Posts Tagged ‘ Alleanza Nazionale ’

Indecisione nominale

Ott 9th, 2013 | By

«Sicuramente non si chiamerà Alleanza nazionale», ha detto ieri ad “Omnibus” su “La7”. «Il nuovo partito potrebbe diventare ‘Fratelli d’Italia per un’Alleanza Nazionale’», ha dichiarato oggi su “Libero”. Vista l’indecisione, Gianni Alemanno sembra pronto per aderire al Pdl/Forza Italia 2.0…



Pdl… Partito di Letta

Ott 8th, 2013 | By

Nel 2008, con la complicità dei vertici di Alleanza Nazionale, nacque il Pdl, Partito del Leader. Oggi, sembra diventato il Partito di Letta…



Dall’Officina alla Federazione il passo è breve…

Ott 4th, 2013 | By

Mentre si attendono i primi ‘manufatti’ dell’Officina per l’Italia, coloro che si sono sentiti ‘trascurati’ si accingono a federarsi, ma si affrettano a precisare che la loro iniziativa «va a sommarsi e non a collidere» con il progetto di Fratelli d’Italia. L’iniziativa è stata fortemente voluta da Francesco Storace, che, come in una seduta spiritica, ha evocato il fantasma di Alleanza Nazionale, chiamando a raccolta, oltre a “La Destra”, tutti coloro che non avevano la sedia prenotata ad Atreju.



La sceneggiata della senatrice

Set 25th, 2013 | By

E’ sempre tonificante assistere agli spettacoli che solitamente mette in scena con fantasia la sobria senatrice Alessandra Floriani (ex Msi, An, Azione sociale, Pdl, ora Forza Italia 2.0). Per provare ad interpretare l’entusiasmo sbandierato di cotanta ‘sceneggiata’, si può leggere un pezzo scritto nel 2008: “Amore a prima vista con dote”



Macché An, bisogna rifondare la destra (Marcello Veneziani)

Set 23rd, 2013 | By

Non mi pare una buona idea rifare Alleanza nazionale. Capisco la boutade di Storace: serviva a conquistare uno spazio nei media il giorno in cui rinasceva Forza Italia, dire che ci siamo pure noi di destra e chiamare a raccolta tutte le destre sparse. Ma rifare An sarebbe un salto indietro e non un ritorno alle origini. Berlusconi che rifà Forza Italia torna alle origini e vi torna col suo stesso fondatore. La destra invece non nasce con An, il suo leader è ormai fuori, e il suo stratega, Tatarella, morì. Sarebbe un riflesso condizionato di Forza Italia rinata. E poi, An non ha lasciato traccia di sé nei dieci anni di governo, i ricordi sono superati dai rimpianti e dai rancori. La storia di An segnò la progressiva scomparsa della destra. Diventò via via un clone sbiadito di Forza Italia, poi sciolta nel Pdl, si ridusse al ruolo di subalterno ammutinato che fa vertenza al principale. Lasciò più tracce il vecchio Msi che pure fu un partito emarginato di testimonianza ma formò e unì tre generazioni, lanciò messaggi a un’opinione pubblica più vasta, lasciò nostalgie e dignità.



Un’Officina troppo multiculturale

Set 21st, 2013 | By

Mentre la fabbrica di Nichi Vendola sarà ormai in fase avanzata di dismissione, ad Atreju ha preso vita l’Officina per l’Italia, con l’ambizioso obiettivo di «costruire la casa di tutti e non di uno», ha detto Giorgia Meloni. Forse, memore di Montecarlo, dove l’appartamento fu solo per lui. Anche a Fiuggi, nel 1995, si evocò una casa, quella del padre, che Fini annunciò di voler abbandonare. Poi, per essere certo di non potervi fare ritorno, la bombardò, radendola al suolo. Ma questa è un’altra storia, direbbe Carlo Lucarelli.



Kit per ex An

Set 21st, 2013 | By

E’ già pronto il kit di Forza Italia 2.0. Oltre la spilla, la bandiera, le foto del Cavaliere ed il testo di “Memo male che Silvio c’è”, per gli ex An è previsto il cilicio…



La foto di Atreju sul Corriere? Immagine del fallimento (Augusto Grandi )

Set 16th, 2013 | By

Giulio Terzi (sì, proprio il pessimo ex ministro degli esteri e dei marò), Adolfo Urso, Magdi Allam, Gianni Alemanno e Ignazio La Russa: la foto pubblicata sul Corriere della Sera a conclusione di Atreju è l’imbarazzante riprova del nulla cosmico che sta caratterizzando il fallimentare tentativo di creare una nuova aggregazione a destra. Chi dovrebbe seguire questa gente? Chi dovrebbe impegnarsi per consentire a costoro di continuare a far danni come han sempre fatto? Tutti reduci da completi fallimenti politici ed amministrativi, ma tutti con l’arroganza di continuare a guidare un nuovo gruppo. Di qualsiasi tipo, su qualunque posizione. Non un’idea nuova, non un progetto vincente. L’unico obiettivo è quello di mantenere una poltrona, uno strapuntino, un briciolo di potere e visibilità. D’altronde la nomenklatura ex missina, postfascista, aennina e caricature varie, è spesso composta dalle stesse persone che han dato vita alla misteriosa fondazione che dovrebbe gestire il consistente patrimonio immobiliare creato in era missina. E che, in teoria, dovrebbe servire per far politica, non per garantire un seggio agli sconfitti di ogni battaglia. Si vede benissimo come sanno utilizzare i soldi. C’era una volta Il Secolo d’Italia, quotidiano di nicchia ma, in alcuni periodi, in grado di offrire un’idea, un pensiero, una interpretazione della realtà. Ora ridotto al nulla on line. E le altre grandi iniziative politiche? Mistero. Ovviamente i grandi quotidiani legati al centrosinistra non hanno alcun interesse ad enfatizzare il poco che emerge dall’area. Ma non si capisce perché dovrebbero farlo. E se il Corriere dedica alla conclusione di Atreju solo la fastidiosa foto di una fastidiosa famiglia scombinata, senza una riga su progetti e scelte, forse una ragione c’è. Incapaci di comunicare, convinti che il mondo inizi e finisca intorno al loro gruppetto (purché si riunisca a Roma, perché scoprire il resto d’Italia è faticoso), impossibilitati ad avere una strategia semplicemente perché le persone ritratte in foto non hanno nulla da spartire con quella che vorrebbero fosse la loro base. Senza dimenticare il servilismo consueto che impone di invitare gli avversari più squallidi, per ottenere da loro quella legittimazione che evidentemente si ritiene di non essere in grado di conquistare. Tutto da buttare, tutto da rifare. Intanto, in Francia, la destra si rafforza. E cerca di creare una nuova classe dirigente, competente, capace, studiosa. In Francia.



Ex An evocano “Il Principe”

Ago 18th, 2013 | By

Gli ex Alleanza nazionale verso Forza Italia 2.0 evocano Machiavelli: «…adulatori, delli quali le corti sono piene, perché gli uomini si compiacciono tanto nelle cose lor proprie… » (“Il Principe”)



Il paradosso della destra ricostruita dai responsabili del disastro (Marco Cimmino)

Lug 29th, 2013 | By

Diversi anni fa, mi capitò di scrivere, con incredulo spirito profetico, che il tumore che avrebbe corroso la destra italiana si chiamava Neofeudalesimo: per meglio dire, anzi, indicai proprio in quella particolare forma di anarchia, tutti contro tutti, che caratterizzò l’ultima fase dell’età feudale, il modello cui si stava uniformando Alleanza Nazionale. Gli elementi di contatto tra i due fenomeni erano, effettivamente, parecchi: una patente debolezza del vertice, un’interpretazione personalistica ed utilitaristica del potere, una gestione bottegaia del territorio ed una miopissima visione politica, che non andava al di là del proprio particulare, e di un malinteso epicureismo, per cui valeva solo l’oggi e qualunque progetto che non riguardasse l’immediato si sarebbe dovuto considerare inutile o, peggio, dannoso. Di qui, va da sé, discesero molti mali.