Lettera aperta contro “Magazzino 18” (Vincenzo Maria De Luca)
Mar 18th, 2014 | By Faber
Consentitemi di essere una voce libera fuori dal coro.
Consentitemi di essere una voce libera fuori dal coro.
L’Italia sembra condannata a rimanere inchiodata per l’eternità a polemiche catacombali. Durante il suo viaggio in Israele il sindaco di Roma Alemanno si è rifiutato di considerare, in blocco, il fascismo “il male assoluto” condannando invece, senza se e senza ma, le leggi razziali. Apriticielo. Tutte le suorine di sinistra (oltre che la comunità ebraica), sono risorte, indignate. Veltroni ha affermato: «Non è possibile scindere le sue cose» e, non contento si è dimesso dal Museo della Shoah («Mi ferisce quel tentativo di esprimere un giudizio ‘doppio’ sul fascismo»). Un deputato Pd: «Difficile poter definire come “male assoluto” politico un’esperienza politica che per vent’anni ha soppresso le libertà». E così via. Prima di addentrarci in ragionamenti più complessi facciamo una riflessione semplice. Il fascismo negli anni Trenta ebbe un consenso quasi plebiscitario (“Gli anni del consenso” di Renzo De Felice). È ragionevole pensare che tutti i nostri nonni o padri (non parlo del mio che fece quindici anni di esilio per fuggire al fascismo, dico in generale) fossero tutti dei mascalzoni, dei seguaci del male assoluto, e quindi “male assoluto” essi stessi; mentre noi figli o nipoti saremmo tutti migliori di loro? Ma andiamo.