamo anche il consenso popolare e la legittimazione democratica il discorso si rafforza. Per la terza volta gli italiani hanno mandato Berlusconi a furor di popolo a governare, pur sapendo che non fu concepito senza peccato; e altrettanti tre governi di sinistra non hanno voluto e saputo affrontare il conflitto d’interessi. E allora con chi ve la prendete? Via, non potete rallegrarvi per una società moralmente sfasciata e poi diventare moralisti solo col Berlusca. Ma non è per caso tutta invidia per le sue gnocche e i suoi danè? Allora siete rimasti comunisti dentro, seppure in versione frivola e moralista. E’ nato il comunismo fricchettone.

Marcello Veneziani
(da “Libero” – 3 luglio 2008)

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2 Comments to “Metà caimano e metà magnaccia? (Marcello Veneziani)”

  1. Maurizio Silvestri ha detto:

    Effettivamente tutte queste persone – e sono tante – che ragionano in questo modo hanno ragione. Perbacco! Saddam Hussein ha portato l’elettricità in tutto l’Iraq, perché continuare a parlare di pulizia etnica, di crimini contro l’umanità, dei curdi gassati, dei dissidenti torturati e ammazzati, della dittatura? Guardiamo il bene che ha fatto al paese no? Eh! Questi americani guardano le “pagliuzze” delle stragi di civili e non notano la travona dello sviluppo dei servizi pubblici! Andiamo! Lo hanno impiccato ingiustamente. Che dire di Totà Riina? Lo sapete sì o no che la mafia è l’azienda italiana con maggiore fatturato? Perché catturarlo? Vogliamo sfasciare l’economia? Quanto a Berlusconi:
    “la lotta all’immondizia e ai fannulloni, la riforma scolastica e la Tav, l’Ici e gli sgravi, la robin hood tax e le centrali nucleari, la lotta all’immigrazione clandestina e ai rom. In tema di giustizia e pacchetto sicurezza, ha presentato una proposta complessivamente buona, intercettazioni incluse.”
    chi se ne frega se in un lontano referendum gli italiani si dichiararono CONTRARI al nucleare, chi se ne frega se la Convenzione ONU del 1989 ci OBBLIGA a tutelare i diritti dell’infanzia (anche dei bambini rom), chi se ne frega se tolta l’ICI, la pressione fiscale in Italia resterà invariata fino al 2013, chi se ne frega se per tutelare le “birichinate” del Berlusca, si bloccano 100.000 processi, ma sì! L’importante è che Berlusconi sfasc… ehm, governi bene l’Italia, no?
    Eh sì, Veneziani sì che ha capito tutto, mica è come noi poveri moralisti che non riusciamo proprio a capire…

  2. Maurizio Silvestri ha detto:

    “Nessun abuso edilizio per villa La Certosa: i miracoli delle leggi ad personam” […] Loro replicano con: “ma che ce fregaaa, ma che ce importaaa”. Marcello Veneziani docet. […]

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