La prof che tutti vorrebbero
Mag 21st, 2019 | By Faber
Quando la coglioneria supera ogni distinzione politica e cerca di vestire i panni dell’ironia…
Sarà per la delusione dovuta al mancato esito della mia “Lettera Aperta per il Partito della Nazione”, ho letto e riletto la relazione di Francesco Storace al Comitato centrale de La Destra. Quella approvata con appena tre astensioni e che ha convinto il partito a “ricambiare con affetto ed entusiasmo” l’abbraccio inviato da Berlusconi.
Nessuno si distragga e chi ha ruoli di responsabilità, anche periferici, faccia sentire la propria voce. A quattordici giorni dalla presentazione dei simboli ed a ventidue delle liste, il tempo per trovare un’intesa è veramente scarso.
Qualcuno storcerà il naso immaginando un dialogo tra Roberto Fiore e Francesco Storace oppure una riunione con Giorgia Meloni e Luca Romagnoli allo stesso tavolo oppure un confronto tra Gianluca Iannone ed Ignazio La Russa. Ma il ragionamento non è fatto pensando ai tanti generali (peraltro, con poche truppe…), bensì è basato su oltre 1 milione di cittadini che hanno espresso il proprio consenso per Fratelli d’Italia, La Destra, Forza Nuova, Casa Pound e Fiamma Tricolore, in ordine decrescente di voti. Esattamente 1.157.947 italiani per un 3.12% totale. Un piccolo patrimonio che, in periodo di forte astensionismo e di sbornia grillina, dovrebbe obbligare ad un ragionamento con l’obiettivo di interrompere la cattiva abitudine che ha portato sulla strada dei mille rivoli e della dispersione, che ben presto trasformerà queste realtà in semplici e sterili atti di testimonianza. Quella che Veneziani, in occasione delle ultime elezioni, ha chiamato “idiozia bilaterale”, in realtà è ‘masochismo plurilaterale’.
Incombeva da mesi sulla testa degli schierati a destra di Alleanza Nazionale e, nonostante le speranze di alcuni di loro, come previsto si è abbattuta inesorabile. La ‘spada di Damocle’ è stata approvata alla Camera ed ha stabilito lo sbarramento del 4% alle prossime elezioni europee. Annusando l’aria, all’indomani delle elezioni politiche, SPIGOLI profetizzò che con il crollo delle identità il Paese si avviava inesorabilmente «verso un pericoloso bipartitismo secco…» e che «ai due partitoni, nel prossimo giro, sarà sufficiente ritoccare la quota di sbarramento…». Poi, in estate, raccontando la nascita del Pdl, SPIGOLI sottolineava come Silvio «… cannibalizza le truppe periferiche terrorizzandole con gli sbarramenti elettorali ed è pronto lo sgambetto alle prossime europee. La ‘bozza Bocchino’ è la più spietata contro i partiti che rivendicano un profilo identitario, eppure un tempo anche il vicecapogruppo alla Camera era parte integrante di una minoranza orgogliosamente ricca di identità, ma a quanto pare la memoria non è dote prevista in politica.»
I colonizzatori spagnoli lo dissero dei Sardi. Gli italiani lo potrebbero dire di coloro che si agitano a destra di Alleanza Nazionale: “pocos, locos y malunidos”. Non era necessario avere poteri magici per prevedere ciò che sta accadendo in queste settimane. Forse, si poteva dubitare della rapidità e della spudoratezza, determinate dalle ‘doti’ dei singoli protagonisti.