I colonizzatori spagnoli lo dissero dei Sardi. Gli italiani lo potrebbero dire di coloro che si agitano a destra di Alleanza Nazionale: “pocos, locos y malunidos”. Non era necessario avere poteri magici per prevedere ciò che sta accadendo in queste settimane. Forse, si poteva dubitare della rapidità e della spudoratezza, determinate dalle ‘doti’ dei singoli protagonisti.
Inevitabilmente, l’evento scatenante è stato il mancato superamento del quorum necessario per l’ingresso alla Camera dei deputati da parte della lista “Destra-Fiamma Tricolore”, che ha generato il panico tra aspiranti illusi ed aspiranti delusi, accentuando vizi congeniti e mai sopiti, invidia repressa e memoria labile. Tanto che i prossimi mesi non promettono niente di buono.
Il mancato obiettivo aveva prontamente generato un intenso dibattito all’interno delle due militanze – distinte e spesso troppo distanti – sugli scenari del dopo elezioni, con derive immaginifiche sulla fusione dei due partiti in vista degli appuntamenti elettorali del 2009. Un meritorio tentativo di ragionare su progettualità, obiettivi, organizzazione, quadri, politica, mentre nelle stanze attigue i ragionamenti parrebbero essere stati meno nobili.
Archiviata la campagna elettorale, è prontamente rispuntato uno sfacciato corteggiamento verso il Cavaliere, garantendo patenti di fedeltà e di vicinanza ideale e programmatica, assolutamente inimmaginabili per chi avesse seguito alcuni dibattiti televisivi ricchi di proclami, apparsi già allora tanto esagerati quanto poco credibili.
Insomma, sguardi languidi verso il Premier e stilettate verso i vecchi ‘camerati’. «L’alleanza elettorale è terminata il giorno dopo il voto. Non siamo noi che andiamo ad elemosinare un assessorato… né siamo noi quelli incollati alle poltrone dei consigli comunale e provinciale», si affrettava ad annunciare perentorio Giuliano Castellino, segretario provinciale romano e componente della segreteria nazionale della Fiamma, accusando gli ‘ex soci’ de La Destra di fare l’occhiolino ai vincitori.
Accantonata l’ipotesi fusione, La Destra ha prontamente annunciato conferenza programmatica estiva e congresso autunnale per decidere la propria linea politica e l’eventuale nuovo segretario. Fiamma Tricolore, invece, pare aver già individuato un nuovo ed inaspettato indirizzo. Qualche giorno fa, il Comitato centrale ha deliberato di «intraprendere un percorso politico che affianchi, contribuendo con proposte costruttive, il Popolo della Libertà… preannuncia la convocazione del Congresso Nazionale che discuta e vari la nuova linea politica, certi che la nostra identità possa dare un contributo importante al cambiamento in atto in Italia.»
Percorso difficilmente interpretabile con un dizionario della politica, bensì per agevolare l’esegesi necessita un prontuario elettorale, soprattutto alla luce delle notizie sul possibile sbarramento anche per le elezioni europee e della forte concorrenza interna di nomi del calibro di Musumeci, Buontempo e Storace. Fattori che renderebbero difficile la conferma al Parlamento Europeo del segretario nazionale Luca Romagnoli (nel frattempo, sbarazzatosi di una grossa ed attiva fetta di oppositori interni grazie ad un lapidario decreto di espulsione recapitato a Gianluca Iannone di Casa Pound per ‘lesa maestà’). Perciò, secondo il leader fiammista, e i suoi dotti sostenitori, è diventato necessario «essere protagonisti del cambiamento che è indiscutibilmente in atto in Italia… iniziare un percorso politico che non rimanga indifferente di fronte alla vittoria e alle azioni di governo del Popolo della Libertà… rilanciare la nostra politica all’interno del centrodestra.»
Un bel politichese per spiegare che Romagnoli gioca il suo jolly (resta solo da decidere se accodandosi subito ad An o attendendo la nascita ufficiale del Pdl), ammantato di contenuti, nel tentativo di emulare il colpo da biliardo riuscito ad Alessandra Floriani, che col suo ‘partito fantasma’ sì è garantita uno stipendio pubblico per altri cinque anni all’ombra del Cavaliere, cedendo lo scranno del Parlamento Europeo al suo ‘cavaliere nero’ Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, che per ora continua a ballare da solo. Nel ‘caso Romagnoli & C.’, però, servirebbe anche la lista bloccata dei ‘nominati’, perché con le preferenze Strasburgo si allontanerebbe diversi anni luce.
Tanti i dubbi che affiorano dalla semplice lettura del comunicato della svolta repentina.
Quale potrà essere il “percorso politico che affianchi il Pdl”, se non un’inevitabile totale annessione (anche se comincia a girare la ‘barzelletta’ della doppia tessera), visto che la Fiamma non ha la caratterizzazione territoriale che viene riconosciuta a Lega e Mpa, unici alleati esterni di Berlusconi?
Quale “contributo importante” potrà dare l’identità rivendicata da Romagnoli se questa verrà irrimediabilmente diluita – insieme a quelle provenienti da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Nuovo Psi, Pri, Nuova Dc ecc. – per dare vita al ’minestrone insipido’?
Tra tanti dubbi, affiora una tremenda preoccupazione: nel polverone generato dalle elezioni non si intravedono nitidamente uomini con idee adeguate e chiare, affinché il patrimonio politico-culturale (che rischia la dispersione definitiva) non sia irrevocabilmente vittima dei soliti noti, ‘pochi, folli e disuniti’, troppo attenti alla salvaguardia della propria ‘cadrega’.

Faber

13 pensiero su “Pocos, locos y malunidos”
  1. Come al solito, Faber, la tua analisi è impeccabile. Anche se penso sia evidente che se la fiamma tricolore dovesse entrare davvero nel PDL, il risultato sarebbe quello di umiliare il proprio elettorato, che credo risponderebbe ancor più incazzato di quanto già non lo sia. Se la deriva centrista della destra italiana si spingerà ancora oltre, sono sicuro che la destra di Storace non potrà far altro che crescere a dismisura. Non dimentichiamoci che in Francia il FRONTE NAZIONALE del vecchio Le Pen, anche se attualmente in stato di crisi, ha spesso raggiunto percentuali altissime (fino al 18%). In Italia l’elettorato di destra, privato prima o poi di Berlusconi, potrebbe reagire alla stessa maniera. Vedremo.

    Comunque complimenti per il nuovo sito

  2. Condivido quanto scrivi. Sono stato a destra di AN fin dalla nascita di FT, ed in questi tredici anni ho visto una serie di errori fra il tragico ed il ridicolo.
    In tutto questo disastro, la tanto sperata unità dell’Area potrebbe però arrivare per “sottrazione” anzichè per “addizione”: se FT e LD finiranno nel PdL, toccherà a FN rappresentare l’elettorato di destra

  3. Ma quale fusione dentro il Pdl! Dalle nostre parti nessuno parla di fusione. La Destra va avanti lungo la strada tracciata a Novembre. Dentro una eventuale coalizione sì. Rinunciare alla nostra identità per FINIre al centro con Berlusconi no! Chiediamo solo rispetto per la nostra scelta e il riconoscimento della stessa dignità riconosciuta alla Lega e a Lombrardo. La stagione del bipartitismo forzato finirà presto e si tornerà alle grandi coalizioni. A noi!

  4. Analisi impeccabile.
    Come Alex, penso anch’io che se la “Fiamma Tricolore” e “La Destra”, seguendo le orme di “Azione Sociale” (sino a pochi mesi or sono tanto criticata), confluiranno nel “PdL”, toccherà a “Forza Nuova” rappresentare l’elettorato di destra (sociale). In quanto a “CasaPound Italia”, anche persone autorevoli mi hanno spiegato che non sia un movimento politico, quindi non potrà rappresentarci politicamente (nonostante le ottime iniziative che porta avanti). POVERI NOI!
    Per cui (lo scrivo per l’ennesima volta), si cerchi di riflettere, una volta per tutte e si cerchi di collaborare fra camerati altrimenti devo dare ragione, almeno in ciò, a Giampaolo Mattei che, recentemente, ha scritto nel forum del sito http://www.cuorineri.it: la mia idea di politica si è fermata il 22 maggio del 1988 il giorno in cui si sono svolti i funerali del segretario Almirante e che coincide con l’inizio dell’estinzione della comunità missina.

  5. Ho militato e milito alla destra di an, prima in FT ed ora in LD e condivido in pieno l’ interpretazione che hai dato dell’ attuale quadro politico.
    Se la Fiamma, come sembra, confluirà vergognosamente nel Pdl moltissimi militanti ed elettori non avranno più un “casa politica “sul quale fare affidamento e verrà sepolta una esperienza politica e miltante durata decenni.(e questo è molto grave….)
    Spero che Storace mantenga con pazienza e tenacia la nostra identità in vita consapevole che il popolo tra qualche anno, e non molti, saprà premiarci anche a livello elettorale.
    Lottare contro tutti mantenendo simbolo, spirito e dottrina politica è l’ unico modo per salvare l’ area della cosiddetta destra italiana ed onorare chi ha sacrificato la vita per i nostri ideali.

  6. Questo accordo per farci fagocitare dentro il Pdl non potrà che sortire effetti nefasti. Diventeremo la ruota di scorta di AN che è già la ruota di scorta di Forza Italia, già scomparsa dentro il Pdl. Se dovevamo fare questa fine tanto valere scegliere un partito di paraculi come AN. Attualmente sono commissario provinciale di Fiamma Tricolore a Rovigo e i Camerati di Rovigo sono contrari a questa ipotesi di accordo.Sarà mia cura rappresentare la nostra posizione al coordinatore regionale Puschiavo.Purtroppo un universo già frastaliato rischia di disgregarsi ulteriormente. Se va avanti così faccio l’Avvocato e rimango nella mia torre evoliana.

  7. Non perdo tempo a fare i complimenti (dovuti) a Faber. La sua analisi più che alimentare discussioni sul come non si vada d’accordo disegna un quadro triste e per niente nuovo: quando si vede la poltrona, la poltroncina, e anche solo l’illusione di poterla avere un giorno si ferma il militante, l’incorruttibile, quello che “anche se tutti noi no” e si materializza una real politik casereccia fatta solo di occupazione. Sarebbe più onesto chiudere tutte le sezioni di FT, FN, Destra e via discorrendo e dire: Cari militanti un domani faremo anche noi come tutti. C’è chi ancora oggi fa la gitarella a Predappio e poi il giorno dopo sostiene attraverso il suo voto gente che usa la politica per i suoi fini personali con tanto di leggi ad hoc per coprire le sue malefatte. Non è un problema di idee o dottrina per essere un po’ più vicini alla nostra storia, ma di uomini che si riempiono la bocca di quelle idee e che vengono votati da gente, tutti noi compresi, che al posto loro non si comporterebbe in modo diverso.

  8. Intanto un gruppo di dirigenti come Biagio Cacciola, Luciano Buonocore lascia “La Destra” e fonda “Destra libertaria”, aderendo al PdL.
    P.S. Bello il simbolo, che ho visto sul sito http://www.destralibertaria.it, sembra un’aquila asburgica…

  9. Caro Faber, pre-metto un complimento per il tuo sito e mi per-metto di rilevare che, molto probabilmente, i piu’ arguti interpreti delle vicende politiche si trovano oggi in seria difficolta’. Confesso di non riuscire come prima a seguire le cronache politiche nazionali (quelle filtrate dai mass-media), per la colossale voglia di ritornare a sentire voci di uomini e donne intellettualmente onesti. Non mi permetto di criticare chi fa politica da anni, chi ha raggiunto con militanza e sacrificio posizioni di vertice e sedili rappresentativi prestigiosi. Ma sono in tanti, troppi, quelli che non sono riusciti ad evitare l’inglobamento nella fezza linguisto-argomentativa degna della peggiore televisione. Proclami, disdette, coup de teatre, dichiarazioni recitate ed eclatanti: tutto quanto puo’ servire per accattivarsi un elettorato prono ad un sistema d’immagine e comunicazione fondato sull’apparenza di qualcosa che non c’e’. Leggo il Bottai deluso e amareggiato nel libro di memorie “Vent’anni e un giorno” e colgo l’essenza della politica italiana dei primi del Novecento, allorquando uno degli apostoli del fascismo rievoca le prime apparizioni del futuro Duce, nel corso delle riunioni preparatorie dell’unica rivoluzione politica e sociale che l’Italia abbia conosciuto. Gesti, parole, movenze, discorsi infiammati, passione, rendevano un piccolo uomo capace di “riempire” di se’ stanze enormi ed affollate. Non si tratta, qui, di esaltare un passato davvero passato; si tratta, piuttosto, di guardare in faccia e stringere la mano di supereroi schizzati nelle vette del lusso in blu che stanno gradulmanete perdendo il senso della realta’. Che noia sentir parlare di seconda e terza settimana senza danari, ma che sacrosanta esigenza ho di capire quanto i partiti (rimarranno davvero solo due?) stiano diventando una congrega di eletti sulla carta. Che maledetto bisogno avverto di cercare e trovare sedi di discussione politica interessanti, stimolanti! Il popolo si e’ piegato ad un sistema che non pone la partecipazione ideale e progettuale a base di ogni esternazione politica di vertice. Il popolo e’ spaventato e chiede a pochi salvatori di sistemare l’Italia e a molti becchini di sbrigare faccenduole private.
    Morta la politica, collocazione e discorsi di destra, assorbimenti e fusioni, cominceranno a diventare preda delle elucubrazioni di pochi intellettuali, dominio esclusivo di quelle persone pensanti di destra che mitizzano concettualmente un’area politica, demolendone le basi operative e sociali. La politica del successo e degli equilibri nelle poltrone sta contagiando tutti, ma proprio tutti?

  10. Ciao a Tutti,
    hai fatto un’ottima analisi della situazione politica attuale.
    Io, come militante de La Destra, mi auguro solo che i vertici del Partito contuniuno la strada intrapresa, portando avanti gli Ideali che ci contraddistinguono dai cosiddetti partiti di “centro-destra”.
    Il cammino sarà lungo e impervio ma ce la metteremo tutta per far sì che la gente capisca le Nostre ragioni.
    Complimenti per il sito!
    A presto, Paolo.

    http://www.la-destra-storia.net

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