Usa: cambiano i presidenti, ma lo ‘spartito’ è lo stesso
Gen 3rd, 2020 | By Faber
Non sono un fine ed apprezzato politologo, ma voglio cimentarmi in un’analisi semi-seria dei risultati delle elezioni europee. E comincio con la parte ‘semi’.
Matteo Salvini, alla guida della Lega, al grido di «Patrioti di tutta Europa unitevi!», lancia la battaglia «contro l’euro e l’omologazione mondialista» ed annuncia il progetto di una federazione continentale col Front National di Marine Le Pen.
Dopo che vi siete attardati tra Federazioni ed Officine. Appena vi destate dal torpore dello sterile confronto su nomi e simboli. Quando avete deciso i vostri organigrammi. E sciolto i nodi delle antipatie e delle rivalità…
Si avvicinano i due appuntamenti che potrebbero disegnare un nuovo scenario nel versante ‘destro’ della politica nazionale e che tengono desta l’attenzione e la curiosità di tanti disincantati ‘ex’. Il 9 novembre, si radunano partiti e movimenti che daranno vita ad una “Federazione per la rinascita di Alleanza Nazionale”; il 16, “Officina per l’Italia” presenterà il suo manifesto politico-culturale per un nuovo centrodestra nazionale. Hanno il profumo di due eventi che tracciano direzioni diverse, ma il dubbio che non sia solo un problema di strategia e/o di contenuti resta. Ancor più leggendo le dichiarazioni di alcuni protagonisti. Tanta incertezza da suggerire un gioco, in attesa di conoscere l’esito degli appuntamenti.
Volevate una destra europea e siete stati subito accontentati. Dico a voi stampa, partiti e poteri che avete invocato, per brindare alla fine del ventennio berlusconiano, una destra europea anche per il nostro Paese. E per servirvi, l’Europa vi ha subito mandato un cadeau, un assaggio e un prototipo. Il partito di destra che trionfa nei sondaggi in Francia come primo partito è il Front National di Marine Le Pen. Che sia di destra non potete dubitarne, è l’unico grande partito europeo che rivendichi quella matrice. E che sia una forza europea nemmeno, sia perché si richiama all’Europa come civiltà, come unione delle patrie e delle tradizioni; sia perché i temi che affronta sono esattamente i tre temi su cui si stanno concentrando le destre europee: la tutela della sovranità popolare dal dominio dell’Europa tecnocratica e finanziaria; il disagio degli europei per l’irresponsabile cedimento demagogico ai flussi migratori incontrollati; la difesa della famiglia e delle tradizioni civili e spirituali rispetto alla riduzione della famiglia a unione fra le altre, tra genitore uno e genitore due, più frattaglie che nell’antichità erano denominate figli. Sono questi i tre temi su cui si ritrova la destra europea, in tutti i versanti.
Per ‘loro’ siamo Europa quando c’è da imporre conti e sacrifici. Siamo Italia, “arrangiatevi”, quando le nostre coste sono luogo di approdo…
Non sempre il web è latore di cattive notizie. Navigando navigando, mi sono imbattuto in un blog, leggendo con soddisfazione alcune dichiarazioni: «Se vinciamo le elezioni, andremo in Europa per rinegoziare tutto. Il popolo italiano non può morire per l’euro. Ci vorrebbe un governo capace di sbattere in Europa i pugni sul tavolo e di minacciare l’uscita dall’euro se venisse negata la possibilità di ridiscutere i trattati che ci sono stati imposti da poteri stranieri e che prima Monti e poi Letta si sono incaricati di eseguire».
Bruxelles impone concorsi pubblici aperti agli extracomunitari. La disoccupazione sale… L’Europa mi scende!!!