Posts Tagged ‘ Destra.it ’

Il faut savoir quitter la table, Gianfranco (Marco Valle)

Giu 19th, 2014 | By

«Il faut savoir, coute que coute/ Garder toute sa dignité/ Et malgré ce qu’il nous en coute/ S’en aller sans se retouner». Così cantava nei Sessanta Charles Aznavour. Un piccolo capolavoro musicale ma anche un inno alla dignità nella sconfitta.



Esegesi di chi ha “rotto”…

Mag 29th, 2014 | By

Il deputato di Fratelli d’Italia, Massimo Corsaro, ha scritto un pezzo su “Destra.it”, “Per farla finita con puri e duri prefiche trombati intellettuali d’oggi e idioti di domani”, dicendo a chiare lettere che “puri e duri, prefiche, trombati e intellettuali” gli “hanno rotto il cazzo”. Descrive gli atteggiamenti, ma mancano i nomi.



Fronte della Gioventù, una storia a lungo attesa (Marco Valle)

Gen 27th, 2014 | By

Un libro può diventare una trappola. Un mare procelloso e fascinoso. Se indugi un attimo in più del dovuto sulla battigia, vedi spiaggiarsi sulla scogliera della memoria manciate di ossi di seppia, ondate di “triste meraviglia, cocci aguzzi di bottiglie”. Resti di un naufragio. Un libro può assomigliare ad un oceano profondo e impietoso. Le onde riportano, a volta, spezzoni di vita vissuta che — come Guccini insegna — ti avvolgono come miele: la nostalgia è un sentimento ambiguo e pericoloso. Da evitare. Non sempre, però, riesci a sottrarti alla malia delle maree, al loro richiamo e, allora, ti attardi sul litorale dei ricordi, dove ritrovi resti di bandiere stracciate, polene marcite, vele strappate, pennoni spezzati. Malinconia mista a tenerezza e un po’ d’incazzatura. Un libro — centinaia di fogli, migliaia di righe, decine di capitoli — talvolta non ti risparmia nulla. Soprattutto se chi scrive ti ricorda l’affondamento del grande battello tricolore, un vascello un po’ vecchio e scassato, ma abbastanza dignitoso. All’improvviso dal gorgo riaffiorano carte, date, nomi. Volti. In lontananza scorgi nocchieri, nostromi, capitani, ammiragli che abbandonano il povero relitto incagliato sulla scogliera. I mozzi, no. Loro sono affogati mentre i marinai annaspano tra le onde, ma non importa. È il destino della “bassa forza”, quelli che faticano e sgobbano. Le scialuppe — poche, come quelle del Titanic — sono piene di gallonati comandanti, incapaci e impomatati come uno Schettino qualsiasi. Un tempo, affollavano la plancia e applaudivano il grand’ammiraglio — l’infallibile che ha fallito —; oggi tutti, compreso il navarca supremo, asciugano i loro panni sulla spiaggia e fissano l’orizzonte con occhi liquidi. Disorientati. E disoccupati.



Alla Rai “Sfiorando il muro”, il film sugli anni dell’odio (Marco Valle)

Nov 23rd, 2013 | By

Una buona notizia. Dopo una lunga attesa, domenica 24 novembre RaiUno manderà in onda, alle 23.30 nello speciale TG1, il documentario di Silvia Giralucci “Sfiorando il Muro”. Una notizia importante. Per una volta la televisione di Stato affronta la narrazione degli “anni di piombo” da un angolo interpretativo diverso, sicuramente inconsueto e, per alcuni, probabilmente fastidioso, pericoloso. Con buona pace dei nostalgici dell’odio e degli immemori, il lavoro rompe gli schemi di certo manierismo post’ 68 (la melassa su “la meglio gioventù”…) e si sottrae dai labirinti della retorica e dell’autocelebrazione. Non è cosa da poco.