MEMORIA

Una Comunità in musica per Carlo Venturino (intervista con Guido Giraudo)

Dic 7th, 2013 | By

«Nel 1976, all’interno di un circolo che si chiamava “Alternativa Nazionale” (senza confusioni di sigle!!!), Carlo suonava la chitarra e scriveva ballate per un piccolo cabaret di destra che il FUAN (l’organizzazione universitaria missina) organizzava presso la sede degli Arditi a Milano. Poi una sera ha provato a cantare queste canzoni in pubblico a Torino. Fu un successo… e da lì nacquero gli Amici del Vento.» Così Guido Giraudo, giornalista, scrittore, storico militante della destra, ma in questo caso sopratutto amico e camerata di Carlo Venturino, leader di uno dei gruppi più famosi e prolifici della musica alternativa, scomparso nel 1983 in un incidente di moto. Per ricordarlo, Giraudo da anni organizza il Concerto per Carlo, che lunedì 16 dicembre, a Milano, collezionerà la quarta edizione.



I partigiani ammettono la vergogna di esodo e Foibe (Fausto Biloslavo)

Dic 1st, 2013 | By

Si scusa con gli esuli in fuga dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia per l’accoglienza in patria con sputi e minacce dei comunisti italiani. Ammette gli errori della facile equazione profugo istriano uguale fascista e della simpatia per i partigiani jugoslavi che non fece vedere il vero volto dittatoriale di Tito. Riconosce all’esodo la dignità politica della ricerca di libertà. Maurizio Angelini, coordinatore dell’Associazione nazionale partigiani in Veneto, lo ha detto a chiare lettere venerdì a Padova, almeno per metà del suo intervento. Il resto riguarda le solite e note colpe del fascismo reo di aver provocato l’odio delle foibe. L’incontro pubblico è stato organizzato dall’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia con l’Anpi, che solo da poco sta rompendo il ghiaccio nel mondo degli esuli. Molti, da una parte e dall’altra, bollano il dialogo come «vergognoso».



Vergogna!!!

Nov 27th, 2013 | By

Teo Mammucari (e i suoi autori) hanno pensato di far ridere gli spettatori de “Le iene” con una squallida battuta sul calendario di Mussolini, che evoca lo scempio di piazzale Loreto: «L’unico che si può appendere a testa in giù». Questa è l’orribile immagine che secondo costoro dovrebbe essere divertente. VERGOGNA!!!



Grecia chiama Italia

Nov 2nd, 2013 | By

Mi sembra di tornare indietro di 30 anni. Prima i media scambiano un agguato per una sparatoria, poi dipingono le vittime come violenti e razzisti. Manca solo la faida interna…



Per non dimenticare Mario!!!

Ott 29th, 2013 | By

Per non urtare le coscienze dei tanti complici morali, nella targa commemorativa, che dal 29 ottobre 2011 campeggia nel giardino nei pressi di piazza Malatesta, la descrivono come “violenza politica”, ma tutti devono sapere che Mario era un giovanissimo militante del Fronte della Gioventù e fu ucciso dall’odio e dal piombo dell’antifascismo militante…



Anni ’80: no alle dinastie

Ago 2nd, 2013 | By

Nel 2013, qualcuno senza pudore propone Marina come erede di Silvio. Noi, a Cagliari negli anni ’80, eravamo già ostili alle dinastie elettorali…



Per non dimenticare Francesco…

Giu 16th, 2013 | By

Per non dimenticare cosa significava militare a destra in quegli anni. E come oggi tanti ragazzi come Francesco siano stati traditi!!!



Per non dimenticare Sergio…

Apr 29th, 2013 | By

Oltre 30 anni fa, gli assassini di Sergio scandivano gli stessi slogan di odio e di morte che sono stati urlati contro la commemorazione dei Caduti della Rsi…



La storia non si cancella

Apr 27th, 2013 | By

L’ipocrisia di un regime che si autodefinisce “democratico”. Ha timore di proibire la commemorazione dei Caduti, ma per compiacere i trinariciuti ed anacronistici antifascisti vieta l’esposizione di sigle e simboli della Repubblica Sociale Italiana. Come se bastasse un divieto ministeriale a cancellare una gloriosa pagina di storia patria…



Tricolori per ricordare…

Apr 24th, 2013 | By

Anche quest’anno, alla vigilia del 25 aprile, si avverte un pesante odore di naftalina. Sono le bandiere rosse, pronte ad essere sventolate per festeggiare le tragiche giornate della guerra civile italiana. Ritualmente accompagnate dai consueti slogan di odio e di morte. Neanche l’inesorabile trascorrere di ben 68 anni è servito ad impedire che la storia a senso unico venga utilizzata come strumento di lotta politica. Il 25 aprile evoca una vittoria nazionale che non ci fu, un conflitto che gli stranieri vinsero per conto degli italiani, impegnati nella sanguinosa guerra fratricida, un umiliante trattato di pace, l’infamia dell’8 settembre che generò il ‘to badogliate’ come sinonimo di tradimento, una manichea suddivisione tra buoni e cattivi…