SCAFFALE

I troppi misteri di Acca Larenzia

Giu 3rd, 2024 | By

Terminata la lettura di “Chi sparò ad  Acca Larenzia”, scritto da Valerio Cutonilli, il bilancio è terribile: a distanza di 46 anni, gli assassini di Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni sono ancora sconosciuti. Una lettura particolarmente emozionante e, personalmente, un’occasione per ripercorrere quei tragici avvenimenti che hanno avuto un ruolo decisivo nella scelta della mia militanza politica, ma anche per conoscere tanti dettagli nella ricerca della verità.



Da Almirante alla Meloni la lunga ascesa della destra (Michele Ceparano)

Apr 28th, 2024 | By

Marco Tarchi racconta la Destra



I conti con il Ventennio (e i 45 milioni di antifascisti) in un saggio di Gianni Oliva (Mario Bozzi Sentieri)

Apr 23rd, 2024 | By

Tra tanta retorica a buon mercato (ed un uso strumentale della Storia) sembra sempre di essere all’Anno zero rispetto alla necessità di “fare i conti” con il Ventennio e con le vicende legate alla Guerra Civile (1943-1945). 



Le parole del cardinale Sarah. Forti e dolorose (Gennaro Malgieri)

Feb 4th, 2024 | By

Un atto d’accusa in piena regola. Uno schiaffo ai sepolcri imbiancati. La demolizione più violenza e sofferta delle giustificazioni di comodo.



Michela Murgia: secondo Crippa, “Saviano sembra Aristotele al confronto”

Nov 15th, 2019 | By

Non sono certo che Maurizio Crippa sia amico di Walter Veltroni (autore del romanzo…



Il coraggio de “Il segreto di Italia”

Dic 9th, 2014 | By

Il coraggio di realizzare un film…
Il coraggio di difenderlo…
Il coraggio di non farsi zittire dal ‘politicamente corretto’…



Gli anni ’70 visti con occhi di ragazza. Anche i ‘fasci’ riuscivano a sognare (Alessandro Moscè)

Mar 1st, 2014 | By

Raramente è successo, in letteratura, che la rivoluzione di chi voleva…



Fronte della Gioventù, una storia a lungo attesa (Marco Valle)

Gen 27th, 2014 | By

Un libro può diventare una trappola. Un mare procelloso e fascinoso. Se indugi un attimo in più del dovuto sulla battigia, vedi spiaggiarsi sulla scogliera della memoria manciate di ossi di seppia, ondate di “triste meraviglia, cocci aguzzi di bottiglie”. Resti di un naufragio. Un libro può assomigliare ad un oceano profondo e impietoso. Le onde riportano, a volta, spezzoni di vita vissuta che — come Guccini insegna — ti avvolgono come miele: la nostalgia è un sentimento ambiguo e pericoloso. Da evitare. Non sempre, però, riesci a sottrarti alla malia delle maree, al loro richiamo e, allora, ti attardi sul litorale dei ricordi, dove ritrovi resti di bandiere stracciate, polene marcite, vele strappate, pennoni spezzati. Malinconia mista a tenerezza e un po’ d’incazzatura. Un libro — centinaia di fogli, migliaia di righe, decine di capitoli — talvolta non ti risparmia nulla. Soprattutto se chi scrive ti ricorda l’affondamento del grande battello tricolore, un vascello un po’ vecchio e scassato, ma abbastanza dignitoso. All’improvviso dal gorgo riaffiorano carte, date, nomi. Volti. In lontananza scorgi nocchieri, nostromi, capitani, ammiragli che abbandonano il povero relitto incagliato sulla scogliera. I mozzi, no. Loro sono affogati mentre i marinai annaspano tra le onde, ma non importa. È il destino della “bassa forza”, quelli che faticano e sgobbano. Le scialuppe — poche, come quelle del Titanic — sono piene di gallonati comandanti, incapaci e impomatati come uno Schettino qualsiasi. Un tempo, affollavano la plancia e applaudivano il grand’ammiraglio — l’infallibile che ha fallito —; oggi tutti, compreso il navarca supremo, asciugano i loro panni sulla spiaggia e fissano l’orizzonte con occhi liquidi. Disorientati. E disoccupati.



Uno schiaffo al negazionismo buono (Cecilia Talamini)

Nov 26th, 2013 | By



Quella strage fascista. Così è se vi pare… (intervista con Gabriele Adinolfi)

Nov 22nd, 2013 | By

«Sono convinto di aver individuato da molto tempo i meccanismi della strategia della tensione, i suoi protagonisti e le sue strutture. Solo che quando dici: il Mossad fa questo, il Pci quest’altro, la Francia interviene così, così si muove la P2 e così fa l’internazionale rossa rischi di sembrare un paranoico astratto.» Così Gabriele Adinolfi spiega l’idea che ha generato il suo primo romanzo storico, “Quella strage fascista” (uscito in doppio formato, cartaceo/digitale ed eBook, per le edizioni ad Youcanprint), ambientato intorno alla strage di Brescia, con una lettura assolutamente controcorrente della stagione del terrore e delle trame di potere, che subirono un’accelerazione proprio a partire dal 1974, anno della strage in piazza della Loggia.