Posts Tagged ‘ Marcello Veneziani ’

Giorgia flambé (Marcello Veneziani)

Ago 22nd, 2022 | By

Dopo la gogna dell’abiura – rinnega il fascismo, sputaci sopra – comincia ora per Giorgia Meloni la gogna della conversione…



E’ Nato un dogma

Ago 18th, 2022 | By

La guerra in Ucraina avrebbe dovuto rappresentare una buona occasione per discutere di Nato e del ruolo dell’ITALIA nell’Alleanza Atlantica, oltre che di esercito europeo…



Corso intensivo sul politicamente corretto (Marcello Veneziani)

Feb 16th, 2020 | By

Ma cos’è esattamente il politically correct? Lo citiamo ogni giorno senza magari coglierne tutto il significato…



Esegesi di chi ha “rotto”…

Mag 29th, 2014 | By

Il deputato di Fratelli d’Italia, Massimo Corsaro, ha scritto un pezzo su “Destra.it”, “Per farla finita con puri e duri prefiche trombati intellettuali d’oggi e idioti di domani”, dicendo a chiare lettere che “puri e duri, prefiche, trombati e intellettuali” gli “hanno rotto il cazzo”. Descrive gli atteggiamenti, ma mancano i nomi.



Domande stupide…

Feb 7th, 2014 | By

Alla stupida domanda di Daria Bignardi («E’ imbarazzante avere un padre fascista?») rispondo con la verità di Marcello Veneziani: «…sarebbe stato assai tanto più facile professare altre idee. Avrebbe avuto la vita più facile se avesse scelto la via opposta. All’università, nei giornali, sui libri, nella vita».



Fronte della Gioventù, una storia a lungo attesa (Marco Valle)

Gen 27th, 2014 | By

Un libro può diventare una trappola. Un mare procelloso e fascinoso. Se indugi un attimo in più del dovuto sulla battigia, vedi spiaggiarsi sulla scogliera della memoria manciate di ossi di seppia, ondate di “triste meraviglia, cocci aguzzi di bottiglie”. Resti di un naufragio. Un libro può assomigliare ad un oceano profondo e impietoso. Le onde riportano, a volta, spezzoni di vita vissuta che — come Guccini insegna — ti avvolgono come miele: la nostalgia è un sentimento ambiguo e pericoloso. Da evitare. Non sempre, però, riesci a sottrarti alla malia delle maree, al loro richiamo e, allora, ti attardi sul litorale dei ricordi, dove ritrovi resti di bandiere stracciate, polene marcite, vele strappate, pennoni spezzati. Malinconia mista a tenerezza e un po’ d’incazzatura. Un libro — centinaia di fogli, migliaia di righe, decine di capitoli — talvolta non ti risparmia nulla. Soprattutto se chi scrive ti ricorda l’affondamento del grande battello tricolore, un vascello un po’ vecchio e scassato, ma abbastanza dignitoso. All’improvviso dal gorgo riaffiorano carte, date, nomi. Volti. In lontananza scorgi nocchieri, nostromi, capitani, ammiragli che abbandonano il povero relitto incagliato sulla scogliera. I mozzi, no. Loro sono affogati mentre i marinai annaspano tra le onde, ma non importa. È il destino della “bassa forza”, quelli che faticano e sgobbano. Le scialuppe — poche, come quelle del Titanic — sono piene di gallonati comandanti, incapaci e impomatati come uno Schettino qualsiasi. Un tempo, affollavano la plancia e applaudivano il grand’ammiraglio — l’infallibile che ha fallito —; oggi tutti, compreso il navarca supremo, asciugano i loro panni sulla spiaggia e fissano l’orizzonte con occhi liquidi. Disorientati. E disoccupati.



Marciare uniti per non marcire…

Ott 26th, 2013 | By

Le fazioni proseguono a marciare separate, senza risparmiarsi anatemi reciproci e velenosi. Le truppe in periferia non sono da meno e la rete è il loro campo di battaglia. Tutto è cominciato in occasione delle recenti elezioni politiche, quando il poco tempo a disposizione non consentì a Fratelli d’Italia e La Destra di trovare un accordo su liste, collegi et similia. Si presentarono presuntuosamente separati, seppure fedelmente berlusconiani, piazzando per il ‘rotto della scheda’ appena nove deputati di FdI. Con annessa ed inevitabile tragicommedia sulle opzioni nei collegi: per saperne di più chiedere al barese Marcello Gemmato.



La destra piace solo se fa la vera destra (Marcello Veneziani)

Ott 10th, 2013 | By

Volevate una destra europea e siete stati subito accontentati. Dico a voi stampa, partiti e poteri che avete invocato, per brindare alla fine del ventennio berlusconiano, una destra europea anche per il nostro Paese. E per servirvi, l’Europa vi ha subito mandato un cadeau, un assaggio e un prototipo. Il partito di destra che trionfa nei sondaggi in Francia come primo partito è il Front National di Marine Le Pen. Che sia di destra non potete dubitarne, è l’unico grande partito europeo che rivendichi quella matrice. E che sia una forza europea nemmeno, sia perché si richiama all’Europa come civiltà, come unione delle patrie e delle tradizioni; sia perché i temi che affronta sono esattamente i tre temi su cui si stanno concentrando le destre europee: la tutela della sovranità popolare dal dominio dell’Europa tecnocratica e finanziaria; il disagio degli europei per l’irresponsabile cedimento demagogico ai flussi migratori incontrollati; la difesa della famiglia e delle tradizioni civili e spirituali rispetto alla riduzione della famiglia a unione fra le altre, tra genitore uno e genitore due, più frattaglie che nell’antichità erano denominate figli. Sono questi i tre temi su cui si ritrova la destra europea, in tutti i versanti.



Macché An, bisogna rifondare la destra (Marcello Veneziani)

Set 23rd, 2013 | By

Non mi pare una buona idea rifare Alleanza nazionale. Capisco la boutade di Storace: serviva a conquistare uno spazio nei media il giorno in cui rinasceva Forza Italia, dire che ci siamo pure noi di destra e chiamare a raccolta tutte le destre sparse. Ma rifare An sarebbe un salto indietro e non un ritorno alle origini. Berlusconi che rifà Forza Italia torna alle origini e vi torna col suo stesso fondatore. La destra invece non nasce con An, il suo leader è ormai fuori, e il suo stratega, Tatarella, morì. Sarebbe un riflesso condizionato di Forza Italia rinata. E poi, An non ha lasciato traccia di sé nei dieci anni di governo, i ricordi sono superati dai rimpianti e dai rancori. La storia di An segnò la progressiva scomparsa della destra. Diventò via via un clone sbiadito di Forza Italia, poi sciolta nel Pdl, si ridusse al ruolo di subalterno ammutinato che fa vertenza al principale. Lasciò più tracce il vecchio Msi che pure fu un partito emarginato di testimonianza ma formò e unì tre generazioni, lanciò messaggi a un’opinione pubblica più vasta, lasciò nostalgie e dignità.



Il paradosso della destra ricostruita dai responsabili del disastro (Marco Cimmino)

Lug 29th, 2013 | By

Diversi anni fa, mi capitò di scrivere, con incredulo spirito profetico, che il tumore che avrebbe corroso la destra italiana si chiamava Neofeudalesimo: per meglio dire, anzi, indicai proprio in quella particolare forma di anarchia, tutti contro tutti, che caratterizzò l’ultima fase dell’età feudale, il modello cui si stava uniformando Alleanza Nazionale. Gli elementi di contatto tra i due fenomeni erano, effettivamente, parecchi: una patente debolezza del vertice, un’interpretazione personalistica ed utilitaristica del potere, una gestione bottegaia del territorio ed una miopissima visione politica, che non andava al di là del proprio particulare, e di un malinteso epicureismo, per cui valeva solo l’oggi e qualunque progetto che non riguardasse l’immediato si sarebbe dovuto considerare inutile o, peggio, dannoso. Di qui, va da sé, discesero molti mali.