Posts Tagged ‘ 25 aprile ’

I vecchi resistenti guardavano al futuro, i nuovi antifa fanno prediche e business (Spartaco Pupo)

Apr 25th, 2024 | By

Da celebrazione della democrazia e della libertà, il 25 aprile è ridotto a giornata dell’odio contro Giorgia Meloni e il fascismo immaginario. I progressisti di una volta sono oggi rappresentati dai peggiori reazionari. I resistenti veri guardavano al futuro dell’Italia e per questo scrissero un testo costituzionale in cui, oltre a vietare la ricostituzione del partito fascista, prevedevano che i politici con un passato fascista potessero ritornare a ricoprire cariche pubbliche dopo 5 anni di “purgatorio”. I novelli resistenti, invece, investono solo sul passato, che più remoto non si può. E così dai Buozzi, i Calamandrei, i Dossetti e gli Anselmi  siamo passati agli Scurati, i Montanari, i Raimo e i Salis, dai partigiani che rischiavano la vita per la libertà agli attuali fabbricanti professionali di odio. E la resistenza da valore politico retrocede a valore commerciale.



L’ipocrisia mascherata

Mag 12th, 2014 | By

«La falsa indignazione è la più ripugnante forma d’ipocrisia» (Henry de Montherlant) e Pisapia ne è un autorevole rappresentante.



Questione di stile

Apr 25th, 2014 | By

Mentre qualcuno, dopo settant’anni, ancora inneggia alla ‘guerra civile’ italiana, divide i caduti in buoni e cattivi e sventola le bandiere rosse al canto di “Bella ciao”, ho deciso di celebrare il 25 aprile riportando la relazione che, nel 1970, un maestro elementare scrisse al Provveditore agli Studi in risposta alla circolare che lo invitava a celebrare “degnamente ed adeguatamente” la ricorrenza coi giovani, “quale contributo alla loro educazione civica”.



Emulando il capriolatore…

Apr 25th, 2014 | By

La strada maestra per l’abiura l’aveva già tracciata con abilità e sfrontatezza il capriolatore Gianfry, qualcuno non ha vergogna di proseguire il cammino…



Tricolori per ricordare…

Apr 24th, 2013 | By

Anche quest’anno, alla vigilia del 25 aprile, si avverte un pesante odore di naftalina. Sono le bandiere rosse, pronte ad essere sventolate per festeggiare le tragiche giornate della guerra civile italiana. Ritualmente accompagnate dai consueti slogan di odio e di morte. Neanche l’inesorabile trascorrere di ben 68 anni è servito ad impedire che la storia a senso unico venga utilizzata come strumento di lotta politica. Il 25 aprile evoca una vittoria nazionale che non ci fu, un conflitto che gli stranieri vinsero per conto degli italiani, impegnati nella sanguinosa guerra fratricida, un umiliante trattato di pace, l’infamia dell’8 settembre che generò il ‘to badogliate’ come sinonimo di tradimento, una manichea suddivisione tra buoni e cattivi…



Ricordare o festeggiare?

Apr 24th, 2012 | By

Stanno recuperando le bandiere rosse dal ripostiglio della storia dove erano finite, stanno spolverando falce e martello simbolo di odio di classe e dei gulag, stanno imparando a memoria slogan di rancore e di feroce contrapposizione… Così si apprestano a celebrare, dopo 67 anni dalla fine della guerra, la storia a senso unico, brandita come strumento di lotta politica. Il 25 aprile evoca una vittoria nazionale che non ci fu, un conflitto che gli stranieri vinsero per conto degli italiani, impegnati in una sangunosa guerra fratricida, un umiliante trattato di pace, l’infamia dell’8 settembre che generò il ‘to badogliate’ come sinonimo di tradimento, una manichea suddivisione tra buoni e cattivi… Il 25 aprile è anche queste orribili e vergognose immagini di Piazzale Loreto. Su questo periodo di storia urge ritrovare la memoria, che non potrà mai essere condivisa, ma almeno accettata e rispettata reciprocamente, convinti che anche i ‘vinti’ meritino di non essere dimenticati.



Dubbi e certezze…

Apr 25th, 2008 | By

«Credo fermamente che oggi ci siano le condizioni storiche e politiche perché il 25 aprile possa rappresentare un salto di qualità verso la definitiva pacificazione nazionale. Quando, quasi dieci anni fa, autorevoli esponenti della sinistra invitavano a capire anche le ragioni dei ‘ragazzi di Salò’ e quando più recentemente hanno invitato a saldare il debito contratto con gli esuli Istriano-dalmati e con chi, più sfortunato, finì infoibato, hanno indicato la strada giusta.»



25 aprile: per una memoria accettata e rispettata

Apr 24th, 2008 | By

Nel lontano 1972 Giorgio Almirante parlava di pacificazione nazionale che definiva «suprema esigenza morale»