Una sola parola per accomunarli: sciacalli. Hanno scritto una lettera al Sindaco di Roma esprimendo il proprio disappunto per l’intitolazione di un’area verde a Francesco Cecchin, diciottenne militante del Fronte della Gioventù, ucciso nel 1979 dopo un pestaggio subito da attivisti comunisti. L’intellighenzia di sinistra non ha perso il vizietto delle firme in calce agli appelli. Resterà tremendamente famoso quello contro il commissario Calabresi (pubblicato da “L’Espresso” nel 1971), ucciso in un agguato appena un anno dopo.
Oggi, i ‘cattivi maestri’ sfogano il loro odio per l’avversario politico considerando l’iniziativa inopportuna e tesa a dividere la città in opposti schieramenti. Dimenticando ‘distrattamente’ che a Roma esistono già luoghi pubblici intitolati a vittime di sinistra degli ‘anni di piombo’. Un classico caso di interventismo a corrente alternata.
La storia di Francesco è una di quelle difficili da dimenticare, sia per la sua tragica dinamica (scaraventato giù da un muro alto tre metri, morto dopo 19 giorni di agonia), sia perché proprio in quei mesi varcai la soglia della sede cittadina del Fronte della Gioventù per abbracciare la stessa militanza che costò la vita a Francesco, appena un anno più vecchio.
Dopo ben 32 anni, in occasione del giusto tributo a chi ha pagato con la vita la sua scelta politica, gli ‘sciacalli’ hanno avuto il coraggio di opporsi evocando la ‘memoria condivisa’, un artificio retorico per raccontare la storia a senso unico e per dividere i morti in serie A e serie B.
La favoletta della ‘memoria condivisa’, irraggiungibile su alcuni avvenimenti di storia patria che hanno visto il popolo italiano schierato su fronti contrapposti in una vera guerra civile, come accadde anche al termine della Seconda guerra mondiale. Se di memoria da ritrovare si vuole parlare, questa dovrà essere conosciuta e rispettata reciprocamente. Accettata perché la storia degli ‘anni di piombo’, essendo ancora sconosciuta ai più, non sia esclusivo patrimonio di pochi. Rispettata perché, nonostante il tempo trascorso dall’omicidio di Francesco, la lettera dei contestatori dimostra qual è ancora il livore latente. Solo così potrà essere anche un monito per le giovani generazioni, che ogni tanto si improvvisano emulatori fuori tempo di quei tragici anni.
Dimenticavo… qualche nome degli ‘sciacalli’: Ettore Scola, Paola Comencini, Fausto Bertinotti, Citto Maselli, Nicola Tranfaglia, Pietro Larizza, Edo Ronchi, Vincenzo Visco, Luigi Manconi, Raffaele Ranucci…

3 pensiero su “Tornano gli ‘sciacalli’”
  1. Onore al camerata Cecchin e a tutti i camerati morti per l’dea.
    Non dimentichiamoli.

  2. NON POSSO CHE CONDIVIDERE IN PIENO LA VS. COMMEMORAZIONE CHE ANDREBBE ALLARGATA ANCHE AI TANTI NOMI DEL NS.VERSANTE ED OVUNQUE IN ITALIA.
    VI SIETE LIMITATI A RICORDARE CHE a Roma esistono già luoghi pubblici intitolati a vittime di sinistra degli ‘anni di piombo’, MA AVETE PERO’ TRASCURATO OGNI INDICAZIONE DI NOMI E RIFERIMENTI DI ASSOLUTA ED UNIVERSALE TRAGICITA’ STORICA (Via, Piazza… CARLO MARX, LENIN, HO CHI MIN etc).
    ALLA SCHIFOSA FAZIOSITA’ LORO E DEI SOLITI FIANCHEGGIATORI DOBBIAMO CONTROBATTERE PUNTO PER PUNTO. PECCATO CHE LE DESTRE SONO SBRICIOLATE. Folgore!!

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