Tra memoria negata, memoria ripudiata e memoria corta, lo schieramento destro della politica italiana ormai non conosce rivali. Il tempo passa ed i tentativi di dimenticare, di giustificare, di sminuire, addirittura di negare, crescono a dismisura. Allora, è utile che qualcuno si trasformi in dose massiccia di ‘memoril’ perché il tempo non cancelli le azioni ed i pensieri degli uomini politici con un semplicistico colpo di spugna. Appunto perciò SPIGOLI saluta con gioia la ‘trombatura’ di Gaetano Pecorella – fortemente voluto dal Cavaliere come giudice della Corte Costituzionale – e, ‘obtorto collo’, un sentito ringraziamento va ad Antonio Di Pietro ed agli ex ‘compagni’ dell’avvocato-parlamentare di Forza Italia.
Non tanto, o non solo, perché il suo percorso politico, prima di approdare alla ‘corte berlusconiana’, risulta alquanto originale. Nella Milano degli anni ’70, era un simpatizzante del Movimento studentesco, ha quindi lambito gli ambienti di Potere operaio, collaborando col servizio giuridico di Soccorso Rosso che prestava aiuto legale e finanziario ai ‘compagni vittime della repressione’, infine fu candidato alle regionali lombarde con Democrazia proletaria.
Chi era in quegli anni Pecorella lo raccontava il Corriere della Sera: «Assai vicino al Movimento studentesco, ne condivide le idee, firma manifesti e proteste, ma evita di issare cartelli e striscioni durante le manifestazioni di piazza… indossa la toga e difende quelli che nei cortei agitano i pugni chiusi. Ci sono gli avvocati di Soccorso rosso, di cui è punta avanzata Giuliano Spazzali e c’è il gruppo degli ‘avvocati democratici’: Pecorella detto ‘Nino’, Marco Janni, Luca Boneschi, Gigi Michele Mariani, Michele Pepe» (1).
Il sincero ringraziamento all’attuale opposizione parlamentare è motivato soprattutto da un episodio che risulta impossibile cancellare dalla memoria di chi ha vissuto o conosciuto l’antifascismo militante. Siamo nel 1987 al Tribunale di Milano, dopo ben 12 anni si svolge il processo agli assassini di Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù milanese ammazzato da militanti di Avanguardia operaia a colpi di chiave inglese ‘hazet 36’, proprio quella lunga ‘appena’ quaranta centimetri. Gaetano Pecorella è l’avvocato difensore di Saverio Ferrari, imputato – e condannato a 5 anni e 6 mesi – per un’aggressione collegata all’omicidio Ramelli, che aveva visto come co-protagonisti alcuni assassini di Sergio, ed aveva causato il grave ferimento di tre ragazzi: Fabio Ghilardi (due operazioni, coma, polmone d’acciaio, epilessia permanente), il 16enne Giovanni Maida (quattro fratture alla mandibola ed una alla spalla) e Bruno Carpi (doppio sfondamento della calotta cranica).
Durante l’arringa, il penalista – forte del suo passato politico ed ancora lontano dai banchi parlamentari azzurri – si lasciò andare appassionatamente, come raccontato dalla cronaca giudiziaria di una fonte insospettabile come “l’Unità”: «Quando i diritti fondamentali di una comunità non vengono realizzati, come la messa al bando del MSI, la comunità ha il diritto di riappropriarsi di quei diritti… Togliere agibilità politica e spazi di aggregazione ai fascisti non è un reato, ma la legittima applicazione di un principio costituzionale» (2).
Frase che un decennio dopo, Pecorella – folgorato sulla via di Arcore con la sua prima candidatura al Parlamento – ha negato, forse anche perché nel collegio uninominale erano necessari anche i voti degli elettori di Alleanza nazionale: «Una frase che sicuramente non ho mai detto. Primo perché non mi riconosco in quei concetti e in quei termini, secondo perché da avvocato, avrei reso un pessimo servizio al mio assistito» (3).
Eppure, Ignazio La Russa – in quel processo avvocato della famiglia Ramelli – appena due anni fa confermava: «Lui fu uno dei pochi che nell’arringa finale ribadì che uccidere un fascista era meno grave. Invece gli avvocati Giuliano Spazzali e Giuliano Pisapia misero da parte la militanza e fecero prevalere le loro capacità giuridiche» (4).
Chissà, se tra le decine di voti che questa mattina – nel segreto dell’urna – sono mancati a Pecorella ci saranno state anche le schede del Ministro della difesa e di tanti altri ex missini ed ex camerati di Sergio. Mi piace crederlo…

Faber

(Quadro: “La memoria” di Magritte)

1) Corriere della Sera, 22 giugno 1998
2) l’Unità, 6 maggio 1987

(articolo citato nel volume “Sergio Ramelli: una storia che fa ancora paura”
curato da Guido Giraudo – Sperling & Kupfer Editori)
3) Corriere della Sera, 3 giugno 1998
4) Magazine Corriere della Sera, 9 febbraio 2006

22 pensiero su “Il voto segreto rinforza la memoria?”
  1. Condivido la gioia per la “tombatura” del Pecorella spero sia definitiva e la prima di altre che con tutto il cuore mi auguro seguiranno, spero che ad essa abbiano partecipato gli ex missini anche se avrei preferito non si fossero avvalsi del voto segreto ma avessero espesso palesemente il loro rifiuto di questo individuo.
    Ancora e sempre in alto i cuori, il 28 ottobre si avvicina e molti ipocriti si preparano a festeggiare con spero non pochi sinceri. A noi e boia chi molla.

  2. Faber sei veramente grande. Hai saputo ripescare le INFAMI dichiarazioni di Pecorella in sede giudiziale. Tengo a precisare che anch’io sono un avvocato ma non mi sarei mai permesso di arrivare a dire una simile MOSTRUOSITA’. Di camerati grazie a Dio ne difendo tanti e ne sono fiero ma solo una bestia può giustificare un simile crimine ad un ragazzo di quell’età… e vogliamo forse dimenticarci quello che disse Tiziana Majolo? Io sono invece dell’idea che bisogna creare una rete di avvocati-camerati: SOCCORSO NERO. SI MA CAMERATI non come certi colleghi che si spacciano dei nostri e sparano delle parcelle indegne e si sono fatti i soldi e l’auto nuova sulla pelle dei camerati. Eja

  3. Ben detto “Faber”! E ben scritto.
    Ma allarghiamo pure il cerchio di una ipotetica rubrica “compagno dove sei?”.
    Fra i tanti folgorati sulla via di Arcore noi veneti non possiamo dimenticare l’attuale ineffabile ministro Renato Brunetta. Prima di diventare l’odierno fustigatore degli scostumati dipendenti pubblici che tutti conoscono che faceva il Nostro nel lontano 1976?
    Si occupava di giornalismo…..
    Il giovane dr. Brunetta infatti figura fra i collaboratori della patinata rivista settimanale NORDEST, allora espressione della corrente più “sinistra” del PSI veneto ma, in pratica, “colonizzata” da esponenti di Autonomia Operaia e distintasi in più occasioni per aver pubblicato le foto, nomi e cognomi, di giovani esponenti del FdG e del Fuan indicandoli – di fatto – come possibili bersagli per la violenza dell’ultrasinistra. Cosa peraltro puntualmente avvenuta successivamente in più occasioni. Come vedete Pecorella…… è in buona compagnia.

  4. A Cosenza stiamo per prenderci Giacomo Mancini Junior nel PDL. E menomale che non c’e’ toccato Daniele Capezzone commissario regionale! Pero’ nella mia provincia vanno forte i fratelli Pino Gentile (socialista originario, manciniano, oggi consigliere regionale Forza Italia) e Antonio Gentile (di origini socialiste, oggi senatore PDL). Il primo fu grande animatore dei cortei antifasciti di fine anni ’70!
    La pazienza ha un limite…
    http://www.circolorealarico.it

  5. Grazie Faber.
    Nella mia ignoranza di alcuni fatti italiani, non avevo collegato che i due Pecorella in realtà sono uno e soltanto uno. In fondo mi hai dato una buona notizia: c’è un “bastardo dentro” in meno del previsto, magari di caratura doppia, ma è uno solo!

  6. «Quando i diritti fondamentali di una comunità non vengono realizzati, come la messa al bando del MSI, la comunità ha il diritto di riappropriarsi di quei diritti… Togliere agibilità politica e spazi di aggregazione ai fascisti non è un reato, ma la legittima applicazione di un principio costituzionale»

    …sono sempre loro. Si riciclano, cambiano posizioni e opinioni. Anche io, come te, saluto con gioia la sua “trombatura”. Anche io, come tutti noi, rivolgo in questo momento il mio pensiero a Sergio, alla sua terribile vicenda. Chi ha difeso i suoi assassini continuando a mentire e tacere la verità, altro non è che loro complice.
    Riguardo i voti “mancanti”…sono scettico. Anche io mi augurerei una scelta d’onore da parte degli ex missini… ma forse è chiedere troppo… non tutti hanno colonna vertebrale ben salda… e gli ordini sono ordini…
    comunque sia,
    ONORE A SERGIO RAMELLI

    un abbraccio cameratesco

    http://radiciprofonde.blogspot.com

  7. Grazie Faber ! Anche il tuo cuore è tra quelli che non dimenticano……….. Siamo poi così pochi oppure i più si vergognano di uscire dal conformismo più squallido ?
    Allora mi torna in mente la ricorrente citazione di Beppe Niccolai quando rammentava che il Guicciardini scrisse che “…….Fiorenza perì perchè i Pazzi erano pochi e i più erano savi…”

    Ciao: Cesare

  8. mi domando perché gli ex missini, ex frontini ed ex tutto, in particolare quelli presenti in consiglio dei ministri, non abbiano tirato fuori le palle in maniera ufficiale che so, con qualche bello e coraggioso comuncato stampa, invece di nascondersi come gollum dietro il voto segreto. comunque grazie faber, splendido pezzo. giuseppe pezzotti

  9. caro giuseppe pezzotti (post 11)…stiamo parlando di gente che ha rinnegato anni di militanza politica per una poltrona, gente che ha cestinato senza alcun rimorso valori, ideali e tradizioni per aggregarsi al carrozzone della politica spettacolarizzata made in Arcore.
    Stiamo parlando di gente come Fini, che per posare le sue nobili chiappe sulla poltrona della presidenza della camera, si sente in diritto di riscrivere capitoli e capitoli di storia, ponendo l’antifascismo come valore di libertà e democrazia. Di fronte a quanto detto, sorgono tanti dubbi. Ma come…non erano loro i camerati dei vari Ramelli, Mantakas, Di Nella, Zini, Venturini……non erano loro i camerati dei caduti di Acca Larenzia? …qualcosa non torna! E’ segno dei tempi!
    Da loro non puoi aspettarti prese di posizione nette, chiare e definitive. Da loro non puoi aspettarti un sussulto d’orgoglio. La pena sarebbe l’esclusione dalla tavola imbandita con conseguente rimbrotto da parte di Fini (…ricordi cosa accadde quando La Russa “osò” ricordare i caduti della RSI?).
    Da certa gente non ci si può aspettare tanto…di fronte a tutti loro, si alza ancora più forte il nostro grido: ANCHE SE TUTTI, NOI NO!

    ti abbraccio cameratescamente,
    Gianfranco

    http://radiciprofonde.blogspot.com

  10. sei un illuso se pensi che qualche vecchio missino, già aennino e prossimo pidiellino, possa avere la dignità, il coraggio e la consapevolezza della “MEMORIA”.
    boia chi molla

  11. Cavoli che analisi! Mi piace la tua coscienza politica, attiva e partecipe!
    Quoto oliviero: meglio un giorno da leone che cento anni da pecorella!! =)
    Grazie per esser passato dal mio blog! Torna a trovarmi! 😉
    Bel blog il tuo, “spigoloso” al punto giusto!

  12. Vedremo come andrà a finire, io non sono proprio sicuro che la candidatura Pecorella sia tramontata, dall’altra parte c’e’ Violante che aspetta… ho paura che trovi parecchie colombe, ora i falchi tiratori torneranno agli ordini…

  13. Farebbe piacere anche a me crederlo, ma non Ti illudere… caro Faber! Gli ex Alleanza Nazionale hanno già fatto la loro scelta : quella della poltrona! e dopo aver venduto la memoria dei propri padri politici e non (anche quella di Giorgio Almirante) non ci pensano neanche al povero Ramelli. Stai pur certo che se Ignazio La Russa ha votato contro l’elezione di Pecorella l’ha fatto per motivi di cassetta (non gli avranno offerto abbastanza) e non sicuramente per una memoria ed identità che ormai non ha più.
    In passato erano certi Democristiani che, mentre noi prendevamo le botte e venivamo ghettizzati da loro stessi e loro stavano comodamente seduti su poltrone di potere, si giustificavano con noi dicendoci che in fondo erano sempre stati di Destra anche loro e che erano lì era per il bene della Destra. Erano quelli che più disprezzavo!! ora sono quelli di Alleanza Nazionale che vogliono giustificare il loro tradimento.
    Se sei di Destra devi combattere a Destra e per la Destra.
    Io non mi sono mai tappato il naso e non ho mai votato D.C. ho sempre votato così come me lo chiedeva Almirante, e così continuerò a fare.
    Granpasso56

  14. Si, ricordavo il nome di Pecorella per averne letto “le gesta” e la famosa frase detta in tribunale, in Cuori Neri o nel libro dedicato a Sergio Ramelli, non ricordo bene, ma non pensavo fosse lo stesso… che vergogna! E vabbè che il passato è passato, ma pur sforzandomi di comprenderne le ragioni non credo che nella mia vita io possa arrivare a rinnegare completamente il mio passato se consapevolmente determinato. Lo stanno facendo in tanti ora (a capo di tutti il presid. onorevolssimo Gianfranco Fini-to) e non riesco ad abituarmi ancora a questo… sarò io ad essere sbagliata?! Anch’io rinnego il mio passato… ma ne rinnego l’ignoranza! L’ho conosciuto da poco il MSI, dopo che si era già estinto. E l’ho amato e rimpianto talmente tanto… ho avuto davvero un passato politicamente insignificante… votavo DC e pensavo che era la destra italiana. 🙁 Sono anticomunista dalla nascita ma come tanti giovani invertebrati non conoscevo bene il quadro politico italiano, non conoscevo la storia moderna ma neanche mi ero mai informata bene sul fascismo e sul dopoguerra. Ho vissuto con la testa tra le nuvole e quando mi sono incuriosita ed ho letto libri sul fascismo, sul post fascismo sul Movimento Sociale, su e di Giorgio Almirante, era ormai già arrivato “il mostro” aennino che aveva divorato quella favolosa storia di eroi. Mi sono avvicinata ad AN, ho conosciuto tanta gente, tanti “camerati” ed ero così orgogliosa di farne parte. Mi sono accorta subito che c’era qualcosa che non andava, parecchi che si dicevano stanchi del passato, molti che guardavano ad una destra moderna… non li capivo, pensavo a quale grande erdità si portavano dietro e credevo che nel momento della scelta avrebbero fatto prevalere il cuore, i valori, la memoria. Invece no, quale delusione: tutti allineati, tutti (o quasi) dimentichi del passato. Sono uscita di corsa da quel partito che stava per essere a sua volta divorato da un altro mostro ancora più terribile del primo. E sono qua sola a sentirmi orgogliosamente più camerata di tanti che avrebbero molto più diritto di me ad esserlo (per questioni di militanza) ma che per loro scelta non lo sono più. Meno male che esistete voi. Serve a sentirsi meno soli. In alto i cuori!

  15. Grazie Faber, ottimo articolo. C’e’ veramente da rallegrarsi per la mancata elezione di Pecorella. Anche a me piace credere che la coscienza di qualche ex-camerata ex-missino si sia risvegliata improvvisamente dal letargo. Saluti

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