Posts Tagged ‘ Giorgio Almirante ’

Amarcord almirantiani…

Giu 28th, 2014 | By

Altro avvistamento degno di segnalazione tra gli ‘adoratori’ di Fini: Cristiana Muscardini.



Le ultime parole famose

Giu 27th, 2014 | By

Voglio celebrare il centenario della nascita di Giorgio Almirante con uno dei più riusciti della serie “Le ultime parole famose”: «No, caro Almirante, il testimone non è caduto a terra. E’ in buone mani. In mani giovani, in mani forti, in mani che non cederanno. Lo porteremo avanti, avanti, avanti anche per te, anche con te. Perché tu, Almirante, perché tu, Romualdi, non ci lasciate. Voi restate fra noi, alla nostra testa, in piedi».



La faccia come il culo

Giu 27th, 2014 | By

Per il centenario della nascita di Almirante, dopo un episodio della serie “Le ultime parole famose”, che ha visto protagonista il capriolatore Gianfry, va in onda la nuova puntata de “La faccia come il culo”: «Dopo le parole del presidente Napolitano diventa difficile per chiunque negare i giusti riconoscimenti che debbono essere tributati, a cominciare dall’intitolazione di una strada nella città di Roma, alla memoria di Giorgio Almirante».



I suggerimenti di Alemanno

Giu 11th, 2014 | By

Giorgia Meloni ha scritto al sindaco di Roma per chiedergli di intitolare una via a Giorgio Almirante. Prima di scriverla ha chiesto suggerimenti al collega di partito Gianni Alemanno…



A Fiuggi nasce (forse) un partito nuovo (Marco Valle)

Mar 7th, 2014 | By

Un tempo sognavamo un partito nazionale e popolare, sociale e futurista. Capace di sintesi. Popolo e Nazione. Modernità e tradizione. Comunità e Tecnica. Destra popolare e sinistra nazionale. Berto Ricci ed Enrico Mattei. Beppe Niccolai e Niccolò Macchiavelli. L’Olivetti (quella vera) e il Colosseo. Un magnifico passato e un futuro da tutto costruire. Nuovi linguaggi e nuove culture, l’indipendenza nazionale, il primato italiano. Sognavamo un partito differente ed intelligente. Un partito mai massimalista e nemmeno moderato. Un partito libero da inutili nostalgie ma fiero di radici profonde. Un partito rivoluzionario. Il Partito dell’Italia nuova. Le cose sono andate in modo diverso. Lo sappiamo. Conosciamo sin troppo bene i percorsi e i ricorsi, le mediazioni (inevitabili) e le cadute (evitabili). Sappiamo tutto. Abbiamo visto tutto. Sino al disgusto. Nessuno si permetta di fingersi innocente. L’infallibile ha fallito e oggi gioca con le sue bimbe. Lasciamolo in pace a godersi la sua tardiva paternità. Dimentichiamolo. Amen.



Gli anni ’70 visti con occhi di ragazza. Anche i ‘fasci’ riuscivano a sognare (Alessandro Moscè)

Mar 1st, 2014 | By

Raramente è successo, in letteratura, che la rivoluzione di chi voleva…



L’idea… lista

Feb 14th, 2014 | By

Elezioni regionali in Sardegna: «L’accettazione della candidatura può rappresentare per me un riferimento anche sentimentale, alla ‘fiamma’ come simbolo sia del Movimento Sociale Italiano dell’indimenticabile Giorgio Almirante, sia di Alleanza Nazionale» (“L’Unione Sarda”, 14 febbraio 2014). Parole struggenti. Evidenziano un grande pathos ed una motivazione interiore che nasce dal profondo. Sono state pronunciate da un 75enne, già plurideputato e consigliere regionale, che ha deciso di non concedersi tregua. Unica piccola dissonanza: si è candidato con Forza Italia. Un vero ‘idealista’, uno con l’idea fissa della lista…



Fronte della Gioventù, una storia a lungo attesa (Marco Valle)

Gen 27th, 2014 | By

Un libro può diventare una trappola. Un mare procelloso e fascinoso. Se indugi un attimo in più del dovuto sulla battigia, vedi spiaggiarsi sulla scogliera della memoria manciate di ossi di seppia, ondate di “triste meraviglia, cocci aguzzi di bottiglie”. Resti di un naufragio. Un libro può assomigliare ad un oceano profondo e impietoso. Le onde riportano, a volta, spezzoni di vita vissuta che — come Guccini insegna — ti avvolgono come miele: la nostalgia è un sentimento ambiguo e pericoloso. Da evitare. Non sempre, però, riesci a sottrarti alla malia delle maree, al loro richiamo e, allora, ti attardi sul litorale dei ricordi, dove ritrovi resti di bandiere stracciate, polene marcite, vele strappate, pennoni spezzati. Malinconia mista a tenerezza e un po’ d’incazzatura. Un libro — centinaia di fogli, migliaia di righe, decine di capitoli — talvolta non ti risparmia nulla. Soprattutto se chi scrive ti ricorda l’affondamento del grande battello tricolore, un vascello un po’ vecchio e scassato, ma abbastanza dignitoso. All’improvviso dal gorgo riaffiorano carte, date, nomi. Volti. In lontananza scorgi nocchieri, nostromi, capitani, ammiragli che abbandonano il povero relitto incagliato sulla scogliera. I mozzi, no. Loro sono affogati mentre i marinai annaspano tra le onde, ma non importa. È il destino della “bassa forza”, quelli che faticano e sgobbano. Le scialuppe — poche, come quelle del Titanic — sono piene di gallonati comandanti, incapaci e impomatati come uno Schettino qualsiasi. Un tempo, affollavano la plancia e applaudivano il grand’ammiraglio — l’infallibile che ha fallito —; oggi tutti, compreso il navarca supremo, asciugano i loro panni sulla spiaggia e fissano l’orizzonte con occhi liquidi. Disorientati. E disoccupati.



Se i rami di destra avessero un solo tronco (Marcello Veneziani)

Feb 19th, 2013 | By

A dodici anni m’innamorai della fiamma tricolore. I comizi di Almirante, la passione politica, la storia proibita, l’amor patrio come scandalo da sbandierare. Poi venne Rauti e la speranza presto abortita di una rivoluzione culturale, sociale e nazionale. Seguì il disincanto, la critica al Msi, la cultura senza politica e la necessità di andare oltre, verso una nuova destra. Basta con la testimonianza e il rancore, meglio una destra che incide nel presente, dialoga e si apre al nuovo, vedi Craxi. Riviste, idee, proposte. È bello l’elogio dei vinti ma in politica si punta a vincere.



Una Fiamma accesa per ricordare…

Dic 26th, 2012 | By

Il 26 dicembre di 66 anni fa nacque un Movimento che rappresentò il punto d’incontro dell’azione di alcuni gruppi politici e di alcune riviste. Sin dalla prima riunione, venne fissata la linea politica in “Dieci punti programmatici”: in politica estera rivendicava l’unità, l’integrità, l’indipendenza nazionale, auspicando però la nascita di una unione europea su basi di parità e giustizia; in politica interna si chiedeva il ristabilimento dell’autorità dello Stato, la soppressione della legislazione eccezionale, il referendum nei riguardi della Costituzione e del Trattato di pace; sul piano economico-sociale si riconosceva la proprietà individuale, si affermava la giuridicità dei sindacati e si auspicava la partecipazione dei lavoratori alla gestione e agli utili dell’azienda.