Migliaia e migliaia di candidati, quasi altrettante ipotesi di premio per i ‘nominati’. Come già detto nella prima parte, la certezza di non essere sottoposti al giudizio popolare consente a tanti di esprimersi con sincerità, meritando altre ‘nomination’. Entra a pieno diritto tra i migliori Andrea Verde, nella lista all’Estero del PdL (si dice in quota AN), con l’Oscar dell’esperienza. Nel suo programma richiama “i valori cristiani e della solidarietà”, riconoscendo l’Italia come “prima potenza culturale del mondo” grazie “al genio della sua creatività, alla sua cultura, alla capacità dei suoi imprenditori, alla laboriosità dei suoi connazionali”, sopratutto quelli “che vivono all’estero e rappresentano i migliori ambasciatori del lavoro e della cultura italiana”. Come non concordare. Su quali conoscenze si basino le sue intuizioni balza immediatamente agli occhi: tutto si deve alla sua esperienza come regista e produttore di alcune pellicole di successo nel mercato internazionale, degne anche di premi al “Venus-Paris”. Quali? Tenetevi forte… “Sotto il vestito la sorca”, “Papà ti scopo tua moglie”, “Diario segreto di un’italiana a Parigi”. A questo punto è facile capire perché l’Esperto una volta eletto si impegna a “potenziare il palinsesto di Rai International riqualificandone i contenuti”.
Un bizzarro Oscar della sincerità va ad Amedeo Cortese, 25enne ‘nominato’ del PD in Campania. Messo all’angolo dal maligno giornalista che gli chiede perché faccia politica ha ammesso “perché non so fare altro”… ma ancora più spontaneo ha risposto alla domanda sull’uso di spinelli con un deciso “non ancora” . (Il Giornale – 18 marzo) Lo capiamo, è sempre meglio non ipotecare il futuro.
Già premiato con quello della modestia, un insaziabile Luca Barbareschi non si è fatto sfuggire l’Oscar della faccia tosta: “Ci sono rimasto un po’ male, perché ho deciso di impegnarmi solo con l’assicurazione di un collegio blindato.” (Libero – 16 marzo) e l’Oscar del turismo politico: “Andrò nell’Isola a convincere i sardi casa per casa” (Libero – 16 marzo), “Ho fatto tutte le piazze sarde col teatro” (Epolis – 8 marzo) e “Da velista conosco l’Isola metro per metro”. (Nuova Sardegna – 18 marzo)
Fuori concorso perché protagonista delle Comunali di Roma, ma ciò nonostante meritevole dell’Oscar del dispetto la nota (almeno per essere stata eliminata alla prima puntata del reality “La Fattoria”) ‘showgirl’ rumena Ramona Badescu che ha brillantemente spiegato il ‘no’ a Rutelli (che l’avrebbe contattata) e la scelta col centrodestra: “Dopo l’esperienza di Ceausescu non ce l’ho fatta” ma anche “Ricordiamo come Veltroni ha trattato i rumeni per quella brutta storia di omicidio”. (Corriere della sera – 18 marzo) A questo punto perché negarle anche l’Oscar della distrazione, infatti, troppo impegnata a recitare, le sono certamente sfuggite le dichiarazioni del suo candidato Alemanno: “La tolleranza zero nasce da una situazione di emergenza, a cui bisogna rispondere con atteggiamenti chiari, il problema della sicurezza è la prima emergenza sociale, necessita l’espulsione per 20.000 immigrati irregolari presenti a Roma.” (Omnibus/La7 – 15 marzo)

Faber

4 pensiero su “Un ‘porcellum’ per tanti Oscar… parte II”
  1. Molto curiose le tue osservazioni sui candidati alle prossime politiche.
    Sicuramente il sistema elettorale permette, come dici tu, ai candidati di essere sinceri ma un’altra osservazione mi sembra d’obbligo. Ho notato già da tempo che la lista dei candidati non sembra più votata (se mai lo è stata) alla valorizzazione di persone professionalmente preparate e capaci. Ho come la sensazione che le liste vengano fatte seguendo criteri che ricordano più il casting del Grande Fratello piuttosto che l’amministrazione di un Paese. Se noti alle prossime elezioni la regola sembra quella del “un pò di tutto”! Fai una lista e mettici dentro: un pensionato, un disoccupato, un precario, un operaio, un transessuale, un pregiudicato, un attore (meglio se attrice avvenente) un professionista etc etc. Il risultato è esattamente quello del Grande Fratello, che poi ahimè è lo specchio del paese.
    Ora mi e ti chiedo: abbiamo bisogno di questi personaggi per governare l’Italia o c’è bisogno di questi personaggi perchè a governare siano sempre gli stessi?

  2. Complimenti per la precisione e l’ironia caustica.
    Concordo con Piero: ormai la politica è diventato un calderone in cui si butta dentro di tutto, e soprattutto gente totalmente priva delle necessarie competenze e professionalità. La logica dell’improvvisazione, insomma, che ormai prevale in Italia in quasi tutti i campi.

  3. […] Quando la notizia si trova in un breve commento ad un post. Fini, prepara il suo ‘tanto atteso’ rientro e fa le consultazioni: qui si evidenziano Mario Ciampi, Roberto Menia ed Andrea Verde. Per ricordarsi chi sia Andrea Verde, offro un contributo del 2008: “Un ‘porcellum’ per tanti Oscar… parte II”. […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.