Lettera aperta per il PARTITO della NAZIONE
Mar 10th, 2014 | By Faber
All’attenzione di
Si avvicinano i due appuntamenti che potrebbero disegnare un nuovo scenario nel versante ‘destro’ della politica nazionale e che tengono desta l’attenzione e la curiosità di tanti disincantati ‘ex’. Il 9 novembre, si radunano partiti e movimenti che daranno vita ad una “Federazione per la rinascita di Alleanza Nazionale”; il 16, “Officina per l’Italia” presenterà il suo manifesto politico-culturale per un nuovo centrodestra nazionale. Hanno il profumo di due eventi che tracciano direzioni diverse, ma il dubbio che non sia solo un problema di strategia e/o di contenuti resta. Ancor più leggendo le dichiarazioni di alcuni protagonisti. Tanta incertezza da suggerire un gioco, in attesa di conoscere l’esito degli appuntamenti.
Le fazioni proseguono a marciare separate, senza risparmiarsi anatemi reciproci e velenosi. Le truppe in periferia non sono da meno e la rete è il loro campo di battaglia. Tutto è cominciato in occasione delle recenti elezioni politiche, quando il poco tempo a disposizione non consentì a Fratelli d’Italia e La Destra di trovare un accordo su liste, collegi et similia. Si presentarono presuntuosamente separati, seppure fedelmente berlusconiani, piazzando per il ‘rotto della scheda’ appena nove deputati di FdI. Con annessa ed inevitabile tragicommedia sulle opzioni nei collegi: per saperne di più chiedere al barese Marcello Gemmato.
Dopo essersi dichiarato contrario ad intitolare l’aeroporto di Palermo ai giudici Borsellino e Falcone («Una scelta di marketing sbagliata per un territorio a vocazione turistica»), Gianfranco Micciché si è cimentato nell’ardua impresa di individuare un nome adeguato. Prima ha proposto una «figura della scienza, come Archimede». Forse perché, essendo sostenuto dai finiani del Fli alle elezioni regionali, è spesso a contatto con alcuni scienziati della politica.
Mentre Benedetto XVI, durante l’Angelus, parlava di Giuda… il capriolatore Fini rilasciava a “La Repubblica” un’intervista sibillina («Lo scenario siciliano è in movimento, non è così definito come sembra…»)… un altro Gianfry, noto Miccichè, dopo averne tessuto le lodi («La Sicilia non ha più bisogno di veti o rancori, ma di progetti seri e vincenti…») ed averlo proposto come candidato unico per il centrodestra siciliano, decideva, pressato da Montecitorio, di scaricare Nello Musumeci, proponendosi governatore in società proprio con il capriolatore omonimo.
Incombeva da mesi sulla testa degli schierati a destra di Alleanza Nazionale e, nonostante le speranze di alcuni di loro, come previsto si è abbattuta inesorabile. La ‘spada di Damocle’ è stata approvata alla Camera ed ha stabilito lo sbarramento del 4% alle prossime elezioni europee. Annusando l’aria, all’indomani delle elezioni politiche, SPIGOLI profetizzò che con il crollo delle identità il Paese si avviava inesorabilmente «verso un pericoloso bipartitismo secco…» e che «ai due partitoni, nel prossimo giro, sarà sufficiente ritoccare la quota di sbarramento…». Poi, in estate, raccontando la nascita del Pdl, SPIGOLI sottolineava come Silvio «… cannibalizza le truppe periferiche terrorizzandole con gli sbarramenti elettorali ed è pronto lo sgambetto alle prossime europee. La ‘bozza Bocchino’ è la più spietata contro i partiti che rivendicano un profilo identitario, eppure un tempo anche il vicecapogruppo alla Camera era parte integrante di una minoranza orgogliosamente ricca di identità, ma a quanto pare la memoria non è dote prevista in politica.»