OMNIBUS

Macché An, bisogna rifondare la destra (Marcello Veneziani)

Set 23rd, 2013 | By

Non mi pare una buona idea rifare Alleanza nazionale. Capisco la boutade di Storace: serviva a conquistare uno spazio nei media il giorno in cui rinasceva Forza Italia, dire che ci siamo pure noi di destra e chiamare a raccolta tutte le destre sparse. Ma rifare An sarebbe un salto indietro e non un ritorno alle origini. Berlusconi che rifà Forza Italia torna alle origini e vi torna col suo stesso fondatore. La destra invece non nasce con An, il suo leader è ormai fuori, e il suo stratega, Tatarella, morì. Sarebbe un riflesso condizionato di Forza Italia rinata. E poi, An non ha lasciato traccia di sé nei dieci anni di governo, i ricordi sono superati dai rimpianti e dai rancori. La storia di An segnò la progressiva scomparsa della destra. Diventò via via un clone sbiadito di Forza Italia, poi sciolta nel Pdl, si ridusse al ruolo di subalterno ammutinato che fa vertenza al principale. Lasciò più tracce il vecchio Msi che pure fu un partito emarginato di testimonianza ma formò e unì tre generazioni, lanciò messaggi a un’opinione pubblica più vasta, lasciò nostalgie e dignità.



La foto di Atreju sul Corriere? Immagine del fallimento (Augusto Grandi )

Set 16th, 2013 | By

Giulio Terzi (sì, proprio il pessimo ex ministro degli esteri e dei marò), Adolfo Urso, Magdi Allam, Gianni Alemanno e Ignazio La Russa: la foto pubblicata sul Corriere della Sera a conclusione di Atreju è l’imbarazzante riprova del nulla cosmico che sta caratterizzando il fallimentare tentativo di creare una nuova aggregazione a destra. Chi dovrebbe seguire questa gente? Chi dovrebbe impegnarsi per consentire a costoro di continuare a far danni come han sempre fatto? Tutti reduci da completi fallimenti politici ed amministrativi, ma tutti con l’arroganza di continuare a guidare un nuovo gruppo. Di qualsiasi tipo, su qualunque posizione. Non un’idea nuova, non un progetto vincente. L’unico obiettivo è quello di mantenere una poltrona, uno strapuntino, un briciolo di potere e visibilità. D’altronde la nomenklatura ex missina, postfascista, aennina e caricature varie, è spesso composta dalle stesse persone che han dato vita alla misteriosa fondazione che dovrebbe gestire il consistente patrimonio immobiliare creato in era missina. E che, in teoria, dovrebbe servire per far politica, non per garantire un seggio agli sconfitti di ogni battaglia. Si vede benissimo come sanno utilizzare i soldi. C’era una volta Il Secolo d’Italia, quotidiano di nicchia ma, in alcuni periodi, in grado di offrire un’idea, un pensiero, una interpretazione della realtà. Ora ridotto al nulla on line. E le altre grandi iniziative politiche? Mistero. Ovviamente i grandi quotidiani legati al centrosinistra non hanno alcun interesse ad enfatizzare il poco che emerge dall’area. Ma non si capisce perché dovrebbero farlo. E se il Corriere dedica alla conclusione di Atreju solo la fastidiosa foto di una fastidiosa famiglia scombinata, senza una riga su progetti e scelte, forse una ragione c’è. Incapaci di comunicare, convinti che il mondo inizi e finisca intorno al loro gruppetto (purché si riunisca a Roma, perché scoprire il resto d’Italia è faticoso), impossibilitati ad avere una strategia semplicemente perché le persone ritratte in foto non hanno nulla da spartire con quella che vorrebbero fosse la loro base. Senza dimenticare il servilismo consueto che impone di invitare gli avversari più squallidi, per ottenere da loro quella legittimazione che evidentemente si ritiene di non essere in grado di conquistare. Tutto da buttare, tutto da rifare. Intanto, in Francia, la destra si rafforza. E cerca di creare una nuova classe dirigente, competente, capace, studiosa. In Francia.



Fratelli con l’handicap: partenza con la zavorra (Gabriele Adinolfi)

Set 15th, 2013 | By

A due passi dalla Festa di Atreju sono chiusi i Fori Imperiali che il nuovo inquilino del Campidoglio ha annunciato senza ambiguità di voler distruggere per cancellare le vestigia del passato e i ricordi delle grandezze mussoliniane. E non crediamo che intenda fermarsi lì. A pochi giorni dalla Festa di Atreju si attende la decisione volta a decapitare del suo leader la coalizione populista di centrodestra. Intanto vengono svenduti i nostri asset strategici. L’Ilva – che da sola è fonte dell’un per cento del nostro pil! – viene dismessa.



FdG su Facebook: racconti, immagini e storie (Francesco Ciulla)

Ago 31st, 2013 | By



Ricominciare? Io ricomincio da Andrea (Ferdinando Parisella)

Ago 3rd, 2013 | By

Ma sì, ricomincio da Andrea. Ha diciassette anni, occhiali spessi, fisico sportivo da pallanuotista, come suo fratello, un’intelligenza viva, studia, incredibile legge e tanto. Si informa di tutto. Segue ogni cosa, dai tg allo sport. È mio nipote. Studia al liceo classico di Latina. Un fenomeno. Un giorno, non aveva ancora dieci anni, mi dice, perché a scuola non parlano mai della storia di Latina/Littoria? E così iniziò il suo percorso di crescita. evidente che la sua curiosità fosse qualcosa di più. Addirittura la maestra si lamentava con mia sorella, che questo bimbo fosse troppo vispo, la contestasse in continuazione, facesse dei veri comizi in classe e, orrore, fuori nel cortile.



Il paradosso della destra ricostruita dai responsabili del disastro (Marco Cimmino)

Lug 29th, 2013 | By

Diversi anni fa, mi capitò di scrivere, con incredulo spirito profetico, che il tumore che avrebbe corroso la destra italiana si chiamava Neofeudalesimo: per meglio dire, anzi, indicai proprio in quella particolare forma di anarchia, tutti contro tutti, che caratterizzò l’ultima fase dell’età feudale, il modello cui si stava uniformando Alleanza Nazionale. Gli elementi di contatto tra i due fenomeni erano, effettivamente, parecchi: una patente debolezza del vertice, un’interpretazione personalistica ed utilitaristica del potere, una gestione bottegaia del territorio ed una miopissima visione politica, che non andava al di là del proprio particulare, e di un malinteso epicureismo, per cui valeva solo l’oggi e qualunque progetto che non riguardasse l’immediato si sarebbe dovuto considerare inutile o, peggio, dannoso. Di qui, va da sé, discesero molti mali.



La compagnia di giro è cambiata (Adriano Tilgher)

Lug 16th, 2013 | By

Per chi ama definirsi di destra deve essere duro vedere che a parlare di organizzazione o di riorganizzazione di una formazione nuova siano gli stessi che l’hanno distrutta, ancora più duro è vedere che sedicenti leaders, in cui hanno posto la loro fiducia in passato, non sappiano proporre altro che il popolarismo europeo ed il centro destra o, nella migliore delle ipotesi, la ricostruzione di un partito, Alleanza Nazionale, che aveva trasferito un’intera comunità umana, quella che si era raccolta nel MSI e che si compiaceva di definirsi sociale, nel campo liberista, considerato da sempre l’ideologia da sfuggire.



No alla ‘cosuzza nera’: idee per un Fronte di liberazione nazionale (Giorgio Ballario)

Lug 16th, 2013 | By

Sono in gran parte condivisibili le posizioni dalla ‘cosa nera’ (che giustamente qualcuno ha già ribattezzato “Cosuzza Nera”) alla Rifondazione aennina proposta da ex ‘colonnelli’ del partito post-fascista degli anni Novanta, fino alla reunion dal sapore un po’ nostalgico lanciata a Orvieto da Francesco Storace («Ancora tu, ma non dovevamo vederci più», ha giustamente scritto Mario Bozzi Sentieri).



Croazia in Europa: cosa ci sarà da esultare??? (Vincenzo Maria De Luca)

Lug 8th, 2013 | By

Leggo che la Croazia è il 28esimo componente dell’UE. Leggo anche moltissimi commenti entusiastici non solo dell’establishment governativo italiano ma anche di gran parte del mondo della diaspora giuliano-dalmata. Che i vari Napolitano, Bonino e politici al seguito gioiscano… non mi sorprende, come da anni ho smesso di stupirmi delle nefandezze del nostro “non popolo” e della nostra “non Patria”… ma che a gioirne siano esponenti di associazioni degli esuli o eminenti “acculturati” di origine giuliana, mi sorprende, invece, non poco.



Aledanno sbarella sul destra-centro (Augusto Grandi)

Lug 2nd, 2013 | By

“Perdere l’amore, quando si fa sera, quando tra i capelli un po’ d’argento li colora: rischi d’impazzire, può scoppiarti il cuore”. Così cantava Massimo Ranieri. Che, oggi, potrebbe modificare leggermente il testo, per dedicarlo a Gianni Aledanno: perdere la poltrona da sindaco. Perché gli effetti sono stati identici. La prova arriva da una patetica intervista rilasciata al Corriere della Sera. Aledanno, ottimo ministro dell’Agricoltura e pessimo sindaco di Roma, comunica che non andrà nel recuperato partito di Berlu, Forza Italia in versione aggiornata. Bene, bravo, bis. Anche perché, probabilmente, nessuno si strapperà le vesti pur di farlo rimanere.