Pizza Jobs Act
Nov 26th, 2014 | By Faber
Mi domandavo che pizza avesse scelto Massimo Corsaro…
Enrico Mentana: «Le pesa o le è d’aiuto l’attivismo di Casa Pound?». Giorgia Meloni: «Mi è indifferente, francamente».
In fin dei conti è troppo facile prendersela con Storace. E’ l’unico, degli ‘ex big’, che da mesi canta solitario la canzone dell’Unità. Non si tratta di un inno al quotidiano fondato da Antonio Gramsci, ma di un’ode rivolta a quella ‘destra’ che c’era un tempo, quella che lui e tanti altri, il capriolatore Gianfry in primis, hanno distrutto coi loro capolavori politici. Trovo encomiabile che, comunque, riesca a condire i suoi ripetuti appelli con la grinta e la tenacia che l’ha sempre caratterizzato. Ma finisce sempre per deludermi.
Per Giorgia Meloni «serve uno shock per ripartire». Considerata la politica soporifera e centrodestrista che Fratelli d’Italia sta portando avanti, non dev’essere bastato il mancato raggiungimento del 4% alle Europee…
Partita la corsa alle felicitazioni e gli inviti a Silvio Berlusconi per rifondare il centrodestra. Cicchitto, Brunetta, Meloni, Gasparri. Trovate l’intruso…
Fabio Rampelli (FdI), attrezzato di ventose, fa sapere: «Non siamo stati noi a sceglierlo, ma il CdA della Fondazione An», riferendosi alla nomina come direttore editoriale del “Secolo d’Italia” di Italo Bocchino. I vestiti di Giorgia Meloni, Ignazio La Russa e Gianni Alemanno, usati per la riunione del CdA, sono stati ritrovati in un cassonetto…
La Fondazione Alleanza Nazionale ha votato all’unanimità per Italo Bocchino promuovendolo nuovo direttore editoriale del “Secolo d’Italia”.
Giorgia Meloni ha scritto al sindaco di Roma per chiedergli di intitolare una via a Giorgio Almirante. Prima di scriverla ha chiesto suggerimenti al collega di partito Gianni Alemanno…
Tutto è cominciato quando Enzo Raisi, ex deputato finiano, ha lanciato un missile terra-aria postelettorale contro i cosiddetti ‘gabbiani’ romani: «Fratelli d’Italia è La Russa più la sezione missina di Colle oppio di Roma. Non c’è dietro nessun progetto politico serio. E’ un partito molto romano con un pezzo di Lombardia, rappresentata da La Russa, il cui unico obiettivo è conservare la posizione in Parlamento» (“Il Tempo”, 2 giugno). Rinforzando il concetto in un post su facebook: «Nasce in quattro e quattr’otto, quando a pochi mesi dalle ultime elezioni alcuni ex An, accortisi che Berlusconi voleva scaricare tutta la ex An, si inventano FdI per salvare qualche poltrona. Ignazio salva la sua e quella di Corsaro, a te (si rivolge all’ex deputata milanese Paola Frassinetti, nda) ti mandano a morire in Veneto, si salvano i tre di Colle oppio, addirittura la Meloni come capolista ruba il posto al povero nostro collega di Pavia, Carlo Nola, che aveva vinto in Lombardia 3 per far subentrare il terzo di Colle Oppio alla faccia del territorio (che c’entra la Meloni con la Lombardia qualcuno me lo spiegherà un giorno, visto che ha scelto il seggio in Lombardia dove potevi esserci tu e non essere catapultata in Veneto) e per far vedere che non sono una An piccina piccina si imbarcano anche il povero Crosetto che ovviamente rimane a casa… imbarcando anche Alemanno, che prima aveva bussato a tutte le porte trovando solo dei no. Ora Alemanno sperava con il simbolino di essere eletto alle europee ma visto che Dio esiste è rimasto con un pugno di mosche in mano. Il progetto è tutto qui» (7 giugno).
Non sono un fine ed apprezzato politologo, ma voglio cimentarmi in un’analisi semi-seria dei risultati delle elezioni europee. E comincio con la parte ‘semi’.