I ‘ludi cartacei’ sono terminati, il verdetto è stato emesso. Emergono due veri vincitori: uno previsto (Berlusconi), uno imprevedibile (Lega), soprattutto per le dimensioni del risultato. C’è uno sconfitto evidente, ma non previsto: il cartello della Sinistra radicale. Festeggiano anche Di Pietro (ha quasi raddoppiato il suo pacchetto di parlamentari e sarebbe entrato alla Camera anche da solo) ed il siciliano Lombardo (piazza alcuni parlamentari, ma soprattutto trionfa alle regionali in Sicilia con oltre il 60%). Si può rallegrare l’Udc: alla Camera ha perso appena tre deputati ed è presente al Senato, seppure uno dei suoi sarà il chiacchierato Totò Cuffaro. Perdenti nel risultato finale, ma senza alcuna sorpresa, il Partito Democratico (impegnato in una rimonta impossibile dopo i guai del governo Prodi) ed il Partito Socialista (anche perché sotto l’1% non riceverà contributi elettorali).
Discorso a parte per La Destra, dove lo sport preferito sarà vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Mezzo pieno: quasi un milione di voti, più che raddoppiate le percentuali della destra radicale, capacità di resistere alla tenaglia mortale del bipartitismo, appena 239.000 voti in meno rispetto al cartello dei quattro partiti della sinistra radicale, certezza di attingere ai contributi elettorali. Mezzo vuoto: nessuna rappresentanza parlamentare, risultato scadente nelle presunte roccaforti (in particolare, Lazio e Sicilia), incapacità di attrarre il consenso degli aennini delusi dal nuovo corso, defezione di alcuni fondatori che a poche ore dal voto si sono espressi per il ‘voto disgiunto’.
Detto ciò e festeggiato lo scippo dell’Italia agli eredi di Prodi, i risultati meritano alcune considerazioni. E’ evidente che la teoria del ‘voto utile’ – massicciamente diffusa da Veltrusconi – è stata recepita e metabolizzata dagli Italiani, che hanno premiato i due partiti contenitore (Pdl e Pd), seppure non nella misura auspicata dai loro leader: nel 2008, 70,56% con 25.721.863 voti contro il 69,6% e 26.458.198 elettori del 2006, e da questa ultima somma manca il non quantificabile elettorato radicale (era diluito nella Rosa nel pugno) e dei Popolari liberali (erano nell’Udc). Il valore aggiunto che li porta a sfondare l’80% dei consensi è evidentemente omaggiato dalla Lega e dall’Italia dei valori.
L’Italia, perciò, si avvia a passo spedito verso una semplificazione del sistema politico, che porta immancabilmente ad un pericoloso bipartitismo secco, unica eccezione saranno alcune alternative territoriali: Lega, Mpa, Svp, Uv. Non è difficile intuire che ai due partitoni, nel prossimo giro, sarà sufficiente ritoccare (o anche confermare) la quota di sbarramento, obbligando così Di Pietro ad aderire al Pd e Casini al Pdl, pena la loro sparizione. Et voilà, le jeux son fait.
Disegnato lo scenario nazionale, la maggiore delusione arriva da una comunità politica – con la quale si sono condivisi percorsi e ragionamenti (anche quelli critici sulla nuova svolta finiana) – che pur non apprezzando il progetto e la confluenza di An nel Pdl non ha trovato la forza o il coraggio per ‘boicottare’ in maniera indolore – nel segreto dell’urna, vista la consapevolezza della schiacciante vittoria berlusconiana – il cammino deciso dal ‘dominus’. Chi ha conosciuto e partecipato attivamente alla vita del Movimento Sociale Italiano, ma anche chi più giovane ne ha raccolto il testimone, non può che provare tristezza nel vedere come i suoi eredi morali (è una categoria ancora esistente in politica?) non siano stati in grado di impegnarsi per non cancellare dalla scena parlamentare un’identità politica, preservare una memoria, non archiviare maldestramente una storia, tenere accesa la fiamma tricolore a Montecitorio. Lo scrivo senza alcun timore di apparire sentimentale o ‘museale’, come piacerebbe a qualcuno che ha dimostrato non avere grande dignità. Era una scelta importante, più importante di quanto molti abbiano voluto pensare e capire. E’ stata gravemente disattesa.
Se si volesse far le pulci al progetto Pdl, sarebbe gioco facile fare le somme ed evidenziare che i conti non tornano. Nel 2006, Fi, An, Partito pensionati (transitato da Prodi a Berlusconi), Dc-Nuovo Psi ed Azione sociale avevano raccolto il 38,3% e 14.529.976 voti; nel 2008, 37,39% e 13.628.865 elettori, all’interno dei quali vanno considerate anche le briciole di Dini e di Giovanardi. Facile dedurre che la novità non ha avuto il valore aggiunto tanto atteso e che la prevista contrarietà al progetto, percepita a destra, si è canalizzata – oltre che su La Destra – al nord verso la Lega e probabilmente pure nell’astensionismo. Infastidisce anche l’arroganza di chi – avendo vissuto per anni una vita politica di opposizione, in posizione di minoranza che pareva eterna – oggi utilizza espressioni sprezzanti nei confronti di chi ha scelto di lottare per preservare un’identità. Paradossalmente, come ha fatto Fini interloquendo con Bertinotti durante Matrix, spingendosi a dire: «Senza alcuni di voi, il Parlamento sarà meno ricco di stimoli culturali».
Mi resta un forte dubbio: queste elezioni hanno sancito la definitiva scomparsa del voto per le identità, lasciando spazio solo a quello per le poltrone?

Faber

17 pensiero su “Crollano le identità, restano le poltrone”
  1. Sono un po’ deluso e un po’ contento.
    Un po’ deluso dal risultato elettorale della Destra che non porta nessuno in Parlamento. Era prevedibile per un movimento nato 6 mesi fa. L’unica preoccupazione da fugare è la rotta: la Destra deve rimanere per prepararsi ad essere protagonista nel futuro.
    Un po’ contento perchè nel Parlamento non ci saranno comunisti dichiarati ed è la prima volta da 60 anni.
    Un po’ deluso perchè la vittoria del Centro Destra è troppo netta e può provocare strani pensieri in chi ha vinto.
    Un po’ contento perchè quello spocchioso di Veltroni continuerà a fare cineforum.
    Complessivamente l’area di centrodestra, quella del 2006 per intenderci, per la prima volta, dopo un mare di pareggi 50-50, diventa quasi il 56% dell’Italia.
    Aumentano di 1,8 milioni gli astenuti ma quest’area guadagna 1,4 milioni di voti in più, voti quindi presi a sinistra.
    Il Popolo della Libertà perde quasi 700 mila voti che sono quelli che guadagna la Destra radicale (Destra, Fiamma e Forza Nuova).
    Casini perde mezzo milioni di voti (probabilmente tra gli astenuti) ma forse qualcosa di più se pensiamo all’UDEUR di Mastella che non c’è più.
    Il centro sinistra perde 3 milioni di voti: molti tra gli astenuti ma anche verso destra.
    I comunisti spariscono, De Mita sparisce, Mastella sparisce, i Verdi spariscono, Boselli non c’è più… bhè, forse sono più contento che deluso.

    http://www.loretoblog.it

  2. no faber.
    non ci sono state solo le poltrone. c’è stata anche la disperazione, e la coscienza. si è votato per disperazione e petr coscienza. bando al folklore, bando alle schermaglie. l’italia vuole ripartire sul serio. e ha votato i più credibili. poi che questo la dica lunga sulla credibilità in Italia, questo è un altro discorso….

  3. Legge elettorale “Porcellum” simile (anche troppo) alla famigerata “Acerbo” del 1923 che consegnò, anche grazie a violenze e brogli, una forte maggioranza parlamentare a Mussolini.
    E’ un particolare inquietante che molti ignorano, grazie anche alla scuola berlusconiana dove le tre I di impresa, inglese e informatica hanno avuto la meglio sull’insegnamento della storia. Un segno, forse, delle nuvole che si addensano sul cielo del nostro Paese.
    Siamo in democrazia, quindi auguri di buon lavoro al nuovo governo che tutti ci auguriamo operi davvero per il bene comune. Questo però non ci esime dal dovere di vigilare sul futuro della nostra Patria e di denunciare qualunque tentativo di attacco alla Democrazia, alla Costituzione e all’unità della Nazione.
    Un esecutivo sostenuto da una maggioranza con troppi inquisiti, piduisti, pregiudicati, sostenitori di mafiosi o mafiosi essi stessi, voltagabbana e, “dulcis in fundo”, leghisti non lascia presagire nulla di buono, soprattutto se chiamato ad operare in un contesto di crisi economica internazionale e di forte disagio per troppi cittadini.
    Personalmente auspico sia l’ultimo atto (speriamo indolore per il Paese) di uno dei peggiori politici che abbia mai calcato il palcoscenico della storia d’Italia, Silvio Berlusconi.

  4. La destra ha fatto un grande risultato. Da ieri però è iniziata un’era politica nuova e moderna. Sono spariti tutti i vecchi partiti e le vecchie identità.

  5. Le poltrone saranno almeno dimezzate rispetto a le oltre 100 del buon romano…
    Cari “democratici” leccatevi le ferite e iniziate a pensare a come frenare l’erosione di consenso di tutta la sinistra radicale che vi ha appoggiato determinando la scomparsa di partiti storici, sinistra che a breve tornera’ sui propri passi e vi lascera’,ridimensionando il vostro spessore.

    http://nonsolonapoli.blogspot.com

  6. Il tuo discorso non fa una piega, concordo in pieno. Vorrei però sottolineare che si è creato una sorta di effetto “scarica-barile” che è stato, a mio avviso, il vero fattore che ha sconvolto i risultati rendendoli così sorprendenti. Grosso modo è andata così: il voto della sinistra radicale è stato dirottato sul PD, complici quanti si sono turati il naso per scongiurare il ritorno del nano; i voti dei moderati dell’area centro-sinistra è stato scaricato su Casini; il voto dei moderati di centro è finito su Berlusconi; buona parte dei voti della Destra sono stati dirottati sul Popolo delle Libertà.
    Sì, ce l’avevano raccontata la storia del voto utile. Utile alle loro poltrone.

  7. Nello scenario triste e mediocre che è la Politica italiana degli ultimi decenni, credo che almeno un governo forte abbia qualche minima chances di darci un futuro.
    Sappiate però che se continuassero (hanno già cominciato da un pezzo…) ad attentare alla democrazia ed alla nostra libertà di scegliere, non basterà votare dall’altra parte. A buon intenditor, poche parole.

  8. Che il risultato sarebbe stato questo lo si sapeva. O meglio, a parte quelli che raccontavano panzane e altri che credevano nelle favole, e stendo un velo pietoso sui dirigenti de La Destra (a livello nazionale e locale) che non riuscivano assolutamente a capire né il momento storico né che aria tirava, gli altri, le persone serie del partito, avevano detto e ripetuto 3 cose essenziali.
    a) non allearsi con il pdl è un errore clamoroso.
    b) attaccare il pdl è un suicidio politico.
    c) non arriveremo mai oltre il 3%
    Ebbene, come volevasi dimostrare.
    La gente, gli elettori, non sono né cretini, né idioti, né servi di berlusconi o di veltroni né privi di una identità.
    Sono persone che ne hanno gli zebedei pieni della politica rissosa, degli ideali e/o delle idee che non portano a nulla.
    Quando parlavo con gli anziani a quelli della cultura di destra, delle idee di destra, della storia di destra non gliene fregava una cispa. Volevano solo sapere se ci saremo impegnati per aumentare le pensioni, per lottare contro il carovita, per trovare un posto di lavoro decente ai figli o ai nipoti senza costringerli all’incubo del precariato.
    Gli italiani hanno dato fiducia a chi sapevano che avrebbe avuto la possibilità di rispondere con i fatti e non solo con le parole.
    Quindi è inutile crucciarsi tanto.
    Questa è stata una lezione a molti che credevano che bastava intortare le persone con discorsi sul veltrosconismo o con pseudo-riesumazioni storiche per ottenere consenso.
    La politica, lo ripeto da tempo, è cosa seria. E’ cosa fatta di idee, di valori, di pensiero, senza dubbio. Ma è fatta anche di concretezza, di capacità realizzativa, di forza di governo.
    C’è da pingere? No.
    C’è da dare uno schiaffo ad alcuni. Un calcio in culo a quelli che non non si sono impegnati nella campagna elettorale (e sono tanti e sono spesso nei vertici locali), e rimettersi a costuire un partito che sia destra, che sia quei valori, che sia quelle idee, ma che sia una destra che lavora strategicamente per guadagnare il governo nelle regioni, nei comuni, nelle province e dare risposte concrete alla gente.
    Domani, quando andremo da quello stesso vecchietto, non dovremo solo dirgli che siamo la vera Destra e patampim e patampan, ma potremmo dirgli che: si, siamo di destra, e alla regione, alla provincia, nel suo suo comune abbiamo fatto questo, codesto e quello.
    Concreti.

  9. Caro Faber, come ho scritto sul mio blog, queste elezioni sono state molto anomale e nell’anomalia per “la destra” non è andata male (valutando una serie di situazioni a posteriori); è ancora tropppo presto per trarre delle somme e per emettere sentenze e verdetti. Occorre continuare a lavorare e a costruire, anzi occorre adesso lavorare e costruire perchè fino ad ora non lo abbiamo potuto fare (non abbiamo avuto i tempi necessari); se poi, una volta costruito un qualcosa di serio, i risultati saranno egualmente non soddisfacenti allora si che potremo emettere verdetti. Faccio infine una similitudine: per costruire una casa non si comincia dal tetto…bisogna prima costruire le fondamenta e queste devono essere un solido e funzionante movimento giovanile; il movimento giovanile della destra deve saper convogliare quanti più giovani possibili ed essere catalizzatore. RIMBOCCHIAMOCI LE MANICHE… TUTTI A LAVORO.

    Michele Arnoni
    ladestrapiazzabologna.blogspot.com

  10. Caro faber,
    I giochi sono chiusi, ci sono i vincitori, i vinti, i dimessi e i ripescati. Non ci siamo fatti mancare niente a dire il vero.
    Le poltrone hanno suscitato sempre intresse, non ora. Tant’è che le elezioni sono una competizione per assicurarsi un Seggio, un posto a sedere. Il problema risiede in ciò che fai una volta seduto.
    Per ciò che concerne l’identità non credo che sia in pericolo. E’ stata compromessa la rappresentanza parlamentare delle identità. Però guardiamo anche la cosa sotto un altro punto di vista. Rappresentanza parlamentare equivale a pluralità. Pluralità vuol dire democrazia. Questo è indubbio. Ma se per rappresentatività intendiamo i partiti dello “zerovirgola”, allora capisci che la democrazia si tramuta in paralisi. Non sto menzionando poi i rimborsi elettorali per liste i cui nomi rasentano il ridicolo.
    Ferrara, che ha preso 0,3, e che sapeva a priori il suo risultato, usufruirà di rimborso elettorale. Allora anche io faccio una lista e mi intasco i soldi. Nessun problema per le firme… tanto una firma non si nega a nessuno. Tu pensa che la lista grillo ha avuto un risultato risibile, ma le piazze erano piene e le firme per presentare la lista non mancavano di certo. Tu immagini che questa non sia democrazia, nè identità. Per restare al Ferrara, penso che lui abbia fatto tutta quasta storia per accreditarsi presso qualcuno, anche se francamente non so chi.
    Non si possono succhiare i soldi dello Stato perchè uno si alza e fa una lista tipo “Il partito dell’Amore”. Già i partiti “seri” non hanno credibilità pensa un pò il Partito dell’Amore.
    Saluti Faber

  11. X EDO
    Le identità non muoiono.
    L’identità sono le persone che sia una o un milione sono sempre identità!
    Ci saremo sempre.
    Fabio

  12. Si, infatti, lo preciso e dico che per liste “zerovirgola” intendevo liste con pochi riscontri, non già quelle i cui risultati si attestano tra lo zero assoluto e lo 0,9 periodico%.

  13. @Spazioattivo

    E’ impossibile non festeggiare con te alcune fantastiche sparizioni dal Parlamento – alcune spontanee, altre meno – ma non penso solo a comunisti e dintorni… Ecco i primi che mi vengono in mente: Luxuria, Pecoraro Scanio, Mastella, Migliore, Bonelli, Caruso, Cento, De Mita e, dulcis in fundo, Romano Prodi.
    Ahimè, però, penso che ci sia qualcuno che sta provando lo stesso sentimento per ex come Buontempo, Storace, Morselli… ma l’aspetto che mi amareggia è che, fino a poche settimane or sono, costoro sedevano negli scranni parlamentari al loro fianco.

    @Alessia

    Democrazia… Gran bella parola, tanto usata ma più spesso abusata.
    Che potere è quello del popolo se le liste elettorali dei ‘nominati’ – frutto di una spregiudicata azione di marketing – non sono state sottoposte al sano esercizio della preferenza?
    Che potere è quello dei cittadini se oltre 2.300.000 di loro – che hanno scelto partiti in rappresentanza di alcune storiche identità culturali e politiche – non hanno rappresentanti in Parlamento?
    Che potere è quello dei cittadini se, invece, poco più di 400.000 voti, solo perché in coalizione coi vincitori, valgono 8 deputati e 2 senatori?
    Improvvisamente, il ‘Porcellum’ è diventata una legge elettorale di qualità solo perché ha assecondato il volere dei due partiti contenitore ‘semplificando’ lo scenario politico con l’eliminazione di chi non era disposto a farsi fagocitare.

    @G. Mauro Trogu

    Meriti un lungo ed articolato commento…
    Se il buongiorno si vede dal mattino, non intravedo un pomeriggio sereno per questo neonato movimento politico che si è ripromesso di mantenere in vita l’identità della destra italiana. Troppe polemiche, troppa litigiosità, troppe frammentazioni, troppe fughe… in appena 6 mesi di vita.
    Credo che avere troppe certezze in politica sia un atteggiamento pericoloso, inoltre le “tre cose essenziali” che enunci appaiono deboli:
    a) non allearsi con il pdl è un errore clamoroso
    – Come si realizza l’alleanza tra due partiti, uno dei quali non si vuole alleare con l’altro o comunque pone delle condizioni impossibili, tali da farti desistere dall’ipotesi?
    b) attaccare il pdl è un suicidio politico
    – La campagna elettorale del tutti contro tutti non concede grosse alternative al fine di conquistare voto per voto (non si possono fare i complimenti al tuo competitor), anche se bisogna ammettere che certe cadute di stile si potevano evitare.
    D’altronde,però, è difficile rispondere alle fucilate con la fionda.
    c) non arriveremo mai oltre il 3%
    – Archiviate le doti divinatorie, è facile sottolineare che un partito, una volta deciso di candidarsi in solitudine, punti ovviamente ad ottenere il massimo consenso possibile, soprattutto in presenza di una quota di sbarramento. Quindi, anche se esiste una realistica consapevolezza dei propri limiti, la battaglia elettorale si deve portare a compimento, senza indossare i panni, a spoglio avvenuto, della facile cassandra.
    Piuttosto, come si concilia la battaglia per l’identità – che è la ratio della nascita de “La Destra” – con la convinzione che i cittadini hanno “gli zebedei pieni degli ideali e/o delle idee che non portano a nulla”?
    Forse tu chiedi che da questi valori, da queste idee discendano adeguati programmi ed impegni. Allora, forse l’errore è quello di parlare con gli elettori “della cultura di destra, delle idee di destra, della storia di destra”, invece che illustrare il programma elettorale, che da quella cultura, da quelle idee, da quella storia deriva.
    Cultura, idee, storia che bisogna anche dimostrare di conoscere ed apprezzare, non per farne bandiera quando non si ha niente da dire sui problemi odierni, ma tanto meno per speculare contro chi sente forte il richiamo all’identità.
    Infine, dici bene: serve concretezza, quindi è il momento delle analisi e delle scelte, evitando però di organizzare facili processi dove si rischia che gli imputati siano più numerosi dei giudici.

    @NemoTeneturAdImpossibilia

    E’ bene non seminare il panico tra i contribuenti che leggono il blog: contrariamente a quello che dici, avranno diritto al rimborso elettorale solo quelle liste che hanno conquistato almeno l’1% dei voti. Nel dettaglio, neanche il Psi, che ha raggiunto quota 0,9%, ne usufruirà. Quindi, un generoso consiglio: rinuncia a farti una lista.

  14. Caro Faber,
    io, personalmente, ho iniziato a riflettere sulla questione del voto fin dalla Domenica mattina.
    Temevo fortemente che potesse succedere quello che è successo.
    La riflessione è nata grazie alle risposte delle persone che ho contattato.
    Avevano in testa pensieri allucinanti; paure che pensavo non potessero esistere.
    Io mo sono chiesto: ma Berlusconi è riuscito davvero coi suoi discorsi a creare tutta questa confusione? E’ solo una questione di ignoranza politica? Il problema di fondo qual’è?
    Naturalmente le risposte possono essere infinite.
    L’unica cosa che mi preme dire è questa: tutte le persone che si sono candidate col pdl con una legge elettorale diversa sarebbero state trombate; non si sono mai impegnate a fondo per risolvere i problemi locali e, per loro fortuna, si sono trovati in un momento positivo grazie alle malfatte della sinistra di Prodi e Veltroni.
    Il sig. Fini ormai rappresenta la democrazia cristiana che vorrebbe guardare a destra; mi sembra anche l’unico che abbia avuto, fin dall’inizio, il solo e unico scopo di arrivare al pieno potere e basta.
    Se il discorso delle poltrone lo vogliamo fare, allora l’unica persona che ha dimostrato di esserne così attacato è proprio Fini.
    Tutte le persone che ci hanno voltato le spalle dovranno fare i conti con la nuova legge elettorale che i cittadini italiani sceglieranno l’anno prossimo grazie al referendum.
    Con le preferenze nessuno si potrà più nascondere dietro i partiti o dietro gli specchi; dovranno guardarci negli occhi e chiederci personalmente di fare una scelta.
    Io comunque non mi arrendo e non mi sono mai arreso. La nostra prima pagina di storia è stata scritta, continuiamo a scriverne tante altre.
    Concludo con la frase che ha accompagnato la mia campagna elettorale: “Chi crede nei valori per i quali ha combattuto fin dalla prima giovinezza trasforma la propria fede in azione, in capacità di azione” Giorgio Almirante.
    A presto, Paolo.

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