E’ una festa che non sembra terminare. Con Alemanno sindaco di Roma si è completato un ciclo di successi elettorali coi quali il Popolo delle libertà ha cancellato, almeno per cinque anni, la sinistra dal Governo nazionale e dalla Capitale d’Italia. Il successo romano non è stato solo il culmine di una battaglia elettorale, in questo caso amministrativa, ma anche un emblematico segnale di vita. Sarebbe un colpevole errore se la comunità politica schierata a destra non lo valutasse appieno. Se non accadrà qualcosa di imprevisto, ancora una volta nella storia della destra italiana accade un fatto strano. Infatti, dopo una positiva prova elettorale – che attesta come negli italiani non alloggia alcuna ‘pregiudiziale antifascista’ (questa volta sono falliti anche i disperati richiami della comunità ebraica) e di come la classe dirigente formatasi nel Movimento Sociale Italiano a partire dagli anni ’70, ma soprattutto nel Fronte della Gioventù e nel Fuan, sia in grado di raccogliere il consenso per governare e guidare il rinnovamento della Nazione – i vertici del partito preparano una svolta di annacquamento identitario.
Era successo nel 1993, quando – sempre a Roma – Gianfranco Fini candidato sotto le insegne del Msi (non esisteva alternativa neanche nei sogni dei missini più tiepidi…) arrivò ad un passo dal battere Rutelli nel ballottaggio delle Comunali. Ma, nonostante il positivo risultato, nel 1994 venne ideato e deciso lo scioglimento del Msi e la sua confluenza in un nuovo partito: Alleanza Nazionale, nata con il congresso di Fiuggi nel gennaio 1995. Ed iniziò un’altra storia.
Oggi, nel 2008, Gianni Alemanno riesce addirittura ad aggiudicarsi il ballottaggio contro Rutelli, ma è già in programma un congresso di An (addirittura il primo dopo quello di Fiuggi, cioè dopo ben 13 anni!!!) per decretare il suo scioglimento e la confluenza in un nuovo partito: il Popolo delle libertà. E sarà un’altra storia.
Una coincidenza? Forse… Comunque, per l’ennesima volta si tratta di un disegno strategico scritto a tavolino, sulla pelle ed alle spalle di tanti dirigenti e militanti sparsi sul territorio e mai consultati.
Ora, proprio il vincitore dell’impossibile sfida romana appare come l’unica possibile salvezza per chi ancora non considera ineluttabile il progetto di partito unico. Un’idea di contenitore all’interno del quale mischiare impropriamente uomini, culture, storie e simboli, invece che una federazione di partiti, di un cartello elettorale o di qualche altra diavoleria che i geni della politica nostrana potrebbero inventare.
Il valore aggiunto di questo successo romano, molto più alemanniano di quel che appare, e la contemporanea ‘ritirata’ di Fini su uno scranno istituzionale ‘super partes’, con conseguente promessa di cedere lo scettro di An (lui confida per pochi mesi…), creano una condizione inedita: la possibilità che l’ex leader della Destra sociale (il neo sindaco di Roma la creò con Francesco Storace proprio in funzione antifiniana) decida di impadronirsi dei gangli vitali del partito e rimetta in discussione l’adesione ‘sic et simpliciter’ alla creatura berlusconiana. Nient’altro che un suo vecchio sogno, mai neanche accennato.
Chi ha vissuto al suo fianco tanti anni di dirigenza giovanile non lo ha dimenticato protagonista di tante battaglie difficili, al limite dell’impossibile: prima nel Msi con Pino Rauti protagonista dello sfondamento a sinistra, deciso nemico della definizione di destra avendo abbracciato la teoria del posizionamento ‘al di là della destra e della sinistra’, poi in An quando scelse la sua collocazione interna creando la corrente identitaria della Destra sociale, quindi in anni recenti, agli albori del dibattito sul partito unico, quando sosteneva che An dovesse rifondarsi profondamente «non per perdere la propria identità, ma per perdere ogni subalternità nel centrodestra» (1) e dubbioso sulla svolta: «non si può partire dal partito unico e archiviare tutto il resto» (2) Fino alla tempestiva risposta all’annuncio finiano: «Qualsiasi ulteriore passaggio organizzativo, dovrà essere verificato e sancito attraverso un congresso nazionale» (3)
Una buona occasione per i tanti aennini o ex-missini (per chi non crede che esista una sacca di resistenza, suggerisco un viaggio tra blog e siti di area, in particolare quelli di Azione giovani) che nonostante l’impegno pro-Pdl in campagna elettorale hanno ancora più di un dubbio. Determinate ciò che in An finora è stato una chimera, quel dibattito interno nel quale far sentire la vostra voce, il vostro dissenso, affermare i vostri dubbi, ribellarsi all’idea che uno decida per tutti. Solo dopo si potrà, con maggiore coscienza e consapevolezza, fare una scelta.
Per creare qualche segnale di vita, non è mai troppo tardi…

Faber

1) La Repubblica, 14 luglio 2006
2) Il Tempo, 20 luglio 2006
3) Ottoemezzo/La 7, 9 febbraio 2008

25 pensiero su “Segnali di vita”
  1. Il duo Rutelli/Veltroni mi ha profondamente deluso. Sono incuriosito, senza pregiudizi, da cosa riuscirà a fare Alemanno nel migliorare la qualità della vita dei cittadini.
    Per fare questo bisogna concentrarsi soprattutto su sicurezza e trasporti.
    Le festicciole sono per chi abita a via Condotti.

  2. Purtroppo constato ogni giorno di più che i confluiti (gli ex-An) sono geneticamente modificati. Hanno perso la motivazione del loro impegno politico confondendo fine e strumento. Lo feci anchio in passato. Poi “…ti svegli una mattina e ti chiedi ….”
    Tutto cambia. Anche il DNA

  3. Bisogno avere il prosciutto sugli occhi per fare simili considerazioni.
    La creatura di Berlusconi è stata premiata dagli italiani come mai era accaduto prima.
    La scelta di Fini è stata premiata dagli italiani, sopratutto quelli di destra, come mai era accaduto prima.
    E’ tanto per cominciare insensato vedere nella vittoria di Alemanno la vittoria della destra e basta. E’ la vittoria di una destra che ha scelto di diro “no” in modo concreto e chiaro alle nostalgie, che ha compiuto un processi di modernizzazione che l’ha resa una destra europea, e che alla fine ha sceltà di aderire al mega partito Berlusconiano.
    Gli elettori di destra hanno premiato tutto questo e lo hanno fatto con il loro voto.
    Mi pare quantomeno insensato parlare contro quelle scelte rivendicando non si sa bene cosa.
    Se Fini non avesse fatto quelle scelte oggi, molto probabilmente, Alemanno non sarebbe sindaco e, sempre molto probabilmente, le riserve sulla destra italiana sarebbero ancora tutte da sciogliere.
    Bisogna essere onesti ed esserlo fino in fondo: aveva ragione lui. Mettetevi l’anima in pace e cercate di chiudere gli attacchi e le polemiche (che ora come ora fanno veramente ridere) e cercate di imparare dalla lezione che, non Fini, non Berlusconi, non Bossi, ma GLI ITALIANI hanno dato alla destra italiana.

  4. Condivido totalmente l’opinione di Faber. Anzi più che opinione personale è quella della stragrande maggioranza. Il giorno stesso che un amico di FI mi diceva della dichiarazione di SB, scrissi una lettera ad amici, simpatizzanti e dirigenti di partito del nostro territorio.
    Nei giorni successivi, quelli che a mio parere vedevano l’operazione come l’opportunità di poltrone erano “entusiasti” (!!!), quelli che militavano ogni giorno (e non a alternativa elettorale) condividevano. Risultato: un dirigente (non piccolo) scrisse una lettera (a pioggia) parlando di “personalismi” (???), il circolo locale si svuotò (e non solo dei giovani) alla riunione successiva.
    Lo ripeto e dico in coro con Faber e migliaia di Italiani: Uniti SI, fusi NO! E noi, NON MOLLIAMO!

    jlm (alias dv
    donvitolibre.blogspot.com

  5. “… è già in programma un congresso di An (addirittura il primo dopo quello di Fiuggi, cioè dopo ben 13 anni!!!”
    Perchè nessuno sembra ricordarsi il Congresso di Bologna ?

  6. Non posso che trovarmi d’accordo, in tutto e per tutto, con quanto scritto da faber. Senza dubbio la confluenza nel PDL ha “sdoganato” in una certa misura AN, fornendole un aspetto meno “estremista”. In sostanza, poco è cambiato: le persone sono le stesse, ma l’aspetto del gruppo è più “people friendly”. Ma che prezzo? inutile fare dietrologie, se la “diluizione” nel PDL non piace ai militanti veri, quelli che da anni si sbattono per fare funzionare l’organizzazione, un motivo c’è. Non si tratta del simbolo, come molti vogliono far credere, ma di senza di appartenenza: semplicemente molti non si sentono parte di questa nuova “cosa”, non si riconoscono più nei suoi valori.
    In quanto allo “smettere con gli attacchi” io rispondo: perchè? Perchè il Padron Silvio dice di stare buoni? Solo perchè il gregge dice “NON E? BEEEEENE”??? all’interni di ogni gruppo ci possono (e devono) essere idee differenti, che piaccia o meno a quelli di FI.
    Detto questo, sinceramente non mi importa se si chiamerà PDL, AN O altro, purchè faccia bene al paese.
    Al momento, non credo che a livello nazionale una fusione sia il meglio per il paese, tutto qui.
    A livello locale faccio i miei migliori auguri ad Alemanno, perchè dimostri, come ha sempre fatto sinora, cosa significhi avere lo spirito (e le palle), rappresentando tutti noi veri militanti di AN.

  7. Un commento forse scettico ma realista: i globalisti di Bruxelles lasceranno ad Alemanno abbastanza spazio per i cambiamenti che vorrebbe realizzare?
    Per esempio, tutti i paesi che hanno cercato di inasprire le loro leggi contro l’illegalita’ dei Romi sono stati puniti o minacciati di non aver alcun contributo dal Fondo Monetario Europeo: credete che in Italia sara’ diverso?
    Premesso che ho una grandissima stima per Alemanno, tuttavia ho paura che dovra’ fare i conti con un meccanismo molto grande e distruttivo. Coraggio, Sindaco!

  8. Brava Vanda. E’ proprio cosi. Alemanno è un signore e per di più è persona preparata. Anche se oggi accede alla poltrona di Sindaco di Roma, ha ben altro da dire che i soliti (non servono nomi, sappiamo tutti chi spinge per “andare con FI”).
    Personalmente ho rifiutato le “avance” de “La Destra” perche ho già detto che le battaglie le si fanno dentro e non andando a creare nuovi partiti. Per altro non gradisco ogni accento xenofobo o tentativi di scimmiottare la bassa lega con razzismi da manicomio.
    La vera battaglia è nelle mani dell’attuale governo e di tutti i sindaci che portano valori di società, correttezza, sicurezza, lavoro (vero!), di buon costume ed intelligenza. Il che allo stato è compito arduo.
    La vera gente di “destra” non vuole “bruciare” o buttare a mare Rom, immigrati o chiunque non abbia la pelle bianca e frequenti unicamente le chiese. La Destra è ben altro, i suoi valori risiedono principalmente della correttezza e l’interesse generale. Prima con il fare rispettare a TUTTI, Mafiosi, Delinquenti, politici e affaristi concusi e corotti le leggi dello sstato italiano e della ue. Per la UE, poi c’è da batagliare forte (è un nido di socialdemocratici, figli delle perversioni del vero socialismo). Cose dimenticate da lustri in Italia. Berlusconi non è “la soluzione” semmai una transizione. Ma facciamo in fretta prima che i Veltroni provino un altro escamotage, o peggio che gli opportunisti annidati in FI (e pure in AN) mettano le mani su quel che resta dell’Italia.
    dv
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  9. Caro faber,credo che vada superata la cultura delle identità e delle specificità per un partito come AN che ormai ha dimensioni e visibilità nazionali ed internazionali.Bisogna avere coraggio nelle scelte di cambiamento e di distacco dai vecchi modelli dei partiti tradizionali e credo che Fini l’abbia avuta.
    Ciao, Clem

  10. un tempo io pensavo che il msi e an dopo fossero dei partiti, coi quali ero agli antipodi, avessero una storia e un’identità, partiti veri insomma, e con ideali propri.
    Poi è arrivato Berlusconi e tutto quanto faceva parte di una tradizione che forse avrebbe portato alla nascita di una destra europea e liberale, finì in un calderone informe dove prevaleva, la voglia di potere.
    Adesso sì vincete le elezioni, ma avete perso molto del vostro bagaglio identitario. E avete aiutato l’Italia a finire nel marasma nel quale ci troviamo.
    cmq in bocca al lupo. Ora non ci sono scusanti, se l’Italia fallisce ancora la colpa non sarà finalmente nè dei “comunisti”, nè di prodi
    🙂

  11. Spiace Mariad…
    conosciamo molto bene la “tesi” o meglio l’iter che tu ennunci. E’ tipico di un certo fare della sinistra: ” Avevate degli ideali, Almirante un gentiluomo, battaglie vere, Berlinguer vi rispettava, battagliee con Alimrante…. , …”.
    Vediamo di aggiornarti: non abbiamo problemi in AN, non abbiamo democristiani e “democratici” in cerca di inciucci. Abbiamo SOLO la volontà discutere forte, forte, se dobbiamo farci valere all’interno di un grande partito denominato “di centro-destra” (sempre per le etichette) oppure se rimanere autonomi per dare maggior rilievo alle proposte. Semplice.
    Poi quando parli di casini in Italia, dovresti sapere che lo stato generale di un paese è frutto del suo passato ed evidenziato da situazioni economiche contigenti. In soldoni: anni di nullo-stato (al quale MSI e AN non hanno partecipato!), anni di mangiatoie et clientes DC/PC/PS (MSI AN sempre fuori!) e la sciagura dei governi DS, DS Rosa, DS, bianchi, DS rosa, DS rossi (insomma di comunisti e democristiani di sinistra – detti catocomunisti) hanno puntualmente evidenziato le tare del “sistema” italia e dato il “bacio” mortale.
    Il vero e unico augurio che dobbiamo fare al presente governo è quello di spedire a lavorare più della metà dei “pubblici e asssimilati”, mandare i deelinquenti in orbita, e invitare con le buone o le cattive Industriali e Sindacati a fare il loro “mestiere”. In breve: produrre bene e senza “fregare” lo stato (ciurlare nel manico, hai presente) e per i sindacati, andare a difendere i lavoratori e leggi del lavoro, e non ha passare il tempo a difendere i privilegi di pochi o peggio di dedicarsi alla “visibilità”.
    Quindi siamo felici ed entusiasti che Fini sia Presidente della Camera, ci piace che Berlusconi sia al governo. Siamo al settimo cielo per Alemanno. Ho reso l’idea ?!
    /dv
    donvitolibre.blogspot.com

  12. Penso che la provocazione sia invece una proposta da prendere in seria considerazione. Gianni Alemanno ha la statura, la preparazione, il bagaglio ideale per fare il leader di AN ed evitare la deriva-partito unico che pare aver investito tutti. Non ce l’ha prescritto il medico di finire dentr questo aggregato informe, si può restare orgogliosamente di destra all’interno di una coalizione, continuando a lavorare fianco a fianco con gli alleati. Roma dimostra come la Destra oramai non abbia più bisogno di nascondersi e vergognarsi di sè stessa e sia capace di catturare fasce d’elettorato nuove. Crediamoci.

  13. Questo terribile fatto di Verona e’ la palla al balzo presa immediatamente dalla sinistra per demonizzare la destra, che si e’finalmente stabilita nell’organico del governo.
    Una strumentalizzazione inammissibile!
    Questi fenomeni di violenza sono scaturiti soprattutto dai terribili modelli proposti dai media.
    Basta pensare al lontano 1971 il film “Arancia Meccanica” pellicola che ha contribuito ad “ispirare” molti giovani di allora. Ricordiamo il massacro del Circeo del 1975.
    Da allora questo tipo di messaggi sono diventati sempre più cruenti, frequenti ed addirittura parte della nostra societa’.
    I grandi successi di botteghino rivelano il morboso interesse per gli argomenti che ispirano violenza: “Natural Born Killers” (Assassini nati, 1994); “Hannibal”; “American Psicho” eccetera fino al recente “Departed” Il Bene ed il Male.
    Il consumismo sfrenato vende piaceri e morte e noi TUTTI siamo caduti nella trappola e questi sono i risultati!
    Ai tempi dei miei genitori tanta violenza era inaudita!
    Facciamoci un bell’esame di coscienza: questi ragazzi non appartengono ne’ alla destra, ne’ alla sinistra: sono i figli del nostro lassismo, edonismo ed egoismo!
    Abbiamo davvero toccato il fondo!
    La mia domanda e’: dove dovremo arrivare prima di capire che e’ ora di “tirare i remi in barca” e ristabilire prima di tutto l’etica all’interno della famiglia e l’ordine civico, in concordanza con un codice morale, nella società?
    Giammai almeno finché i gruppi d’interesse privato continueranno a rastrellare soldi attraverso sesso, droga e violenza!

  14. donvito non ne dubitavo, figurati se penso che abbiate qlche rimorso.
    Ma tutte le cose che elenchi non credo proprio che berlusconi voglia realizzarle, nè credo che i politici che si stanno insediando a palazzo Chigi abbiano lo spessore per governare meglio del presidente Prodi e dei suoi ministri. Inoltre la lega nord è agli antipodi con il vostro modo di pensare e non puoi negare che lo stare con loro al Governo del paese è perlomeno imbarazzante.
    Non meno di come lo era per noi lo stare con mastella o dini. E che con loro non potrete fare nemmeno una delle cose che pensate, nonostante abbiate una maggioranza schiacciante.
    Inoltre berlusconi è davvero la quintessenza del malaffare, colluso con la mafia, un venditore di fumo…
    insomma, per il potere vi siete bevuti la tradizione e l’Italia, allenandovi col peggio del peggio.
    un sincero ringraziamento
    ciao

  15. Vanda, Brava!
    Sono davvero felice di vedere tanto buonsenso, reitero i miei migliori auguri all’autore di questo blog.
    Vanda quello che dici è sacrosanto. Troppe cose che ci circondano sono futili, volgari e “sporche”.
    Ero adolescente durante il ’68 a Parigi, ma ti garantisco che capivo solo gendarmi contro “manifestanti”, poi trasferitomi in Inghilterra, poi in Germania ho cominciato a “apprezzare” quello che significava “fare ognuno i cavolacci che voi”, roba da manicomio, siringe, joint e acidi a tutto spiano e musica frangi-cardio. Passavo attraverso guardando con commiserazione i poveracci (inc. i fighetti che si stavano auto-trucidando e rincretinendo a mille).
    Oggi, non è solo la droga. Vi è di peggio: il cretinismo rampante, l’egoismo brado, il voyeurismo come modello di vita!
    In questo, ho la mia principale critica e motivo il mio distinguermi dagli sbraitanti di FI. Se il padrone è davvero un uomo di valori, diciamo al 100%, dica un po ai suoi redattori e autori di cambiare registro e di tentare di rendere gli italiani meno cretini. Oppure business comes first?
    Poi… quando avrà messo a posto questo. Provi a diffondere nelle scole il “culto” del civismo.
    Quando avrà terminato, sarò di FI o del PDL, per ora faccio guerriglia in AN! (tipo il Che, fumando sigari, a mo’ di subcomandante).
    /dv
    donvitolibre.blogspot.com

  16. Donvitolibre, dietro questo “teatrino” di marionette in realta’ ci sono i grandi gruppi di potere come Goldman Sachs che tra i suoi collaboratori ha Prodi (sinistra) e Letta (destra). Come vedi il governo italiano se lo sono comperato TUTTO!
    Sono loro che governano l’Italia, non questi cialtroni che abbiamo al potere! Speriamo che Alemanno si riveli diverso…

  17. Cara Vanda, perfetta nell’archetipo del “difensore” dei rappresentanti della finanza, grande industria, sindacati, sessantottini in pubblica amministrazione e istruzione. Non te ne faccio colpa, ma pensaci un attimino.
    Voglio citarti le bellissime parole, che non celano sentimenti strumentali, di Mariad in questi commenti :
    —–
    quote
    … La mia domanda e’: dove dovremo arrivare prima di capire che e’ ora di “tirare i remi in barca” e ristabilire prima di tutto l’etica all’interno della famiglia e l’ordine civico, in concordanza con un codice morale, nella società? …
    —–
    unquote
    Ecco cosa anima le persone vere. In quelle parole vi è il “credo” delle persone che non hanno abbandonato ad altri la propria linea di vita. Persone che esprimono senso civico e dignità. Questo è quanto si possa ricondurre alla “destra”. Non è un esclusiva, ma il tasso è alto!
    Per la Lega non preoccuparti, molte delle sue battaglie sono le nostre. In primis la sicurezza. Per il federalismo fiscale, come molti “destroidi” o meglio, con il buon senso del “buon padre” di famiglia, non è un male che ognuno impari a gestire il proprio territorio senza contare su altri per pagare il conto delle proprie inadempienze. Vedrai che dandoci un taglio, mafia e altre robette del genere avranno meno polpa e terreno fertile. Mica sono scemi a Sud. Una mano la possiamo dare: mandare l’esercito a stanare i malavitosi (ho però un dubbio su quest’ultima, vedo già insorgere i bravi dei diritti umani conditi gay conditi arcobaleno conditi tav…) Ci siamo capiti. Non lo diceva qualcuno su questo blog che se tocchiamo i Rom, Bruxelles ci fulmina!
    Lo può o vuol fare Berlusconi? non credo, da solo nessuno riuscirebbe in qualsiasi paese al mondo. In Italia, figurati! Ci vuole volontà e consenso di tutti. Quindi chiediamo ai signori di sinistra, sempre pronti a “fregare” il lavoratore, pardon, a difendere i diritti dei garantiti, di dare una mano a Fini e Bossi. Magari cominciando col dire ai megafonisti sbandieratori di stare buoni o di offrirsi volontari in casa propria, piuttosto che fare i “reporters” a spese dello stato italiano in Iraq o qualche posto di alta visibilità mediatica, poi di sputare su chi ti paga il biglietto di ritorno in “prime minister class”. Proviamo con Corleone !

  18. ERRATA CORRIGE… avevate capito MARIAD, non VANDA.
    Solo per coerenza per chi legge.
    Come si suol dire: niente di personale MARIAD, capisci sono certo che ho tanta voglia di un Italia “popolata” da persone come Vanda. Tutto li. Non vogliamo “distruggere” la sinistra (ci pensa da sola, l’Italia conferma). Chiediamo semplicemente di toglierci di dosso ideologie e fare distruttori. Semplice? Yes, we can try!

  19. Mi dispiace deluderti, caro donvito, ma per ragioni di lavoro io ho lasciato l’Italia nel 1984. Ho vissuto negli USA fino al 2006 e da allora vivo al sud della Francia (sempre per ragioni di lavoro).
    Desidererei tornare a vivere in Italia, ma durante le mie visite mi sono resa conto che soprattutto Roma, la citta’ che ha dato i natali a diverse generazioni della mia famiglia me inclusa, a perso tutta la sua romanita’ ed e’ un luogo dove non mi ci riconosco piu’.
    Che tristezza!

  20. Beh, certo. Facciamo tanta fatica a trovare persone che hanno “contenuti”.
    Spiego qua velocemente la mia rabbia di vedere l’Italia in questa situazione. Inanzi tutto… non sono italiano, almeno per il ministero dell’Interno, ma per il sangue e buona parte cultura ho sempre rivendicato l’italianità dei miei avi… e di mia madre Romana (ma di padre lituano, capita!). Francese, cresciuto a Londra e Amburgo.
    L”Italia che conoscevo era quella delle ferie, qua e la. Tutta roba da piccoli borghesi, tranquilli, ma con le orecchie spalancate e gli occhi aperti (mentre qualcuno preparava le fette di mortadella).
    Poi un giorno divento un immigrato: vengo a lavorare per una nota (fulminata dai compagni e finanzieri) azienda italiana. Giro il mondo ancora una volta, ma vedo un paese che pian piano si sfalda. Tutti gli ingredienti c’erano quando ero adolescente (anni 60/70), qualcuno ha dato un bel colpo di acceleratore negli anni 80 (non solo Craxi, anzi, non ricordo lui ma altri, magari il “middle management”).
    Quindi per rimanere nel semplice, mi ammazzo a ripeterlo da quando venivo in ferie: senza stato (e senso dello stato) nessuna comunità può attraversare indenne le crisi. Le comunità forti (gli stati allo … stato attuale) sono quelle dove le crisi possono minare il corpo, ma la spina dorsale rimane dritta, il che aiuta ad avanzare. Il Italia c’è solo l’individuo (purtroppo non tutti), quindi trascina come può il corpo, qualcuno magari ne approfitta e lucra sul trasporto invalidi o inventa qualche distrazione pialla neuroni).
    Ecco, l’Italia, diciamo da qualche decennio (non metto date ma tutti capiscono). Ha prostituito il suo stato nascente, lo ha prosciugato, dirottato, incancrenito. Insomma lo ha distrutto. Non è solo roba del IRIsorio con dizione tentennante, lui è solo l’espressione di una classe dirigente incapace con un unica cultura: tasse x posti di lavoro. Industriali e finanzieri allo stato brado.
    L’ulteriore colpa (grave) del ciclista è quella di avere voluto scimmiottare le aggregazioni industriali e finanziari dei vicini. Si… pero con i soldi degli Italiani, che detto en passant, si erano dimenticati da un bel po’ di pagare le tasse. Per un paese di artigiani, piccoli imprenditori e commercianti, e … lavoratori con doppio job (il primo per la cartolina e la sicurezza, il secondo per il matrimonio della figlia), il risultato è : OGGI. Altro che Euro (quello è la scusa per chi di economia se ne intende come il sottoscritto di pizzo veneziano; l’ho già visto ma faccio nodi).
    Lo so, è un po’ lapidario, ma dovrebbe rendere l’idea.
    Ti augguro un buon proseguimento, e se capiti in qualchhe forum, blog e altro, aiutaci come hai fatto splendidamente a proporre un modello di società sana.

  21. ottimo Faber.come sempre.
    aggiungo che la creazione del dibattito deve coinvolgere tanti nuovi giovani, ragazzi e ragazze che solo ora vogliono fare un’esperienza politica. preparasi per aree tematiche. dibattere sulla “forma partito” che si vorrà dare al PdL.
    momentaneamente credo che per ora i partiti non possono più assurgere a ruolo di trascinatori della società, ma solo uno strumento completo per quanto possibile per incanalare tutti i desideri e le aspettative. a meno che non si scopra una nuova classe dirigente veloce come la rete, dinamica come la parte più produttiva, innovatrice e “curiosa” verso il domani senza la paura di perdere radici e tradizioni.

    un caro saluto e a presto, GB

  22. Alla luce dell’episodio di ieri («Alemanno, che ha firmato questa mattina la petizione popolare contro la proposta di legge per l’equiparazione tra repubblichini di Salò e partigiani…» – La Repubblica online, 25 aprile 2009), dichiaro il mio pentimento per aver confidato nei SEGNALI di VITA del neosindaco… E’ risaputo che chi vive sperando…

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