La dignità è merce rara. Il silenzio un pregio non comune. L’ingratitudine un male del secolo. In sintesi, ecco il percorso del ‘dominus’ di Alleanza nazionale. Lui, però, impavido ostenta le sue certezze e prosegue senza esitazioni. Non serve commentare, più semplice affidarsi alle sue parole, quelle con le quali cerca di spiegare la sua idea di PdL. Su “Il Giornale” del 1 aprile 2008, così Gianfranco Fini: «L’identità non può stare nei musei. Quell’idea di identità è romantica, ma parziale, può evocare, ma non guidare. L’identità non si può imbalsamare» oppure «Nel 2008 sono vent’anni dalla morte di Almirante. Se io penso a che cos’era allora il mondo… C’era ancora il muro di Berlino, l’Urss, il Pci, eravamo nel pieno dopoguerra… Da allora è cambiato tutto. Si può pensare di concepire oggi la politica come la concepiva Almirante? Io, che sono stato al suo fianco, so che oggi sarebbe proprio lui il primo a dirci: ragazzi, siete fuori dal tempo…».
Come negare a cotanto politico un’epigrafe presa in prestito dal poeta Giuseppe Giusti: «Buon per me, se la mia vita intera mi frutterà di meritare un sasso che porti scritto: non mutò bandiera»…

(Vignetta di Maramotti da “L’Unita”)

2 pensiero su “Dalle comiche alla farsa…”
  1. Francamente non ho nostalgia del MSI, anche perché la nostalgia presuppone il vissuto personale e per questioni anagrafiche non è il mio caso. Tuttavia ritengo che il MSI abbia occupato quella vetta che oggi risulta sguarnita: chi l’ha abbandonata e chi non riesce a occuparla. E il problema è questo, riuscire ad occupare quello spazio politico che oggi rischia di scomparire. Peggio, rischia di diventare uno dei tanti passati di un nuovo “percorso” (meglio definibile come “comitato elettorale d’affari”). Ma un passato abbandonato è un passato morto. Ha ragione il gollum quando dice che l’identità non può stare nei musei, ma queste sono le belle parole che nascondono il nulla. E’ la maschera sorridente di un volto grigio. Lui non è stato all’altezza di interpretare il cambiamento, ha semplicemente preferito adeguarsi al cambiamento. Ma noi cosa facciamo per interpretare il cambiamento? Siamo in grado di inseguire la sfida e di voler conquistare quella vetta? E sia chiaro che entrare nel pdl non è una sfida, ma una eutanasia.

    ilpuntozero.blogspot.com

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