Non si ritenga oltraggiato Marcello Veneziani, se prendo in prestito alcune righe del suo editoriale che ha commentato l’ennesima ‘svolta’ di Gianfranco Fini: «Ha cambiato opinione, e che lo faccia per convenienza o per carriera personale, non muta la sostanza. E’ lecito cambiare idea, ha tutto il diritto di dire il contrario di quel che pensava fino alla tenera età di quarant’anni quando sognava il ‘fascismo del Duemila’. Anzi, aggiungo a sua discolpa che se dubitate della sua buona fede di antifascista ora, potete dubitare della sua convinzione fascista di ieri: forse davvero non credeva in niente, ieri come oggi; era un fatto superficiale e perciò non gli è costato molto smentirsi in modo così radicale» (1). Concetti che avrei voluto scrivere io, perciò li sottoscrivo. Ma vado oltre, introducendo nel dettaglio – perché restino a futura memoria – alcune delle più riuscite ‘capriole’, degne del miglior circo della politica.
Veneziani ha ricordato che Fini “sognava il fascismo del Duemila”. Era il lontano 1987, e l’allora 35enne Gianfranco era da pochi giorni il nuovo segretario del Movimento Sociale Italiano – al termine del combattuto (in tutti sensi… chi c’era ricorderà) congresso di Sorrento, dove si impose su Pino Rauti con 727 voti contro 608 – e sul quotidiano del partito scriveva: «Con la formula ‘fascismo del Duemila’ intendo dire che nei confronti del fascismo non vi può essere solo nostalgia o rimpianto, legittimi in chi l’ha vissuto, ma patetici per chi è nato dopo… Il fascismo è stato una grande intuizione politica, non completamente attuata, che contiene risposte convincenti ai problemi del nostro tempo… aveva intuito che l’uomo è al centro del divenire e non può essere assoggettato a logiche materialistiche… aveva anche capito che Stato e Nazione non possono essere separati e che i problemi del mondo del lavoro non si risolvono con il capitalismo né con il comunismo, sono ricette valide anche per l’Italia di oggi. Questo è il fascismo dell’anno Duemila» (2). Ma è lecito cambiare idea.
Nell’ormai famigerato intervento alla festa di Azione giovani (o dei “Giovani in azione verso il Pdl”, come recitava il manifesto del raduno, quello dove non v’è traccia della fiaccola tricolore…), Fini ha voluto precisare la sua posizione sui combattenti della Repubblica Sociale Italiana, al centro della polemica per il coraggioso ricordo pronunciato l’8 settembre dal Ministro della difesa Ignazio La Russa: «Onestà storica e compito per una destra che voglia costruire il futuro e fare i conti col passato è anche dire che non era equivalente stare da una parte o dall’altra, che c’era chi combatteva per una causa giusta e chi combatteva per una parte sbagliata».
Eppure nel 1988, il suo messaggio di saluto al congresso dell’Unione Combattenti della RSI esprimeva ben altre convinzioni, con acuta lungimiranza autobiografica sui valori della politica: «Sono veramente dispiaciuto di non poter partecipare… perché la mia presenza avrebbe simbolicamente costituito la miglior dimostrazione della continuità ideale del Msi, nonostante il cambio generazionale, coi valori che furono all’origine dalla RSI… Concetti quali Onore e Fedeltà sono inimmaginabili nella attuale politica, amorale e molte volte addirittura immorale: erano invece il fondamento stesso della scelta dei tanti volontari della RSI» (3). Ma è lecito cambiare idea.
Forse erano parole dal sen fuggite? Il cameratesco saluto, inviato quattro anni dopo, ai combattenti della Decima Mas non conforta questa ipotesi: «A chi, come voi, difese l’onore e la dignità della Patria nel momento più tragico e doloroso della nostra storia nazionale, deve rendere omaggio ogni italiano: ognuno di voi, e con voi tutti i combattenti delle Forze Armate della RSI, rappresenta la prova che chi è vinto dalle armi ma non dalla storia è destinato, con il passare del tempo, a gustare il dolce sapore della rivincita. Dopo quasi mezzo secolo il fascismo è idealmente vivo, dopo soli tre anni dalla caduta del muro di Berlino il comunismo è definitivamente morto. E chi, come voi, ha sempre combattuto per un’Italia migliore, non può che aver avuto un moto di spontaneo orgoglio, l’orgoglio di chi sa di essere nel giusto» (4). Ma è lecito cambiare idea.
Chissà cosa avrebbe pensato delle nuove convinzioni finiane papà Argenio Sergio, volontario della RSI nella Divisione di fanteria San Marco, che scelse il nome Gianfranco per ricordare un cugino ucciso a vent’anni dai partigiani nell’aprile 1945, oppure nonno Antonio Marani, fascista ferrarese della prima ora, protagonista della Marcia su Roma al seguito di Italo Balbo.
L’analisi finiana è stata maggiormente ficcante quando, con lo sguardo rivolto al dopoguerra, ha spiegato la sua idea di identità ‘democratico = antifascista’: «…in Italia non c’è mai stata una destra politica che abbia avuto il coraggio di dire: Noi ci riconosciamo pienamente nei valori dell’antifascismo, nella libertà, nell’eguaglianza e nella giustizia sociale».
Proprio quel coraggio che deve essere mancato anche a lui in tanti anni di militanza missina ai massimi livelli, tanto che appena eletto segretario nazionale del Msi scriveva: «La consapevolezza che alcuni storici e giornalisti nutrono circa la necessità di seppellire l’antifascismo in quanto non valore o disvalore e in quanto semplice accidente della storia nazionale, va salutata con soddisfazione, ma non può assolutamente significare che anche il fascismo debba essere archiviato. Il fascismo ha ancora una validità, una spinta propulsiva, una proiezione futura. Il fascismo ha un avvenire perché è una concezione di vita, un progetto di Stato, un modello sociale» (5).
Anche in questa occasione, potrebbe sorgere il dubbio che a dettare frasi tanto audaci fosse soprattutto l’entusiasmo generato dall’avvio di una brillante carriera politica. Però, quattro anni dopo rincarava la dose ‘anti’, non solo attaccando i partiti che «non vogliono prendere atto che la Costituzione nata dalla resistenza è fallita» (6), ma addirittura scagliandosi contro la retorica resistenziale: «in Italia la necessità di seminare ancora odio è di chi non può dire altro che “abbiamo fatto la resistenza”, e non di coloro che scelsero la via dell’onore risultando sconfitti soltanto con le armi» (7). Ma è lecito cambiare idea. Seppure quando si scopre che la gomma si sta consumando prima della matita, vuol dire che si sta esagerando.
Termino questa riflessione circense così come l’ho avviata, con le parole di Marcello Veneziani: «Se Fini esplicita che ormai è estraneo alla destra, insofferente verso il suo partito e il suo stesso passato, se si riconosce con una nuova identità e dichiara morto il precedente Fini, allora tutti i dettagli vanno a posto. Ma non può trascinare in questo vortice cinico e nichilista tutto un mondo, un’area, una cultura perfino. Non può raccogliere voti a destra per spenderli poi in modo opposto; tradisce un mandato» (1).
Meditate, finiani meditate.

(vignetta di Giorgio Forattini)

1) Libero, 14 settembre 2008
2) Secolo d’Italia, 18 dicembre 1987
3) Secolo d’Italia, 30 ottobre 1988
4) Secolo d’Italia, 7 maggio 1992
5) Secolo d’Italia, 24 gennaio 1988
6) Secolo d’Italia, 29 marzo 1992
7) Secolo d’Italia, 12 ottobre 1993

30 pensiero su “Di capriola in capriola”
  1. Resta, e ci auguriamo che resterà, sempre lecito per un individuo cambiare idea. Ma quando un personaggio assurge ad un ruolo predominantre all’interno di un gruppo, divenendo portabandiera di un’idea e di un ideale, non ha il diritto di farlo: Fini ha abdicato dal suo ruolo di presidente del partito, ma il danno che ha, e sta ancora oggi, arrecando alla “sua” gente è molto grave. Ha rinunciato al suo ideale (sempre che fosse sincero) per ottenere “di più” in termini di successo personale.
    Non pago di questo, tenta di trascinare con se chi, in passato, aveva creduto in lui ed in quello che (pretendeva) di rappresentare.
    Per gli amanti della storia, una curiosa analogia: anche in passato dei Grandi italiani, già severamente criticati proprio da Fini, si sono comportati così, tradendo il proprio ideale e il proprio giuramento per sostenere gli “ultimi arrivati”, che avanzavano sui carri armati verso il nord Italia.

    Molte persone vedevano in lui il futuro, una nuove via da seguire. Evidentemente si è rivelato un vicolo cieco. Se oggi l’incertezza regna sovrana all’interno del partito, soprattutto tra noi giovani, è anche colpa sua.
    I nodi, fortunatamente, alla Fini vengono al pettine.

  2. Condivido appieno! Sono tra le persone che si sono sgolate per Fini e company. Pensano solo ad occupare poltrone. Oggi stanno consumando il patrimonio accumulato da tanti fessi come me; ma questo patrimonio si esaurirà in breve tempo e non troveranno di che alimentarsi nel futuro, perchè nessuno può seguire Fini e company verso il vuoto ideologico. Si salveranno nel P.D.L.? Se così povera Italia! Potete anche pubblicare il mio pensiero, non ho padroni ed esprimo liberamente le mie opinioni.
    Avvocato Luciano Farro – Presidente Provinciale di Salerno di Azione Sociale con Alessandra Mussolini.

  3. 1957 2008 iscritto al MSI poi MSI-DN quindi a Fiuggi nella consapevolezza di fare un passo (doloroso ma necessario…) “Oltre !”
    15 anni Consigliere provinciale nella Rossa Pistoia, unico oppositore (cattocomunisti consociati per bere e mangiare a quattro ganasce)
    Ho visto cadere tanti Camerati che testimoniavano con me e “pochi altri”, sul campo.
    In paricolare il carissimo collega Consigliere Provinciale di Milano Pedenovi, con il quale in un paio di raduni condividevo la camara in albergo, (allora eravamo poveri).
    Ho educato ed esposto la mia famiglia ed in particolare le mie figlie alle rappresaglie degli anni ’70 , convinto di combattere per l’affermazione di valori fondamentali per la mia Patria, senza nostalgia, (sono nato nel 1945), figlio di “patriota” (così si definiva mio padre, cattolico, partigiano bianco, perseguitato dai partigiani rossi in questa terradi Toscana.
    Ho propugnato da sempre condividendolo intensamente il “non restaurare,non rinnegare” a quella scuola di vita meravigliosa perchè vera e concreta di Beppe Niccolai che ci educava ad “ANDARE OLTRE” , perchè “non è importante la vita ma cosa se ne fa della vita”.
    Ho combattuto politicamente con Fini e per Fini ed ora sono molto dispiaciuto per lui, perchè immagino cha possa capitargli di guardarsi allo specchio e capire che ci ha tradito tutti.

  4. Veramente dove stanno i finiani? Chi sono? Fini è il presidente della Camera, nessuno lo segue più all’interno di A.N. ….. In compenso ci sono le idee di Alemanno sul fascismo, di La Russa su Salò e di Iadiciccio che smentisce Fini totalmente…… Usare Fini per delegittimare tutta A.N. è stupido perchè anche i muri sanno che tutta A.N. non segue più Fini …… Addirittura lo stesso Ronchi ha espresso la sua contrarietà al voto agli immigrati (altra vergogna di Fini) …… Chi sono i finiani ?? La destra sociale è all’interno del PDL , altre destre non esistono….. E Fini è isolato . Questa è la dura verità, che piaccia o no, Fini non conta più nulla!

  5. Agire senza guardare ai frutti, senza che sia determinante la prospettiva del successo e dell’insuccesso, della vittoria e della sconfitta, del guadagno o delle perdite, e nemmeno quella del piacere e del dolore, dell’approvazione e della disapprovazione altrui. Julius Evola.
    Non arrivo ovviamente a pretendere tanto ma quando è troppo è troppo, ricordo il Congresso di Sorrento allora io e te stavamo su diverse posizioni all’interno del MSI io rautiano di ferro tu finiano altrettanto di ferro, Almirante che dal pulpito adulava la mozione finiana “questo è vero Fascismo” non la deprecabile mozione rautiana e sotto i nostri improperi continuava, Fini è il vero Fascista e ci porterà al nuovo fascismo, quanto sbagliava
    forse da quello che è il posto ai Fascisti destinato dopo la morte si mangerà le mani e non solo. Cio che mi scandalizza veramente in tutto ciò che accade e l’affermazione del subacqueo abusivo che chi è per la solidarietà sociale è antifascista dimostrando di essere in grande malafede o poco informato e opto certamente per la prima ipotesi, perchè dimentica che lo stato sociale che oggi si sta smantellando scientificamente lo ha inventato il Fascismo.
    l’inps le tutele ai lavoratori le ha inventate il Duce ma che cosa va cianciando questo individuo ma si legga lastoria seria e non farnetichi sciocchezze. Si rivolge ai giovani invitandoli ad essere antifascisti e nessuno lo ha sputato in faccia e lo ha cacciato ma che razza di giovani sono, i colonelli Alemanno e soci proni si pentono di ciò che avevano appena detto sulla RSI bevono un bicchieredi M……..a e via andare, l’ineffabile e ultratelevisivo Bocchino dice , ma che vogliono gli ex missini erano un piccolo 3,9% contro l’attuale 10% o non so quanto, ma sa il “televisivo” che se quel 3,9% non avesse dato la propria giovinezza e se altri non fossero stati assassinati per le strade cominciando da Aldo Falvella passando per i fratelli Mattei, Miki MantaKas,Sergio Ramelli, Alberto Giuquinto e per finire con Paolo di Nella, coloro che ho omesso mi,perdoneranno,oggi forse lui raccoglierebbe barbabietole e non andrebbe in televisione a somministrare c……..e, lui e tutti quelli come lui
    ma forse sbaglio, senza vergogna come dimostrano di essere sarebbero ugualmente a galla e tutti sappiamo cosa sempre galleggia.
    I giovani hanno bisogno da sempre di qualcosa in cui credere, di valori su cui fondare il loro essere giovani, i “nostri” sembrano essere diventati degli esseri amorfi senza mordennte, senza la capacità di essere giovani veramente con la voglia se necessario di ribellarsi anche al “capo” se ritengono che questi stia sbagliando, i “vecchi” si lamentano sotto voce poi ubbidiscono comincio a pensare sempre di più che il popolo di AN meriti Fini e soci.
    Non volevamo morire democristiani e forse invece qualcuno tenta di farci morire democristiani e antifascisti, mi pare troppo e allora ancora una volta basta!!!!!!!!!!!!! e per l’ennesima volta invito chi non si vuole arrendere a fare sentire altra la protesta a questi signori che siedono grazie ai nostri voti nei vari posti e dimostrano di non avere per noi alcun rispetto.
    Per concludere mi domando se dovevamo finire antifascisti perchè molti anni fa quasi bambino mi sono iscritto al MSI con tutte la conseguenze tanto valeva andare da altre parti.
    Ma non mi pento sono orgoglioso di qul che sono stato di essere stato di essere ancora fascista alla faccia loro.
    Spero che tutti i nostri morti degli anni di piombo non li perdonino mai.
    Nonostante tutto in alto i cuori.
    E………boia chi molla.

  6. che tristezza!
    La cosa peggiore è, però, il fatto che a Destra (vera) si aprirebbero non spiragli, ma praterie e purtroppo non c’è nessuno che possa validamente incarnare questo vuoto.
    Un abbraccio cameratesco

  7. Facciamo una breve analisi semantica del termine “antifascista”.
    Primo significato: letterale.
    Contrario ad una ideologia e ad un sistema politico sviluppatosi in un arco di tempo determinato ed in un luogo determinato. In questa prima accezione del termine, va rilevato che se da un lato siamo perfettamente d’accordo, perchè di certo non aneliamo alla dittatura, dall’altro non possiamo rientrare nella definizione perchè il Fascismo ha traslitterato dei valori e dei principi che rappresentano la destra storica, che precede di millenni il Fascismo stesso. Se buttiamo via tutto il Fascismo buttiamo via anche tutto ciò che l’ha preceduto.
    Secondo significato: concreto e attuale.
    Al giorno d’oggi essere “antifa” significa desiderare la distruzione politica se non fisica di chiunque non sia (alla fine dei conti) di sinistra, perchè è passata nella cultura popolare l’idea che l’alternativa unica e sola all’antifascismo sia il fascismo. Come dire: se non sei antisemita allora sei semita!
    Questa seconda accezione va rigettata in blocco, perchè l’essere anti qualcosa non può essere considerato un valore in se’ e perchè l’antifascismo così inteso ha fatto versare il sangue dei nostri fratelli nei modi più orrendi e inutili.
    Se Fini voleva farsi un bene e trovare il nostro sostegno doveva dire che il Fascismo è un tema che non ci interessa più se non dal punto di vista storiografico, come parte della nostra storia, e che siamo assolutamente democratici anche senza essere anti questo o anti quello!
    Non capisco perchè abbia voluto riaprire vecchie ferite.

  8. Forse è già troppo tardi ma penso che un pò tutti noi camerati abbiamo capito che tutti questi signori (fini, alemanno, la russa, gasparri, mantovano, ronchi, e chi più ne ha più ne metta, e le minuscole non sono messe a caso) ci hanno preso per il culo e pensano di continuare a farlo perchè ormai hanno capito che è molto meglio tenere la poltrona (e che poltrona!) sotto il culo piuttosto che tenere fede ad un idea che (a questo punto è lecito pensarlo) loro non hanno mai avuto.
    “nei tempi di tramonto anche i piccoli uomini hanno lunghe ombre” recitava una canzone alternativa di qualche anno fa!
    I signori di cui sopra non potranno mai essere dei Grandi, proprio per il loro poco coraggio!
    Ancora per cent’anni e cent’anni ancora sentiremo parlare dei ragazzi della Decima, della Nembo, della San Marco e di tutti gli eroi che si sono immolati (solo) per un idea!
    Ancora per cent’anni sentiremo parlare di GIORGIO ALMIRANTE, del suo coraggio, della sua coerenza!
    Al contrario, il vento della storia presto cancellerà come sabbia questi omuncoli che oggi si sentono grandi solo perchè il sole del tramonto di questa loro civiltà li proietta in lunghe ombre.

  9. In A.N. non c’è nessuno che sta per ideologia, ci stanno soltanto per interesse, altrimenti se ne sarebbero andati tutti… E’ lo specchio dei tempi l’unica ideologia è l’occupazione del potere, sembra il PSI di Craxi che di socialista aveva soltanto il nome ma almeno Craxi non rinnegava le proprie radici….

  10. Visto che va di moda io sono Antigiacobino e antiguelfo…L’anacronisticità dei termini è più o meno uguale…Quando anche la sinistra antagonista ha smesso di usare l’antifascismo come arma politica iniziamo a farlo noi? Paradossale

    Sono arrivato a pensare addiruttura, che il dibattito sul fascismo lanciato da Alemanno…continuato da La Russa, e chiuso da Fini, altro non sia stato che una mossa interna al partito stesso per far rotolare qualche testa che nel Pdl risulterà scomoda…
    Una mortificazione volontaria della propria base militante volta all’eliminazione di alcune frange che nel partito populista e non più militante che deve essere il Pdl non serviranno più…

    Certo se Fini sciogliesse di forza Azione Giovani, verrebbe accusato di non rispettare statuti e regole fissate a fiuggi….ma se Azione Giovani si sfaldasse perchè non si riconosce più nel partito madre,allora il rispetto delle regole partitiche sarebbe salvo…e l’obbiettivo raggiunto….

    La spregiudicatezza di aulcune persone più che vergognosa, mi sembra imbarazzante…
    Credevo ci fossero più uomini e meno esseri umani nel partito…
    Amaramente,
    Massi

  11. Ciao a tutti e grazie a Faber dello spazio di discussione attivato. Signori, ognuno di noi puo’ rimanere di destra, puo’ dare un giudizio della storia, puo’ criticare politici e condannare espressioni e cambio di idee. La nostra Costituzione ci autorizza ad organizzarci diversamente, a cotruire partiti, ad associarsi con fini leciti e manifestare il pensiero. Perche’ la destra italiana si e’ fusa nel PDL? Chiedamoci la democrazia come funziona, se i numeri e le maggioranze fanno verbo indiscutibile. Oggi possiamo essere in tanti a rimanere basiti per certe dichiarazioni, pur se condivisibili guardando all’istituzione che le mette in campo, ma siamo poi capaci di rappresentare una “diversita” o una alternativa politica al mondo parlamentare che ci sembra prendere pieghe di potere puro? Ecco, mi chiedo, sui blog abbiamo il coraggio di parlare, poi se siamo tesserati obbediamo alle indicazioni romane del partito. Non mi esprimo sul presidente Fini, libero di aver cambiato idea, ma la portata delle sue parole potrebbe andare al di la’ del velo mediatico. Tempo fa pensavo ad un paradosso: che proprio gli eredi della destra storica, quella risorgimentale, liberale e di quella fascista, proprio perche’ piu’ addentro a certe vicende storiche, avrebbero scongiurato derive totalitarie nel futuro. Ecco, chiediamoci Fini, dai meandri piu’ profondi del Palazzo, cosa sta percependo e che sensazioni coglie in taluni atteggiamenti da “gusto del potere” di elementi della maggioranza, specialmente nei settori nord italiani. Chiediamoci se, forse, uno che, pur di traghettare un popolo verso la modernita’ – un popolo che lo ha seguito – ha spesso pronunciato parole di estrema osservanza ai dettami legali e costituzionali repubblicani, si e’ spesso sottoposto al fuoco incrociato di sinistrorsi imbelli che lo tacciavano di fascismo, chiedamoci se oggi ha chiuso il cerchio per tutti, in pratica dicendo: mi avete rotto le scatole una vita, compresi i forzaitaliani socialisti spaventati dalla destra, adesso o siamo tutti antifascisti o ce ne andiamo a casa, o la governance berlusconiana va a farsi friggere. Il Presidente della Camera, algido e marmoreo, pone un tappo definitivo, azzarda parole sul tavolo delle dichiarazioni di tutti, sparigliando le carte e aspettando al varco chi comunque, diversamente da lui, vuole giocare sugli equivoci di certi atteggiamenti populistici dell’attuale governo. Solo per attirare simpatie in tutti gli ambienti. Da ultimo, Berlusconi lancia Giacomo Mancini junior alla presidenza della Regione Calabria, vogliamo parlarne?
    Vedremo, forse conviene far scoprire le carte a tutti. Almeno le carte che il cittadino comune puo’ vedere.

  12. Non mi sento antifascista, perchè come dice Menia, che con coraggio, seppur al governo come sottosegretario ha dichiarato che “l’antifascismo in sè non è un valore, come non lo è l’anticomunismo”.
    Valori sono la libertà, la democrazia, l’italianità.

  13. caro gianfranco il buon giorno si vede dal mattino cioè da quando sei diventato segretario del fronte,demonizando immediatamente NOI CaMERATI ora ti sei tolto finalmente la ,maschera e quello che eri e sei è finalmente emerso……….NON CI SONO PAROLE

  14. Il nostro pensiero è che fascismo ed antifascismo vadano affrontati in dibattiti storico-culturali, ovvero che non debbano più essere il fulcro della vita politica italiana, della quale lo sono stati per fin troppo tempo.
    Sarebbe come cadere in un tranello della sinistra e dell’opposizione in generale, la quale, non sapendo più come combattere questo Governo, si rifugia nella solita pregiudiziale antifascista, che a quanto pare, funziona ancora bene!
    Per quanto riguarda noi, vogliamo guardare avanti, il 1945 è passato da tanti, troppi anni per stare ancora ad arrovellarcisi addosso.
    Non dimentichiamo, ricordiamo tutti i morti della guerra, ma, vi prego, andiamo avanti e cominciamo a fare politica!

  15. Per quanto mi riguarda, le parole di Fini stupiscono soltanto i militanti di Alleanza Nazionale, evidentemente particolarmente avvezzi a dimenticare tutte le abiure e tutti i rinnegamenti che Fini ha fatto da Fiuggi in poi. Paradossalmente, il più coerente in questo “cambiamento” è proprio Fini, il quale persegue la sua linea politica da decenni ormai. Molto meno coerenti sono i suoi militanti e tutti coloro che ancora considerano il Fascismo “di destra”; non basta essere Fascisti sbracciandosi in saluti romani o in ridicoli pellegrinaggi a Predappio vestiti di tutto punto per poi militare in un Partito che è “pro” a tutto ciò per il quale il Fascismo è morto sull’altare di una guerra sanguinosissima: il sionismo, il capitalismo, la massoneria, il dominio americano che ha trasferito le leve di comando dall’Europa alla Casa Bianca.
    Verrebbe voglia di chiedere a questi militanti dove erano negli ultimi dieci anni, inclusi questi ultimi: mentre i loro dirigenti accaparravano poltrone su poltrone altri fascisti portavano avanti il nome del Fascismo con nome e simbolo, con i propri soldi e con i propri mezzi, ma senza mai abiurare il Fascismo in cambio di un piatto di lenticchie.

  16. Concordo con le osservazioni dei Camerati di Fiamma.Tutti questi bei signorini di alleanza nazionale che improvvisamente dopo 10 anni scoprono quello che sapevano benissimo e che avevano accettato ipocritamente, beh credete veramente che faranno seguire i fatti alle parole? Si indigneranno per un pò per poi quatti quatti restare opportunisticamente dentro quello schifo di partito che è AN. Come sempre per gli aennini prima di tutto l’INTERESSE.
    sarà il mio cinismo da avvocato ma credo che anche questa volta non ci sarà nessun esodo perchè tutto sommato a queste persone che hanno accettato per 10 anni le nefandezze di AN ebbene CONVIENE restare all’interno. Non è Fini che dovrebbe vergognarsi ma chi è rimasto dentro quel coacervo di contraddizioni vili e indegne senza aver un moto di orgoglio che dovrebbe farlo. Questo è ciò che penso.
    CHI HA TRADITO SEMPRE TRADIRA’.

  17. Concordo pienamente con Veneziani, brillante e geniale come sempre, ma mi permetto di dissentire sull’ultima frase riportata : “Ma non può trascinare in questo vortice cinico e nichilista tutto un mondo, un’area, una cultura perfino.”
    Io sono, ero, ormai non lo so più, un giovane (più o meno) di Alleanza Nazionale che quest’anno ha partecipato per l’ennesima volta ad Atreju, ebbene di quel mondo, di quell’area e di quella cultura purtroppo son rimasti soltanto dei cocci invisibili che fan gelare il sangue nelle vene…
    In An la generazione di “anziani” ormai è proiettata, anche giustamente, al futuro e la si può definire oramai filo-berlusconiana e i giovani, a cui in queste feste vedi indossare magliette citanti scritte “gioventù ribelle”, “rivolta generazionale” e via discorrendo non sono stati in grado di emettere anche solo un flebile fischio in risposta alle parole del sedicente antifascista Fini….
    Insomma che razza di cultura è quella di giovani che di fronte ad un Ministro dell’Istruzione sono in grado di domandare se ha intenzione di aumentare le ore di educazione fisica o di convertire le ore di educazione civica e nient’altro???!!!! Ci sono ben altri quesiti e domande da porsi se vuoi tener fede agli slogan che porti sulla maglietta, ci sono ben altre battaglie da combattere…
    Penso, con rammarico, che la stagione, seppur breve, di azione giovani (e lo scrivo minuscolo appositamente) sia ormai volta al termine, e penso che se fossi un parente di un caduto della RSI o di un qualunque caduto per mano antifascista negli anni di piombo e non, proverei ODIO, nel vero senso della parola, per quell’uomo che ha osato rinnegare quello che era una un mondo, un’area, una cultura perfino….
    Anti-Antifascista per sempre!!!

  18. Dopo Almirante, non mi sognai nemmeno di prendere in considerazione Fini. Proprio non lo considerai mai nè fascista, nè missino, ma soltanto uno che mirava in alto ai suoi interessi. Come si fa a fidarsi di uno che chiama il partito di Almirante, Alleanza nazionale? Non mi sorprende niente di Fini. Mi fa soltanto piacere che finalmente ha fatto capire chiaramente che ormai la Destra in Italia è una sola, col suo simbolo e la sua identità e il suo glorioso passato da tenere come esempio e quello nefasto come lezione, riferito al periodo della guerra (nessuno me ne voglia, sono sempre stato mussoliniano, più che fascista, ma ritengo che nessuno doveva e debba ancora oggi coinvolgere il proprio paese in una guerra) con tutti i suoi valori da non cancellare. Riguardo alla prima Alleanza Nazionale. “Nel 1930 Mario Vinciguerra, redattore del “Mondo” di G.Amendola, fondò con De Bosis, e R. Rendi, Alleanza Nazionale, un’organizzazione clandestina antifascista, di ispirazione monarchico-cattolica. Fu arrestato quasi subito e condannato a 15 anni dal Tribunale speciale. Tornò libero nel 1936 grazie ad una amnistia.

  19. @ Corto Maltese
    Eri alla festa di Azione Giovani e non hai sentito la necessità di esprimere la tua disapprovazione? Possibile che nessuno di questi “fighetti” abbia avuto le palle per esternare lo sconcerto che provava? Una rezione di pancia invece che di testa? Una volta il FdG era movimentista, anche i più moderati tra i dirigenti non erano appiattiti sui vertici del partito, almeno sui valori. E più della metà dell’organizzazione contestava, anche duramente, la segreteria. Possibile che oggi non ne sia rimasto uno?

  20. salve; fini in un ora cancella 60 anni di lotte costate sacrifici e caduti per interesse personale, e getta nella costernazione moltissimi militanti che in certi ideali ancora ci credono, in piu avvalorando le tesi dell antifascismo come sistema di lotta crea anche una situazione di pericolo dando linfa agli gli imbecilli dell “antifascismo militante”che provoco tanti lutti e pestaggi tra i nostri camerati!!!!
    il fini spegne un mondo chiamato “destra sociale” che in questa fase storica politica avrebbe potuto essere un alternativa alla sinistra contro il sistema capitalistico-mondialista della “destra liberale” di berlusconi!!!!!

  21. In fondo vale oggi come ieri la frase di Enrico VI re di Francia : “Parigi, val bene una messa”.
    In questo caso il “trono” di presidente della Camera è un buon risultato, no?
    Saluti

  22. …per il “male assoluto” è reperibile la collezione completa della “Gazzetta Ufficiale d’talia” della R.S.I., dal 1 settembre 1943 al 30 marzo 1945, su CD.
    La G.M. in corso, la guerra civile, attentati, bombardamenti, metà dell’Italia occupata… e si continuava a legiferare, ci si preoccupava di far funzionare lo Stato in tutti i suoi organismi!
    Incredibile!

  23. Non voglio fare il saccentone di turno, ne’ tanto meno quello che la sa lunga….. piu’ lunga degli altri…… Non mi spetta erigermi a tale ruolo ma andate a rivedere un mio post nell’ottimo “Sogno o son desto” del mitico Faber e tutto quadra alla perfezione…….. Ormai alla classe dirigente aennina dei loro militanti, iscritti, simpatizzanti NON interessa piu’ assolutamente Nulla….. le poltrone e il denaro hanno dato alla testa…… e tutto va’ di conseguenza… Vediamo assessori Loro chiedere ancora incarichi e poltrone e vantarsi di fare la voce grossa e fingersi furbi……………………. ma NON hanno ancora capito bene che il loro gioco e’ ormai stato scoperto…… per sempre!!!

    Agostino

  24. LA DESTRA? CERCATELA TRA I FANTASMI

    di MARCELLO VENEZIANI

    da “LIBERO” del 22 Novembre 2008

    Parlami di destra. Sono in Veneto, giro l’Italia e ovunque sento chiedermi una cosa: parlaci della destra, per favore, almeno tu. Hai scritto libri e pezzi sulla destra, per anni; ora non ne parli più, eviti l’argomento, ti occupi d’altro, non polemizzi più nemmeno; ma non sei preoccupato della scomparsa rapida e indolore della destra? C’è chi si riferisce allo scivolare nella notte di Alleanza Nazionale e del suo capo in testa; c’è chi si riferisce all’annessione forzista, come qualcuno con residuo orgoglio di appartenenza dice, che si papperebbe come una balena la destra italiana. E c’è chi intende proprio la cultura politica, le idee. Alcuni allineati e coperti nell’agonia di An, il partito-eluana a cui staccheranno il filo tra qualche mese, chiedono di tener vivo almeno il ricordo della destra. È come se avessero rinunciato alla realtà e si accontentassero del suo racconto. Finita la cronaca vogliamo la narrativa, il romanzo della destra. Cantaci o diva del pelide… Si, è vero, non ho voglia di parlarne, non ho interesse, ho nausea. Considero ormai chiuso il discorso, inutile.
    Mi chiedono suggerimenti sulla destra? Ma chiedeteli a Nicola Latorre, lui vi manda un pizzino con le istruzioni. A chi mi domanda di parlare della destra chiedo di osservare un minuto di silenzio, per ricordarne la scomparsa. Agli ottimisti che invece notano la sopravvivenza vegetativa della destra, suggerisco di evitare l’accanimento terapeutico. Staccate la spina, anche se dispiace alla conferenza episcopale degli eletti. O magari compiace le minisette scismatiche che vedo affollarsi come monolocali in periferia. Ho visto perfino gigantografie in tutta Italia di neopartiti che non riuscirebbero a conquistare nemmeno la maggioranza condominiale, con leader ignoti non dirò alla destra italiana, ma anche allo stretto parentado.

    Auto-negazione

    Di che vogliamo parlare, dell’eutanasia della destra in Italia mentre è al governo? Delle dichiarazioni pubbliche dei suoi leader esclusivamente incentrate su Auschwitz e dintorni, col sottinteso permanente di scusateci, non siamo più quelli di prima, viva la legge Mancino, perseguitiamo chi esprime solo un’opinione sgangherata sul passato? No, però colpisce l’atmosfera: la loro destra finisce e continuano a scherzare e ballare. La destra finisce e ti chiedono che ore sono, cosa fai di bello… Nessuno accenna un’analisi, una protesta, un’obiezione. Tutto naturale, come l’arrivo dell’autunno e dell’inverno. Non raccolgono consensi ma castagne. E tu? Io mi occupo di altro, ormai; faccio l’idraulico. Se qualcuno uccide la realtà, io non tengo in vita il racconto, non celebro i trigesimi, non faccio la vedova o il cappellano militare per impartire l’estrema unzione. Sciolte le righe ognuno a casa sua, anche se continua a far politica, facendo saggiamente coincidere la professione politica con gli affari propri. In una coalizione come questa, la destra avrebbe dovuto essere la forza con più storia e più cultura, più senso dello stato e spirito pubblico, più difesa della famiglia e della tradizione italiana, mediterranea ed europea, più voglia di incidere sulla formazione civica e sui beni culturali. E invece, totale latitanza, abbandono di ministeri culturali e postazioni strategiche ad altri, liberisti, ex socialisti, nani e ballerine, ottimi nani e brave ballerine, poeti sciampisti, cassiere dell’Upim e via dicendo. Che stanno facendo bene, per fortuna. Voi dite annessione: ma no, chiamatela evaporazione della destra. No, mi dicono ancora i militanti inferociti, evaporazione è troppo nobile, è un esalare, verso l’alto, qui è in giù. Allora chiamatela evacuazione, in senso corporale, o se volete restare alla metafora gasosa, parlate della destra scomparsa come «una scorreggia nello spazio» per dirla con i versi di un celebre poeta padano, in un raptus lirico ispirato dal dio Po. Non ne parla più nessuno, del resto, nemmeno i media, che anzi salutano l’eutanasia come un atto gioioso e civile, una modernizzazione; sia quella di Eluana che la Finis Dexterae. A proposito, un aneddoto. Ovunque parli le platee di destra inveiscono contro il presidente della camera ardente, che per loro ha ucciso la destra. Nel padovano finalmente trovo uno che difende Fini. Poi si presenta, è un assessore di sinistra che non voterà certo Fini. Ah, ecco, ora capisco.

    Idee in disarmo

    Non è importante la pelliccia, l’etichetta di destra e tutta quella fenomenologia cogliona che di solito l’accompagna. No, parlo dei contenuti anche pratici. Finitela con questa destra, dico finitela come si fa con le bestie in agonia. L’unica, vera consolazione è che si tratta di un disarmo bilaterale, perché accanto hanno staccato la spina anche alla pessima sorella, la sinistra. Se la destra è sparita, la sinistra stramazza a terra. Però là i contenuti, allo stato virale, ancora incidono; in politica la sinistra non c’è più, ma nel potere mediatico e culturale eccome. Da partito e gruppo parlamentare si è fatta cosca, ha perso visibilità, ma esiste e spaccia abecedari, dosi e tanto fumo. Invece a destra chi fa politica si è ritirato a vita privata, pensa solo a sè, gli basta la citazione sui giornali e il potere di scambio per ottenere piaceri: il personale viaggiante della destra oscilla tra la citazione e l’eccitazione. E allora mi dite di che dobbiamo parlare e soprattutto di chi, con chi, quali sono le menti lucide e le orecchie attente a cui rivolgersi? Ma no, parliamo d’altro per favore; di cielo, terra, amori, anime e persone. Alla politica ci pensa lui, il Cavaliere. A sbrigare le faccende domestiche badano i filippini. Noi viaggiamo. Dov’è la destra? Ma chiedetelo al navigatore satellitare, io che c’entro.

    http://www.libero-news.it/articles/view/401476

  25. Sfortunatamente leggo ora queste note (la più recente dello scorso anno 2008), e trovo tutti i commenti esagerati nei confronti del povero FINI, che si trova ora a coronare un suo (e personale) progetto politico da vecchio democristiano.
    Il progetto è partito anni a dietro, e lui lo sta raggiungendo, con la sua faccia di bronzo.
    Io mi meravigli della base militante, come (come ha scritto un interocutore sopra) non gli sputano in faccia, non se ne vanno, capisco i colonnelli che sono hanno attaccato le loro terghe allo scanno parlamentare, con la colla della vergogna, del vilipendio, dell’interesse personale, ma la base, perchè non si sveglia e vede quello che tutti noi vediamo, CHE SIETE STATI VENDUTI e con voi sono stati venduti tutti i nostri Valori e caduti, la lista è lunga, i ragazzi ammazzati per difendere le nostre idee (io non sono stato mai del MSI, Alleanza Nazionale) ma ho sempre considerato “tutti” miei Camerati. Oggi 25 aprile, Fini balla sulle tombe dei nostri ragazzi, per la festa della liberazione. Da Fini me lo aspettavo ma da voi della Base NO… Svegliatevi, In alto i cuori.
    Giovanni Trigona (ex.. non si è mai ex) ieri Avanguardia Nazionale, oggi Fronte Nazionale.

  26. Scomodare altre assonanze celebri alla viltà di Fini, é oltremodo inutile.
    Certo ha fatto la stessa sorte di quel vecchio senatore di AN, dalla voce di un venditore di pesce (al momento mi sfugge il nome da menzionare, talmente era inutile, poi cacciato via per manifesta demenza senile), a volte chiamato a presiedere suppletivamente le sedute parlamentari, il quale inveiva gratuitamente e con cattiveria verso i suoi stessi colleghi di partito (si vede che quella poltrona gioca costantemente un ruolo insano di superbia).
    Costui é sempre stato un attento calcolatore della propria posizione personale, basti dire che ha fatto sempre il politico, non ha mai lavorato o fatto concretamente alcunchè di utile alla società, che mi risulti. Sa solo mettere a frutto la sua istruzione pedagogica, o, forse psichiatrica. Proprio per ciò é l’ anti Berlusconi in essere.
    E’ vissuto sempre nel “palazzo”, ricoperto di ricchezza e di allori immeritati, che in italia si decretano solo ai vigliacchi o ai finti partigiani.
    Cosa sia la precarietà di un posto di lavoro, degli abusi perpetrati ovunque dai comunisti, che non si sia più in grado di essre liberi cittadini nella propria città natia, ma oggi vessati da bande di marocchini, macedoni, zingari ed altro porcilaio tagliagole voluto dai comunisti, egli non sa cosa sia tutto questo.
    Come, e peggio di un prete, non ha mai avuto personali nemici politici, non individuando mai nei suoi vuoti ed inutili discorsi, mai il peccato ne il peccatore.
    Comunque tutto questo bailame scaturito dalla sua sete di potere, dal suo vigliacco consenso affinchè Berlusconi venga colpito ed umiliato da chiunque (dopo quella sua biasimevole espressione ai danni di Berlusconi, nel parlamento europeo, doveva immediatamente essere preso a calci in culo), serve a lui soltanto, per far parlar di sè.
    Quale potrebbe essere il suo ruolo in un governo, in un ministero, non lo sa neanche Iddio, perchè non possiede alcuna conoscenza o capacità tecnica gestionale effettiva (é questo il suo problema froidiano), se non di “rimanere a galla” e sentirsi podestato intoccabile dello stato.
    E pensare che per il ruolo che ricopre, dovrebbe essere l’ unico a non aizzare un agone politico, essendo tra l’ altro già ben pesantemente e riccamente pagato da noi tutti (quei 3/10 di benemeriti che pendono dalla sua parte, dovrebbero ben più compiangere padri di famiglia che hanno perso il loro umile lavoro, provento per il sostenimento della loro famiglia…)
    Circa 12 anni fa, indignato, stracciai una sua lettera autografa pervenutami per mio consenso. Allora, non mi sbagliai affatto, percependo un senso di viltà in quell’ essere che pur ad inizio ebbi ad apprezzare.
    Comunque, non siamo noi, ne Feltri ne Silvio Berlusconi (come ieri ebbe chiaramente ad indicare, allargando le braccia..) ad aver smarrito la dritta via, ma lui stesso con il suo voltafaccia. Fini, Vergognati di aver offeso ed umiliato l’ elettorato di destra. Nel tuo andare, hai fatto molte vittime politiche, certo tutte dalla tua parte, come ti si conviene, ma chi di spada ferisce, di spada poi perisce (Avete fatto caso come ora abbia la stessa lunga espressione in volto del suo avvocato di parte, la Bongiorno, più simili agli addetti alle pompe funebri..)

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