Posts Tagged ‘ Ignazio La Russa ’

Primi passi verso il Pdl, il Partito del leader

Nov 23rd, 2008 | By

«Berlusconi fa quello che gli pare, fa assolutamente quello che gli pare» (1). Impossibile contraddire il ministro Mara Carfagna, che – rispondendo ad una domanda di Daria Bignardi sul tema della televisione e del conflitto di interessi – ci ha illuminato sul più autentico significato dell’acronimo del nascente Pdl: Partito del leader. In realtà, non si tratta di una grossa sorpresa, sopratutto per chi ricorda le due tappe fondamentali dell’iter (il discorso berlusconiano dal predellino, in piazza San Babila a Milano, del 18 novembre 2007 e l’editto finiano dell’8 febbraio 2008 pronunciato all’uscita da Palazzo Grazioli, sede romana di Forza Italia), e soprattutto i commenti dei dirigenti di Alleanza nazionale negli ottanta giorni intercorsi tra i due eventi.



Il voto segreto rinforza la memoria?

Ott 16th, 2008 | By

Tra memoria negata, memoria ripudiata e memoria corta, lo schieramento destro della politica italiana ormai non conosce rivali. Il tempo passa ed i tentativi di dimenticare, di giustificare, di sminuire, addirittura di negare, crescono a dismisura. Allora, è utile che qualcuno si trasformi in dose massiccia di ‘memoril’ perché il tempo non cancelli le azioni ed i pensieri degli uomini politici con un semplicistico colpo di spugna. Appunto perciò SPIGOLI saluta con gioia la ‘trombatura’ di Gaetano Pecorella – fortemente voluto dal Cavaliere come giudice della Corte Costituzionale – e, ‘obtorto collo’, un sentito ringraziamento va ad Antonio Di Pietro ed agli ex ‘compagni’ dell’avvocato-parlamentare di Forza Italia.



Eternamente inchiodata a polemiche catacombali (Massimo Fini)

Ott 1st, 2008 | By

L’Italia sembra condannata a rimanere inchiodata per l’eternità a polemiche catacombali. Durante il suo viaggio in Israele il sindaco di Roma Alemanno si è rifiutato di considerare, in blocco, il fascismo “il male assoluto” condannando invece, senza se e senza ma, le leggi razziali. Apriticielo. Tutte le suorine di sinistra (oltre che la comunità ebraica), sono risorte, indignate. Veltroni ha affermato: «Non è possibile scindere le sue cose» e, non contento si è dimesso dal Museo della Shoah («Mi ferisce quel tentativo di esprimere un giudizio ‘doppio’ sul fascismo»). Un deputato Pd: «Difficile poter definire come “male assoluto” politico un’esperienza politica che per vent’anni ha soppresso le libertà». E così via. Prima di addentrarci in ragionamenti più complessi facciamo una riflessione semplice. Il fascismo negli anni Trenta ebbe un consenso quasi plebiscitario (“Gli anni del consenso” di Renzo De Felice). È ragionevole pensare che tutti i nostri nonni o padri (non parlo del mio che fece quindici anni di esilio per fuggire al fascismo, dico in generale) fossero tutti dei mascalzoni, dei seguaci del male assoluto, e quindi “male assoluto” essi stessi; mentre noi figli o nipoti saremmo tutti migliori di loro? Ma andiamo.



Di capriola in capriola

Set 16th, 2008 | By

Non si ritenga oltraggiato Marcello Veneziani, se prendo in prestito alcune righe del suo editoriale che ha commentato l’ennesima ‘svolta’ di Gianfranco Fini: «Ha cambiato opinione, e che lo faccia per convenienza o per carriera personale, non muta la sostanza. E’ lecito cambiare idea, ha tutto il diritto di dire il contrario di quel che pensava fino alla tenera età di quarant’anni quando sognava il ‘fascismo del Duemila’. Anzi, aggiungo a sua discolpa che se dubitate della sua buona fede di antifascista ora, potete dubitare della sua convinzione fascista di ieri: forse davvero non credeva in niente, ieri come oggi; era un fatto superficiale e perciò non gli è costato molto smentirsi in modo così radicale» (1). Concetti che avrei voluto scrivere io, perciò li sottoscrivo. Ma vado oltre, introducendo nel dettaglio – perché restino a futura memoria – alcune delle più riuscite ‘capriole’, degne del miglior circo della politica.



Chi la fa l’aspetti

Ago 8th, 2008 | By

Non l’aveva perdonato e non ha perso occasione per dimostrarlo. Sin da quando l’attore Luca Barbareschi in più occasioni aveva manifestato la sua delusione: «…anche la destra ha tradito gli elettori. Otto mesi dopo la vittoria del 2001 mi era già tutto chiaro. Hanno piazzato schiavi e schiavetti ovunque, lirica e teatri stabili sono in mano a politici trombati o a falliti amici di amici, la Rai mostra forme di grana al mondo invece che spettacoli decenti, un disastro.» (1)



Destra al governo? (Alessandro Giuli)

Lug 31st, 2008 | By

Toccati i primi (quasi) cento giorni del Cav. IV, per pigrizia o per strabismo l’opposizione insiste nel colpevolizzare “le destre” di governo come se in Italia ce ne fossero in abbondanza. Invece sarebbe un prodigio averne una sola. Perché in Italia una destra al governo non c’è, non esiste, non rileva. E’ sopraggiunta questa legislatura socialnazionale a certificare il rigor mortis di un’astrazione comoda per gli appassionati di toponomastica, ma del tutto disincarnata. E’ così da Silvio Berlusconi in giù, nell’esecutivo come nei partiti che lo tengono in vita, nella rappresentazione pubblica come nell’amministrazione locale. Il Cav. non ha nulla dell’uomo di destra, è un geniale imprenditore craxiano che si è formato al Drive In; a suo modo un artista pop avvolto d’urgenza, quindici anni fa, nel drappo cucito dalle riserve della Seconda repubblica. Quanto di più distante dai princìpi di legge e ordine, di colpa e punizione o redenzione religiosa. Berlusconi è il premier che non voleva e non vuole, per esempio, il reato d’immigrazione clandestina. Lo ha spiegato con sincerità angosciata e rivelativa ai suoi subalterni: ma come, un immigrato rischia la vita per arrivare da noi e trovare la libertà, la possibilità di lavoro, il sogno di una ricchezza, e noi lo buttiamo per cinque anni in galera? Il Cav. è questo, non un bramino, non un guerriero ma un esemplare della terza casta. Quella dei produttori di beni. Nulla a che vedere con la destra. E il suo Consiglio dei ministri non fa che riflettere questa assenza. Giulio Tremonti è finalmente tornato l’editorialista del Manifesto con ambizioni da leader della sinistra nazionale. La corona dei democristiani come Claudio Scajola alla parola destra mette la mano ai libri di storia antifascista. Paolo Bonaiuti, Maurizio Sacconi, Renato Brunetta e Franco Frattini sono epifenomeni del socialismo. Sandro Bondi è un amabile prodotto del totalitarismo cattocomunista. Le giovani e i giovani ministri come Mariastella Gelmini e Angelino Alfano sono eredi della borghesia moderata di provincia. Elio Vito un radicale. Pure qui niente destra.



In difesa della classe dirigente

Lug 25th, 2008 | By

E’ tempo di riforma elettorale per le prossime elezioni europee. Dinanzi alla ‘bozza Bocchino’ (dal nome del suo primo firmatario) che prevede la composizione di liste bloccate – composte quindi da ‘nominati’ e non da semplici candidati – non si è fatto attendere il parere illustre del ministro della Difesa Ignazio La Russa, nonché reggente-liquidatore di Alleanza Nazionale, che ha sottolineato l’esigenza di «offrire ai partiti la possibilità di difendere la propria classe dirigente, e a volte con le preferenze si mandano a rappresentare i partiti persone non sempre adeguate». (1)



Il Pdl è servito

Lug 22nd, 2008 | By

Dopo le prove generali – perfettamente riuscite – del 13 e 14 aprile, il Cavaliere ha tastato il terreno – perfettamente fertile – portando all’attenzione del Parlamento un po’ di ‘cosucce’ con un leggero profumo ‘ad personam’, senza incontrare alcuna resistenza interna. Ora, tutto è pronto per la completa fidealizzazione. Un progetto da tempo nella sua mente e la performance del predellino non era che una puntata della ‘fiction’.



A.A.A. Cercasi dissidente

Lug 8th, 2008 | By

Al rientro da Parigi, reduce dal summit del Partito Popolare Europeo, Maurizio Gasparri ha dettato il calendario del nuovo soggetto politico, indicando «…la necessità di tenere a gennaio il congresso di nascita, posto che il 29 e 30 aprile si terrà in Polonia il congresso del PPE per lanciare il programma per le elezioni europee della prossima estate.» (Secolo d’Italia, 4 luglio 2008)